L’iscrizione al Partito democratico di Beppe Grillo è da considerarsi priva di ogni valore. Infatti la Commissione nazionale di Garanzia del nostro partito, con una decisione che produce i suoi effetti sull’intero territorio nazionale, ha giustamente stabilito che Grillo con il suo movimento politico ha ispirato posizioni totalmente contrarie e ostili alla linea e all’azione politica del Pd. Pertanto la sua iscrizione è del tutto incompatibile con l’adesione al Partito democratico. Sappiamo che le regole possono a volte apparire fredde, ma a Grillo ricordiamo che rappresentano, in democrazia, una garanzia per tutti
Iannuzzi, segretario PD Campania
La Commissione nazionale di Garanzia ha escluso all’unanimità di poter accogliere la richiesta di iscrizione al Partito democratico da parte di Beppe Grillo per aver promosso e sostenuto liste apertamente ostili al nostro partito. In ogni caso, ricordiamo che lo Statuto prevede che l’iscrizione avvenga nel proprio comune di residenza.
L’accettazione da parte di qualunque coordinatore di circolo della richiesta di iscrizione di Grillo è da considerarsi un’iniziativa estemporanea palesemente contraria allo Statuto.
Gero Grassi, vice responsabile nazionale Organizzazione del Pd.
Come sarà chiaro anche dallo scorso editoriale, che infatti ha scatenato qualche polemica, e mi scuso se insisto su questo argomento che a me pare fondamentale, io non sono un simpatizzante di Grillo. Dirò di più, lo sopporto a malapena come agitatore di piazza, lo trovo detestabile come uomo politico. Potrei elencare una serie di ragioni a supporto di questa mia maldisposizione, ma non mi interessa in questo momento. Ne dico soltanto due. La prima: mi pare che alcuni aspetti del movimento messo in piedi da Grillo abbiano diverse somiglianze con il comportamento di alcune sette, o culti, come meglio si preferisce. La seconda: Grillo non sopporta il dibattito. A mia memoria non ha mai partecipato ad un serio dibattito pubblico, confrontando le sue convinzioni. Non credo che sia in grado di affrontare un dibattito politico.
Tiratomi fuori da ogni sospetto di simpatia, trovo orrido dal punto di vista democratico il comportamento del PD. Mi ha fatto desistere dal prendere la tessera, che volevo perché sostengo convintamente la candidatura di Bersani, e mi impedirà in futuro di votarlo. A mio avviso questa vicenda è più grave delle connivenze del PD in Campania, più grave ancora dell’inabilità politica e delle numerosi delusioni che quotidianamente il Partito Democratico rifila ai suoi elettori e a coloro che vorrebbero esserlo. Un comportamento che va al di là del “turarsi il naso per votare il meno peggio”, un comportamento che richiede un’obiezione di coscienza al voto per il PD. Più grave perché dimostra che il Partito Democratico è antidemocratico strutturalmente. La Commissione di Garanzia, organo “indipendente” che dovrebbe garantire l’applicazione dello Statuto e del Codice etico, ha deliberato all’unanimità che Grillo non condivide i valori del PD, che è una vera assurdità se non altro perché la carta dei valori del PD è un elenco più o meno condivisibile da chiunque, e non credo davvero che Grillo possa essere riconosciuto come nemico dei valori del PD soltanto per aver promosso delle liste civiche (dicono avverse al PD, io direi in competizione democratica, e non ci trovo davvero nulla di male. Follini non stava nell’UDC del governo Berlusconi? eppure lui la tessera del PD ce l’ha, o no? E non è il solo.)
La verità è che il partito non ha le palle di affrontare una candidatura non prevista, e le reazioni scomposte con tutte le motivazioni addotte lo dimostrano. Il PD è nato senza identità, un partito che cambia faccia ad ogni folata di vento. Ha una dirigenza preoccupatissima a reggere il timone, tanto indaffarata da non essere in grado nemmeno di indicare una rotta. E’ incredibile che un partito che si propone a “vocazione maggioritaria”, come leggo dalla carta dei valori, non sia in grado di demolire in un dibattito pubblico e democratico una candidatura politicamente quasi priva di valore come quella di Grillo. Un partito che si trincera dietro il suo Statuto forzandone l’interpretazione per vietare ad una specifica persona, senza un motivo valido, la sua iscrizione, così da non dover affrontare un dibattito è nato morto. E’ un’abiezione politica alla quale non si dovrebbe in alcun modo contribuire.
L’amarezza è tanta, io spero che si ricredano. Sono ancora in tempo, ma, se dovessi scommettere, scommetterei decisamente sul contrario.


Questo è soltanto la conferma di ciò che pensavo quando margherita-ds-ulivo iniziavano a far finta di muoversi per la stessa strada.
Il PD di Veltroni era sempre stata una scusa, anzi un patto con la destra per togliersi di mezzo i partiti piccoli e fastidiosi.
