2 Responses to “Informazione Online: Libera o a Pagamento”

  1. Barbara Gozzi says:

    Ritornare a un concetto di ‘pagamento per poi fruire della notizia, informazione che sia’ mi sembra neanche lontanamente affrontabile. Ormai. Le altre due soluzioni, Freemium e Feeconomics, hanno sensi precisi quanto meno più logici rispetto all’attuale flusso rintracciabile e disponibile on line.
    D’altra parte ormai il controllo dello strumento (salvo repressioni epocali)non è pensabile, dunque suppongo che se non dovessi trovare l’informazione che cerco sul tal sito/portale (anche se rinomato o frequentato abitualmente), poi mi sposterei cliccando altrove.
    Dunque un compromesso è necessario.
    Bel pezzo.

  2. etrusco78 says:

    La legge economica della domanda e dell’offerta è ineluttabile.
    I blog personali, le community, i siti di raccolta e condivisione di link, potrebbero essere considerati come un “passaparola potenziato”… ed ogni giorno ne nascono di nuovi: siamo praticamente tutti capaci di scrivere, più o meno bene, ognuno cerca di aumentare la propria visibilità nella propria comunità diffondendo notizie, scrivendo opinioni e trovando qualcosa di originale. L’offerta di informazioni aumenta e diventa sempre più difficile far sì che scrivere un blog diventi una professione. La pubblicità inizia a dar del “pane” solo se si riesce a raccogliere un gran numero di accessi.
    Alla fine della fiera, chi vorrà sopravvivere sul web, finirà per basare i propri introiti sulla pubblicità oppure sul pagamento di contenuti di “nicchia”.
    La scelta del New York Times, secondo me, sarà per la seconda volta fallimentare, a meno che non riesca a diffondere l’uso di ebook reader (come ad esempio http://www.amazon.com/Kindle-Amazons-Wireless-Reading-Generation/dp/B00154JDAI/ref=dp_ob_title_def/178-7135849-0698006) che siano in qualche modo vincolati ad accedere a contenuti editoriali a pagamento, insomma una specie di “iPod per le notizie”.

    A proposito, l’ebook reader del link suddetto, ha il formato di un libro tascabile e utilizza la tecnologia chiamata “inchiostro elettronico”, le lettere sembrano stampate e il display non è retroilluminato permettendo così di non affaticare la vista. I libri e i giornali si possono scaricare in modo wireless (usando una rete 3G). In America è uscita anche una versione di questo ebook più grande, con il probabile intento di diffonderlo per i libri scolastici. Vi è un articolo in proposito su Wired di Agosto.
    La tecnologia è interessante, quando trovassero il modo di renderlo a colori, potrei pensare di comprarlo anche io… anche perché ormai non so più dove mettere libri, riviste e giornali. :P

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