Guinea: il golpe e il massacro silenzioso

Dal 23 dicembre 2008 in Guinea comanda una giunta militare, arrivata al potere grazie ad un colpo di stato, ignorato dalla maggioranza dei media internazionali. Gli Stati Uniti, di recente, hanno comunicato nuovi invii di rinforzi tra Afghanistan e Pakistan, diventato il nuovo spauracchio dello scenario di guerra medio-orientale. A marzo Obama annunciò l’invio di 21mila soldati in Afghanistan, i quali, dovrebbero essere integrati da altri 13mila non dichiarati ufficialmente dall’amministrazione USA: l’operazione quindi coinvolgerebbe 34mila uomini in tutto, tra soldati, medici, ingegneri, intelligence e polizia militare.
Intanto in Guinea il colpo di stato silenzioso (sui media) prende il potere ed instaura una dittatura, con Moussa Daddis Camara, sciogliendo l’Assemblea Nazionale ed ogni attività politica e sindacale. Infatti dopo la morte di Lansana Corè, ultimo presidente namibiano, non si sono svolte le regolari elezioni come previsto dalla Costituzione della Guinea, ovvero entro 60 giorni.
Al contrario, Camara, dichiara dissolte le istituzioni repubblicane e sospesa la Costituzione, transitoriamente, fino all’indizione di nuove elezioni, in cui lo stesso Camara non si sarebbe presentato come candidato. Il capo dell’attuale giunta militare, nei giorni scorsi, pare aver cambiato idea, dichiarando di voler assumere il comando del Paese, funzione che, con il colpo di stato di dicembre, si è già autoassegnata.
A questo punto, visti gli intenti di Camara, il leader dell’opposizione Sydia Tourè, poi arrestato dall’esercito, organizza una manifestazione per la richiesta di libere elezioni. E’ il 29 settembre 2009, il massacro comincia nella capitale Konakry. L’esercito inizia a sparare ad altezza uomo, i manifestanti che chiedevano a Camara di non candidarsi, nei pressi dello stadio, sono stati massacrati: 160 morti e 1250 feriti in poche ore, secondo alcune stime, anche se il bilancio potrebbe essere peggiore.
Oltre a morti e feriti, troviamo donne stuprate e picchiate in pieno giorno che oggi non hanno il coraggio di farsi curare negli ospedali, proprio perchè il regime, una volta individuate, potrebbe ucciderle senza scrupolo. Per questo la Guinea chiede l’intervento della comunità internazionale, la quale sembra essere sorda al richiamo, nonostante la gran quantità di materiale reperibile anche solamente su internet per rendersi ben conto della situazione.
E tutto ciò succedeva mentre il Ministro degli Esteri della Guinea Conakry parlava di fronte all’Assemble ONU della democrazia e dello sviluppo. Ore dopo arrivava la condanna internazionale. Il leader golpista Moussa Dadis, accusato di gravi violazioni ai diritti umani, cerca, senza riuscirci, di nascondere la portata dei massacri, e li imputa a “elementi che hanno perso il controllo”.
Si ringrazia l’autore della foto: Link
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