5 Responses to “Referendum perifrasticamente passivo?”

  1. mauro longo says:

    infatti la questione è assolutamente interessante e la decisione non è di quelle scontate che si prendono per partito..
    inoltre i referendum andrebbero sempre supportati in quanto tali, come espressione della democrazia piu diretta..

  2. L.Longo says:

    a me stuzzica molto il SI SI SI … so che può essere molto distruttivo … alla fine è il modello che più si avvicina a quello degli stati esteri che ammiro di più dal punto di vista della loro organizzazione politica. Ma sarò per il NO NO SI

  3. Manuel says:

    fino ad adesso non avevo mai avuo dubbi in materia di referendum, difatti mi trovavo sempre a patteggiare per il sì

    questa volta non sono così convinto e non mi sembra che tali proposte ci facciano sorpassare il porcellum, anzi forse vanno nella direzione opposta

    anche io sono per un NO- NO – SI ma può darsi che in cabina mi prenda un attacco tipo “riformista ad ogni costo” e punti sul triplice Sì.

  4. Viola says:

    Io invece propendo per l’astensione, per due motivi.
    Primo: il terzo quesito sarebbe da votare sì, se la nostra legge elettorale ci consentisse di decidere chi mandare poi su questa o quella poltrona (ovvero di esprimere delle preferenze). Ma visto che non ce lo consente non ha senso purtroppo fare una cosa del genere

    Secondo: In alcuni stati esteri, dove vige, il bipolarismo, il bipartitismo,e compagnia, ci sono una serie di artifici politici, vedi primarie americane, dove uno davvero sceglie il suo capo di partito, e di conseguenza la linea che il partito più o meno dovrà seguire. Visto che nemmeno questo avviene qui in Italia, mi sembra solo un modo per delegittimare ancora di più il parlamento e far andare le legislature avanti a “colpi di maggioranza”.

    Questa non mi sembra una grande democrazia…

  5. Federico Quaglia says:

    Per quanto riguarda i primi due quesiti penso ci si ritrovi davanti al solito dualismo democrazia\stabilità.
    Facendo un rapido calcolo: l’affluenza alle urne in Italia si aggira intorno al 78% degli aventi diritto ed un partito, per essere il maggioritario, necessita di circa il 34% dei voti di questi (stima mia). Questo vuol dire che, effettivamente, il partito che avrebbe il potere di governare il Paese rappresenterebbe solo un quarto della popolazione votante (0,78*0,34=0,2652), valore ben lontano dall’essere una qualsivoglia maggioranza!
    Certo il Governo risulterebbe più stabile e meno soggetto ai ricatti dei “partitini” ma, per essere drastico, a me sembra un passo indietro che fa la democrazia verso la dittatura.

Leave a Reply