Eccoci arrivati ad un altro episodio dell’ormai persistente tensione mediatica dell’anno 2009. Questa volta si guarda al web, più precisamente al social network più famoso del mondo: Facebook. Ogni giorno nascono nuovi ‘gruppi’ a centinaia di migliaia. C’è chi vorrebbe essere a letto con una persona speciale, quelli che senza il caffè non riescono a vivere, quelli che vorrebbero essere come Chuck Norris, quelli che vorrebbero ‘Benito per un mondo più pulito’ ma c’è anche chi vorrebbe uccidere Silvio Berlusconi. Sono in tutto 15.250 membri.
Dopo il segretario del PD di Modena che, sempre attraverso Facebook, aveva espresso il desiderio di piantare una “pallottola in testa a Berlusconi”, la storia si ripete col gruppo “Uccidiamo Berlusconi”, nato nel settembre 2008, quindi più di un anno fa, ma l’entourage del premier se ne accorge solo ora: un po’in ritardo visto che in più di 15.000 vorrebbero ucciderlo.
Su tutti svetta Angelino Jolie Alfano: “Intervenga la magistratura. Ho chiesto un’inchiesta sulla sicurezza del premier”. Ed inchiesta sarà. La procura di Roma apre un fascicolo con l’ipotesi di minacce gravi alla sicurezza di Berlusconi.
Un gruppo di cattivo gusto, che apre uno scenario più ampio, che va al di là delle minacce e dei progetti di morte di un capo di governo, anche perchè se veramente qualcuno volesse progettare un attentato od un omicidio, non lo farebbe su Facebook in mondovisione. L’attuale direttore del gruppo, tal Alberto Raul M, dichiara che “Uccidere Berlusconi” è solo un’affermazione bizzarra, che non vuole incitare nessuno a violare la legge, certo è che tutto ciò è una giustificazione col vivere civile ed una dialettica politica quantomeno decente.
Ognuno ipotizza un proprio progetto di omicidio per il premier e nascono anche i gruppi di reazione del tipo “Uccidiamo chi vuole uccidere Silvio Berlusconi”. Facendo una ricerca tra i gruppi che iniziano con uccidiamo troviamo anche chi vuole uccidere: Bassolino, Mourinho, Nedved, Moccia, Spaccarotella, Arisa, Hamilton, Vasco Rossi, Gelmini, Signorini, Mosca, Marzullo, “il mortadella”, Toni, Corona e altri, giusto per fare qualche nome.
Certo è che la sicurezza di un Presidente del Consiglio è chiaramente sacrosanta all’interno di una democrazia, ma l’allarme lanciato per il gruppo, pare quanto mai sensazionalistico, perchè se coloro che scrivono, come dice Alfano, inneggiano ad odio e violenza, istigando e violando la legge, devono essere perseguiti, allora occorrerebbe verificare anche chi vorrebbe la morte di Bassolino o del “mortadella”, giusto per fare due esempi.
Questa è pura cronaca, la questione, come si diceva sopra è più profonda ed è bene che gli italiani la capiscano, soprattutto quelli che vorrebbero “uccidere” Silvio Berlusconi. Seguite un semplice e lineare ragionamento: la rete è uno dei pochi posti liberi rimasti per fare informazione ed esprimersi liberamente. Il governo, cosciente della circolazione dell’informazione su internet sta cercando di attuare una serie di campagna di denigrazione nei confronti di ciò che si trova sul web, condito da pacchetti di leggi pronti ad entrare nel dibattito politico per la riduzione delle libertà in rete. Questi cittadini che vorrebbero Berlusconi morto, sono gli stessi che vorrebbero una rete libera, ma quando la libertà si ha, occorre sapere come utilizzarla, e questo non è chiaramente il modo per due fattori fondamentali: primo, questo governo preme l’acceleratore sulla spinta populista e lo sdegno che creano affermazioni di un certo tipo, facendo passare gli oppositori come una squadra di delinquenti sempre pronti a “fare guerra” e portare il dibattito su toni incivili. Secondo, il governo stesso ha a disposizione più di metà dei mezzi d’informazione, soprattutto quelli televisivi, ed ha quindi la possibilità di far passare all’opinione pubblica più “malleabile” proprio questa idea di inciviltà della voce diversa dal coro.
Ed è proprio una dialettica come questa che fornisce assist su assist al governo per continuare nei progetti di leggi liberticidi e tenere alta la tensione per attirare consensi denigrando l’immagine dell’altro.
Domani sui vari giornali e videogiornali di regime appariranno i titoloni su questo fatto, facendo passare come preponderante la sicurezza del premier e distogliendo l’attenzione su molti altri dei reali problemi del Paese. Quando avete la libertà, cari italiani, imparate civilmente ad utilizzarla, anche se vi ritenete spiriti liberi, cercate di mantenere le pochi oasi libere che rimangono. Per voi per i più giovani e per il futuro



Ottimo articolo, molto ben strutturato e argomentato. Condivido in particolare le conclusioni, cui aggiungerei semplicemente un “l’utente ha ciò che si merita” (frase che mi rimbalza in testa da un bel po’; appena mi gira, ci scriverò su un post pure io).
Saluti
K.
Quoto Kaeel e lo ringrazio per avermi segnalato questo post. Ben scritto, una visione equilibrata e matura della vita in rete non come un mondo a parte, ma come una naturale appendice della vita reale.
Purtroppo il buon Alfano ha un evidente, urgente bisogno di rifarsi un po’ l’immagine, e una crociata fa sempre colpo sull’opinione pubblica. Notevole anche il giochetto del tg5 delle 13, che ha affiancato questo servizio a quello della sedicenne adescata su facebook e poi stuprata, facendo così filtrare un messaggio molto preciso.
Di trollate come il gruppo incriminato ce ne sono e ce ne saranno sempre, ma anche Berlusconi sa bene che gli attuali 18.000 iscritti, in termini di elettorato, non sono noccioline e non si possono prendere a pesci in faccia con leggerezza! Alla fine, questo si rivelerà un altro polverone scandalistico a cui noi italiani siamo fin troppo abituati…
Gadjet