Libertà di Stampa
Di ieri mattina la notizia da cui si apprende che L’Italia retrocede nella libertà di stampa. Lo fa sapere in un rapporto la Freedom House, un associazione no-profit fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo.
E’ proprio una fonte così autorevole che ci fa notare che con il ritorno di Silvio Berlusconi al governo si è venuta a creare una situazione per noi abituale, ma piuttosto anomala nel resto del mondo, di un premier che accentra nelle proprie mani mezzi di comunicazione pubblici e privati, facendoci meritare il voto più basso nelle pagelle d’Europa.
Non c’è bisogno di ricordare lo stato penoso in cui vessano i nostri giornali e tg, variamente spartiti in parlamento e comunque sempre tacciati di poca attendibilità, e sovente anche criticati dalla stampa estera, che ultimamente sta dando molto risalto alle faccende nostrane.
L’indipendent ad esempio dedica un lungo articolo “Battaglia dei Berlusconi: la prima coppia d’Italia in guerra per l’harem” alla questione delle euro-veline chiamate le “Berlusconi babes” e della ragazza diciottenne di Portici fin’ora sconosciuta.
“Papi? I media italiani non indagano mai troppo nella vita privata dei ricchi e famosi, e così le domande senza risposte su Noemi e su sua madre, rimangono esattamente così, senza risposta.” ……”La discrezione da cortigiane dei media italiani significa che è impossibile sapere, ma anche solo immaginare quale sia la vita di Mr Berlusconi da vicino. Accenni tomentati dei suoi comportamenti ossessivi: girare attorno (il verbo era plying ma non mi viene niente di meglio) alle ragazze con regali costosi, la bizzarra preoccupazione di trovare loro lavoro, la battuta pesante fatta a Mara Carfagna quando entrò in parlamento annunciando che il boss aveva diritto di deflorare le vergini……le chiacchiere che si sono venute a creare non lo hanno danneggiato politicamente. Anzi, la sua abilità nell’incarnare le fantasie del tipico maschio italiano – essere ricco come Creso ma maniaco come un uomo da bar; avere gli anni e non sentirli – offre un indizio del suo durevole successo: è una leggenda vivente”
Nemmeno il più ortodosso Times parte bene, intitolando il suo pezzo “Trovata la vera opposizione italiana, la Signora Berlusconi“, con buona pace del Pd e compagnia e continuando così:
”In molti paesi un leader che è stato ripetutamente investigato per corruzione, che racconta barzellette inopportune, che passa il suo tempo con veline vestite in modo osceno, potrebbe trovarsi in situazioni spiacevoli, non in Italia!……Ma gli italiani scrollano le spalle. L’hanno eletto tre volte, molti ammirano la sua grinta e il suo essere uomo di spettacolo ed hanno una celata ammirazione per la sua immagine, all’età di 72 anni di don giovanni…gli italiani sono abituati a come Berlusconi altera la realtà, semplicemente negando di aver fatto o detto qualcosa, anche se è l’evidenza a ricordarlo…dopo il terremoto in Abruzzo è stato deriso all’estero per la sua gaffe, quando ha detto agli sfollati di immaginare di essere in campeggio, e ha detto ad una dottoressa:”Non mi dispiacerebbe essere rianimato da te!”
Le Figaro, molto duro anch’esso ricorda nel suo articolo “Berlusconi ama troppo le Bionde” che per poco non si candidavano ragazze per le loro doti plastiche e non per quelle politiche. Riporta poi lo sfogo di Veronica in cui afferma che il comportamento del marito è lesivo per tutte le donne, specialmente per quelle che si trovano in prima linea per difendere i loro diritti, dovuto anche alla battuta fuori luogo fatta a Mara Carfagna (“se non fossi sposato ti sposerei”), e finisce colla conclusione del suo processo per aver raccomandato quattro starlette, ovvero colla distruzione delle registrazioni telefoniche.
Infine il giornale Guardian dà il colpo finale con un lunghissimo articolo titolato “Ave all’imperatore Berlusconi, ma dove andrà a finire il suo potere?”, in sui si passa dalle magagne casalinghe, ai tre processi fatti negli ultimi 12 mesi, al Lodo Alfano, alla nostra opposizione inesistente e al conflitto di interessi, tutto con dovizia di particolari che fa rabbrividire.
Non è la prima volta che la stampa italiana attira l’attenzione dei media esteri per la sua proverbiale pacatezza nel dare le notizie. Non molto tempo fa infatti, quando Mills fu condannato per corruzione, nessuno in Italia parlò del fatto che il corruttore era il nostro premier, neppure nel telegiornale di mezza sera, facendo indignare persino il New York Times solitamente abbastanza alieno alle notizie estere.
Il problema della parziale libertà di stampa risiede anche nel fatto che se in Italia si scrivessero articoli così “spinti”, dove il giornalista o il giornale può esprimere liberamente la propria opinione, partirebbe subito la solita arronzata sull’imparzialità della stampa, che in sostanza vuol dire che non si può parlare male del governo, a meno che non ci sia un contradditorio, cosa che ha messo piuttosto in difficoltà Fazio negli ultimi tempi, che si è trovato a dover spiegare all’On. Gasparri che le interviste one-to-one per loro stessa definizione non possono prevederne uno.
Come se tutto ciò non bastasse non appena chiunque prova anche solo ad introdurre il discorso sul conflitto di interessi, c’è sempre qualcuno prontissimo ad alzare la voce affermando che gli italiani hanno ben altri problemi che quello del conflitto di interessi, come arrivare alla fine del mese per esempio. È vero! Tutti noi siamo in una situazione difficile colla crisi economica, i consumi che si contraggono, la disoccupazione che cresce e via dicendo, ma non possiamo permettere che il nostro Paese, nel 2009 e nella bella Europa sia l’unico stato con una “parziale libertà di stampa”, oppure possiamo permetterlo, ma al caro prezzo di dover leggere questi articoli così caustici sulla stampa estera e non avere nemmeno il diritto a rispondere
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