Bersani è un ottimo lavoratore ed esperto di economia e finanza… ma le su mosse e i suoi discorsi mettono in risalto ancora una volta che la sua candidatura è solo una farsa sostenuta da Fassino-D’alema…
Sono d’accordo che “Il PD non abbia le palle”, tanto più che credo che la maggior parte degli elettori “ben pensanti” di quel partito non avrebbero mai votato per Grillo. Penso infatti siano in molti anche tra gli elettori del PD, coloro che la pensano come Francesco. La mia opinione è che, anche se a Grillo avessero permesso (o permetteranno, perché ancora non è detta l’ultima parola) di candidarsi alle primarie, non le avrebbe vinte. Forse secondo…
Certo è che, se Grillo fosse entrato a pieno titolo nel PD, avrebbe avvicinato molti giovani al PD, mentre con questa esclusione da parte dei vertici del partito, tanti ragazzi simpatizzanti del PD saranno amareggiati.
Personalmente, al contrario di Francesco, preferisco Beppe Grillo alla stragrande maggioranza dei politici di partito, anche se certo non ha modi democratici… Tuttavia nella sua carriera di “comico satirico” e nelle varie battaglie che ha fatto, son molte più le volte che ha avuto ragione che torto. Forse, come dice lui stesso, rischia di montarsi un po’ la testa… ma chi non lo farebbe.
L’analisi del Pd la condivido, ma vorrei capie perchè Grillo si avvicina a sette o culti mistici…..Cioè non sarebbe chiaro o scientifico? propone un sapere elitario? fondato sulla magia? vorrei capire questa cosa. Lasciamo stare queste benedette “pallebiodetergenti”. Grillo non è ha capo di una setta perchè:
- Quanto scrive o propone è supportato da ricerche ed esperti di ogni settore ( anche premi nobel)
- Ha portato avanti un programma all’avanguardia che promuove realmente la democrazia (che è condettualmente opposta al settarismo) attraverso il wifi libero e gli edifici passivi che producono energia.
- Le sette operano tutto il contrario dell’informazione. Grillo solo per dirne una, ospita sul suo Blog Travaglio, ma anche Rifkin e una miriade di altri personaggi di enorme valore.
Inoltre, sul dibattito:
- Dire che non voglia o non sia in grado di affrontare un dibattito vorrebbe dire dargli la colpa del fatto che il 99% dei politici o giornalisti non può vederlo.
- Dire che non ama il dibattito è una fesseria, perchè sul suo blog ha dato spazio a Tronchetti Provera a testimonianze di gente comune e alla Serracchiani.
- Ha messo in campo una legge popolare e un referendum che sono alla base della vera democrazia.
Se poi la gente agli spettacoli di Grillo può sembrare un pò fanatica, domandiamoci perchè sono cosi entusiasti di vedere qualcosa di buono in mezzo alla melma.
Si diventa fanatici, inoltre, quando qualcuno ci spinge a non ragionare.
Il coinvolgimento emotivo nei confronti di una persona che cita in continuazionefonti ed elementi di quello che dice (parlo dei vday)
non è fanatismo.
Beh Contini secondo me esagera quando dice:
“La prima: mi pare che alcuni aspetti del movimento messo in piedi da Grillo abbiano diverse somiglianze con il comportamento di alcune sette, o culti, come meglio si preferisce.”
I meetup sarebbero culti o sette? penso che questa sia una stupidaggine ma è stata descritta come un pensiero personale e va rispettata… d’altronde uno dei problemi della nostra cultura è proprio quello del giudicare “a prime impressioni” invece di giudicare sui fatti.
Se lo vogliamo giudicare sui fatti, Grillo come scrissi precedentemente, non è un informatore serio: a volte spara palle, senza documentarsi abbastanza, giusto per avere l’esclusiva per uno spettacolo e far restare gente ingenua a bocca aperta. Ma il suo attivismo ha portato ottime forme di protesta e di pensiero… non per nulla gente con un Nobel (Rifkin, Stiglitz ec…) scrivono per lui, vengono alle sue manifestazioni e mettono la loro faccia ad iniziative giuste.
Non so se Grillo sopporti il dibattito, ma i “fatti” dimostrano che nelle sue apparizioni si innervosisce ai dibattiti:
vedi questo http://www.youtube.com/watch?v=pLFGRSgeA-c
e la seconda parte http://www.youtube.com/watch?v=KuhIgdy7lBQ
Ma continuo a sottolineare che Grillo non deve fare politica. Non dobbiamo confondere l’attività di critica spettacolare di cui Grillo è maestro e che porta anche risultati positivi… con la responsabilità politica!
Ragionateci un pò… e vedete anche che gli altri attivisti che stimate (sono sicuro che li stimate) cioè Luttazzi e Piero Ricca lo STRACRITICANO a Grillo, e non lo fanno di certo perché gli fa concorrenza.