Dopo le bufere scatenatesi sulla Presidenza del Consiglio e sulla persona stessa del presidente, per via di alcuni piccoli intoppi nella carriera mediatica della premiership, l’Italia s’immerge nella calura ferragostana, che aiuterà ad intorpidire un pochino le coscienze, complici le vacanze che fisiologicamente aborrono l’attualità politica più che l’influenza suina.
Gli aquilani ospitati negli alberghi costieri tornano nelle loro agibili casette, gli altri rimangono, oppure sotto le tende. Sarà almeno da quando è iniziata la crisi che si vedono “timidi” segnali di ripresa, mentre Berlusconi si vanta di un accordo concluso fra Russia e Turchia. Il premier non dimentica di lamentarsi del trattamento di sfavore riservatogli dall’unico telegiornale che ancora osa, il tg3, che timidamente ha proposti ben quattro titoli avversi al novello Pisistrato.
Pisistrato più che Pericle, perché è ancora più vero che, dopo i successi legislativi della Lega, le libertà civili, piuttosto che espandersi come suggerirebbe il nome del partito di maggioranza, si stanno comprimendo sempre di più in nome dell’ideologia democratica, da sempre allergica alla libertà. Il consenso è la parola chiave, il potere del popolo inteso nel senso della violenza del popolo.E allora sì alle ronde, fra una giocata al superenalotto e l’altra. Il solare a concentrazione non ci piace, perché è tecnologia straniera, mentre il cemento del ponte sullo stretto è “cosa nostra”. Gli scandali edilizi sono sotto gli occhi di tutti, così si pensa a garantire un po’ di cemento in più in deroga alle regole. Perché le regole non piacciono al popolo, dunque forse è meglio recuperare un po’ di soldi dall’estero, che tanto, si sa, chi è che paga le tasse. Infine tutti al mare, in coda sul novello redentore, il passante di Mestre, che è stato crocefisso dall’invasione automobilistica, cosicché serviranno nuove strade, e poi nuove automobili, fino a che vivremo su un’enorme piattaforma di cemento, e prenderemo il sole nell’attesa del casello autostradale per la prossima autostrada.
Ecco l’ideologia democratica. D’altronde lo stesso Pericle, per bocca di Tucidide, teneva a ricordare che gli Ateniesi erano liberi, nonostante si potesse pensare che fossero democratici.

