L’informazione è l’unica chiave di lettura che la società ha disposizione per capire le dinamiche degli sviluppi delle situazioni che i governi creano. La società ha a disposizione l’informazione per capire, detto in parole molto povere, cosa sta succedendo attorno. Inutile dire che il ruolo chiave dell’informazione italiana, in questo preciso momento storico-sociale, sia quello di riuscire ad informare tempestivamente e soprattutto correttamente e soprattutto tempestivamente i cittadini sull’operato di governo e parlamento che, quotidianamente, prendono, o almeno dovrebbero prendere, decisioni per la società.
Il mondo della notizia è spesso intricato, fatto di filtri, mezze verità, insabbiature e deviazioni, soprattutto quando si parla di attualità politica o inchieste. In questi giorni l’informazione in Italia è costantemente sotto tiro, non passa giornata dove un esponente del governo, che si il Presidente del Consiglio o vari ministri e portavoce, non si scagli contro la libera informazione, cercando di instillare nella società l’idea di una informazione governativa, quasi pubblicitaria.
Il percorso della notizia è intricato ed accidentato, passa da più mani e più menti, che spesso rielaborano a modo loro. La notizia però quando c’è e viene scritta la rielaborazione potrebbe addirittura essere il minore dei mali se ci si approccia ad essa con mentalità critica, il peggio arriva quando certe cose si possono nascondere, ed è ancora peggio quando in alcuni posti chiave troviamo altrettanti personaggi i quali potrebbero far sorgere ragionevoli dubbi.
Partendo dalla notizia: il senatore Giuseppe Lumia presenta un’interrogazione parlamentare dove individua nel capo ufficio stampa del Ministro della Giustizia Angelino Alfano, Danila Subranni. Lumia chiede se Subranni sia figlia del generale del ROS Antonio Subranni, il quale, come si legge dall’interrogazione “come accertato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere della XIII Legislatura nell’inchiesta sull’omicidio del giornalista Peppino Impastato e sulle anomalie che ne caratterizzarono le indagini, il generale Antonio Subranni, allora maggiore, fu nel 1978 il comandante del Reparto operativo del Gruppo Carabinieri di Palermo che guidò le indagini sull’omicidio di Giuseppe Impastato, avvenuto a Cinisi (Palermo) il 9 maggio 1978 e che, quindi, fu il primo responsabile dei depistaggi commessi dall’Arma dei Carabinieri per affermare la falsa teoria secondo cui Impastato si era ucciso nel compimento di un attentato dinamitardo e per scartare la vera causale (poi affermata dalle sentenze) dell’omicidio di mafia compiuto su diretto ordine del capomafia di Cinisi Gaetano Badalamenti;”
Inoltre Lumia ricorda che nel 1990 Subranni divenne generale del ROS. Il suo nome venne citato nella sentenza sulle stragi mafiose del 1993, dove si rilevò che Subranni “nella predetta qualità di comandante del Ros egli fu il più alto punto di riferimento istituzionale di un’inconcepibile trattativa instaurata con l’organizzazione mafiosa Cosa Nostra da due ufficiali suoi subordinati, l’allora colonnello Mario Mori e l’allora capitano Giuseppe De Donno, trattativa criminogena che sarebbe in atto al centro delle indagini delle Procure distrettuali antimafia di Palermo e Caltanissetta; ”
Ancora oggi Subranni è indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo per l’ipotesi di favoreggiamento della latitanza del boss Bernardo Provenzano, vicenda dove vengono sentiti anche il generale Mario Mori ed il colonnello Mauro Obinu, entrambi alle dipendenze del ROS.
In conclusione Lumia chiede di sapere se Danila Subranni sia effettivamente figlia di Antonio Subranni e se può essere accettabile che la voce istituzionale del ministro della giustizia sia stretta congiunta di un personaggio attualmente sottoprocesso come presunto favoreggiatore della latitanza del boss Provenzano.
Oltre che ad un danno d’immagine, il che sarebbe il minimo, abbiamo un dubbio tramite tra il ministero, i magistrati ed i canali di divulgazione che spesso si trovano ad attingere dagli uffici stampa istituzionali. Se la Subranni fosse a conoscenza di qualcosa in più, sulla “trattativa”, sarebbe in grado di fornire tempestivamente, come ufficio stampa del ministro, gli sviluppi sulle vicende? Potrebbe Subranni insabbiare e depistare l’opinione pubblica, ed in una certa misura, anche altri componenti delle istituzioni? Potrebbe. Non possiamo affermare con certezza che questo avvenga, ma le probabilità ci sono tutte.
In attesa di una risposta da Angelino Alfano.
Il testo integrale dell’interrogazione parlamentare di Giuseppe Lumia


