Sabato 3 ottobre a Roma ci sarà la manifestazione, indetta dalla FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), sulla libertà d’informazione, visti i ripetuti e sconsiderati attacchi che quest’ultima sta ricevendo. Si manifesta perchè l’emergenza c’è, e non da oggi.
Ricevuti inviti e volantini vari, dal volantino non si puà fare a meno di notare la presenza dei simboli dei partiti politici. Così, a quanto pare PD, IDV, Sinistra e Libertà e Rifondazione Comunista daranno il loro appoggio. Bene, questi simboli e sigle, sono di troppo. La libertà d’informazione non riguarda i partiti, riguarda la gente ed i cittadini, perchè, non dimentichiamolo mai, la libertà d’informazione è diritto del cittadino ancor prima che del cronista. I partiti, non sono emanazione diretta dei cittadini, sono una rappresentanza nemmeno troppo rappresentativa.
Così capita che troviamo, un nome su tutti, quel PD di cui fa parte quel leader, Massimo D’Alema, che poco ci mise in tempi non sospetti a querelare Forattini per una vignetta e farsi sentire ai piani alti delle redazioni, e potrei citarne a decine, ma questa è un’altra storia. Oggi il momento per la libertà d’informazione è difficile: i giornali, coadiuvati dalla ‘porcata Gasparri’, prendono finanziamenti statali e vivono anche senza lettori, le tv sono invece proiettate verso la “normalizzazione” dal minculpop del Governo Berlusconi IV.
La presenza di questi simboli e partiti, porta ad una identificazione politica della manifestazione, fattore totalmente contro il principio della libertà d’informazione: se i poteri, in questo caso l’establishement della sinistra italiana, si affiancano a questa iniziativa, vorrebbe dire tenere sotto scacco, in modo lobbistico, l’altra metà della stampa cosiddetta ‘non allineata’, e dare un pretesto non da poco per la continua identificazione tra stampa di destra e stampa di sinistra, creando facili ironie dai vari Feltri e Belpietro.
Una soluzione ci sarebbe: far si che i partiti ed i loro leader non utilizzino la manifestazione a scopi meramente elettorali, come si stanno apprestando a fare. Come? Presenziando, ma da semplice cittadino che scende in piazza per rivendicare il proprio diritto a conoscere le manovre che i piani alti del potere svolgono ed esserne correttamente e soprattutto tempestivamente informati. Non interessa sapere se Franceschini, Bersani, Marino, D’Alema, Vendola, Di Pietro, De Magistris & Co. siano paladini della libertà d’informazione e nemmeno che i loro partiti la garantiranno in futuro o meno. A questi dico, soprattutto per correttezza anche di una categoria professionale come i giornalisti e gli operatori della comunicazione: presenziate, ma senza proclami e simboli di sorta, da semplici cittadini, in questo momento non c’è bisogno di un simbolo, c’è bisogno di coscienza, quella coscienza che i vostri simboli non possono garantirci, perchè sempre pronti a cavalcare l’onda della giusta causa, senza poi mantenerla.
Per quello che può valere una mia opinione, nel mare delle opinione che viaggiano sulla rete, sulle tv e sulla carta stampata, ho solo una richiesta, anzi, un’esigenza: via simboli di partiti e simboli politici dalla manifestazione sulla libertà d’informazione. Altrimenti si andrà incontro al solito ‘corteo buffonata’ dei soliti strillatori, categoria di cui non abbiamo bisogno.

