Pubblicate oggi in Gazzetta Ufficiale le nuove regole di valutazione per le scuole con decreto del Presidente della Repubblica. La notizia non è però questa, non scendiamo nei particolari del provvedimento, che elenchiamo sommariamente: l’ammissione all’esame di maturità avverrà solamente se tutte le materie saranno sufficienti e verranno introdotti voti numerici fin dalla scuola primaria. Insomma, una sostanziale conferma dei cambiamenti già introdotti nel corso dell’ultimo anno scolastico.
La notizia è infatti un’altra. Questa pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica numero 122, è legge. Ed all’interno di questo decreto è contemplata l’assegnazione di crediti agli studenti che frequenteranno l’ora di religione. Il regolamento non tiene minimamente conto della sentenza del Tar della scorsa settimana, ed il decreto, avendo valore di legge, sana definitivamente la questione, rendendo superfluo anche il ricorso al TAR del ministro Gelmini. In sostanza l’ora di religione continuerà a regalare agli studenti crediti scolastici e formativi
In questo modo, ancora una volta, con un meccanismo tutt’altro che democratico, al di fuori di qualsiasi discussione tra le parti, si agisce di soppiatto, addirittura disattendendo una sentenza. Una sentenza che avrebbe portato l’Italia ad essere uno stato più laico e civile. Invece in questo modo, saranno ancora privilegiati coloro che frequenteranno le ore di religione, o meglio, di dottrina religiosa.
Al di là dell’accordo sull’ora di religione questo può essere considerato a tutti gli effetti un colpo mortale alla magistratura ed aprire un precedente per aggirare sentenze proclamate “in nome del popolo italiano”, che, ignaro, continua a tacere, verso un paese dove la parità dei diritti si allontana sempre di più.
Il compito di obbedire alla ragion di Santa Romana Chiesa è ancora una volta completato dalla minestra Gelmin, dai Vescovi Bondi e Fioroni, dalla suora Binetti e dal convertito sulla via della Certosa Berlusconi, col plauso del camerlengo Ghedini.


