Vendola come Berlusconi
A leggere certe dichiarazioni e certe notizie sembra che le facce della nostra attualità politica vaghino come maschere dove sotto è nascosta la stessa persona. Non è sicuramente una novità in un posto dove il potere ha il vizietto di coalizzarsi e gestire la cosa pubblica in proprio favore anziché in quello dei cittadini.
Ecco che allora di tanto in tanto si affacciano sul panorama personaggi i quali sia che si definiscano di destra o di sinistra, maldigeriscono le indagini a loro carico allo stesso modo, usando le medesime frasi di circostanza, quasi attingessero da un vocabolario comune, una sorta di galateo per sbarazzarsi dei pm, convincere l’opinione pubblica e tornare a fare il brutto ed il cattivo tempo nei palazzoni.
Così, Nichi Vendola, Presidente della regione Puglia, coinvolto in uno dei filoni dell’inchiesta di Bari, esponente di uno dei partiti della nuova sinistra italiana “Sinistra e libertà”, manda a dire a Desirè Digeronimo, pm titolare dell’inchiesta, di valutare l’ipotesi di rinunciare all’incarico per evitare un utilizzo “strumentale” dell’indagine sulla Giunta di Vendola stesso.
Insomma, “uso strumentale”, abbandono dell’inchiesta e sostituzione dei pm a capo delle inchieste, lessico e operazioni già viste. Un modus operandi interessante e condiviso, sicuramente bi-partizan, sicuramente inciuciatorio.
Ora si sta valutando, dal CSM, una tutela per il PM, per evitare nuovi spostamenti e sospensioni che tanto riportano alla mente i casi De Magistris e Forleo, bloccati sul nascere da indagini che coinvolgevano, anche qui, in modo bi-partizan, i buoni Pidiellini e i cattivi ex comunisti, come per l’ennesima volta i TG ce li presenteranno, anzichè mostrare le schifezze di entrambi per quello che sono.
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