Dopo aver visto l’evoluzione dei blog e le strategie di bloggher esperti dell’informazione mondiale, andiamo a scoprire quali novità attendono l’Italia.
Anche nel nostro paese gli editori iniziano a scoprire che il business delle news online non funziona, o meglio, non da consistenti ricavi. L’idea di far pagare i contenuti informativi online, che sotto alcuni aspetti è giusta, rischia di diventare sbagliata quando viene ripetuta ossessivamente. Sono queste le parole di Carlo de Benedetti, in una lettera al Sole 24 Ore. Egli spiega come sia attuabile un piano economico ripercorrendo l’esperienza che ha visto altri contenuti digitali passare dalla gratuità al pagamento.
Per i giornali esiste certamente uno spazio per conquistare utenti web disposti a pagare i contenuti giornalistici – sottolinea de Benedetti – tuttavia sarà difficile immaginare che un utente possa pagare in modo significativo contenuti generalisti reperibili in altro modo gratuitamente. Bisogna riuscire a trasferire, alla parte “premium” dei contenuti della rete, le stesse modalità di vendita-acquisto di modelli simili all’Appstore di Apple (utilizzato per la vendita di programmi per iPhone). Un modello semplice dove, per acquistare un brano musicale, bisognerà semplicemente cliccare su acquista e la somma dei pagamenti verrà addebitata alla fine del mese sul resoconto della propria carta di credito.
Si è espresso in materia anche Maurizio Gasparri, ex ministro delle Comunicazioni, “in futuro i contenuti Internet saranno a pagamento, ma sarà comunque il mercato a stabilire il come e il quanto, visto che poi ci sarà una concorrenza per quanto riguarda i prodotti e le offerte. L’era del tutto gratis in parte si è già chiusa, ma in ogni caso ritengo che una grande offerta free ci sarà sempre”.
Per Massimo D’Alema: “Dato che i giornalisti andranno sempre pagati forse bisognerà pagare i giornali on line”. I giornali on line sicuramente sono il futuro, soprattutto se dobbiamo pensare che il cartaceo tenderà a scomparire”.
L’ipotesi migliore, a mio avviso, è quella lanciata dal presidente della FNSI, Roberto Natale, all’incontro che si è tenuto a Roma il 23 Giugno. Durante questo evento, in cui si parlò di Citizen Journalism, Natale parlò della possibilità di ottenere sostegni e finanziamenti pubblici, nel quadro di una riforma radicale della legge sull’editoria, anche per le esperienze più innovative online.
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Egli non ha escluso che questa ipotesi possa essere proposta dalla Fnsi in occasione degli stati generali dell’editoria, che il governo aveva annunciato di voler convocare, sulle orme di quanto avvenuto in altri paesi europei. “La proposta di cancellare i finanziamenti pubblici non sembra percorribile” – continua Natale – “I fondi devono essere mirati alle iniziative editoriali che, non affrontando temi ‘sensibili’, hanno bisogno di un apporto in più. Fino a oggi, infatti, per ragioni politiche o parapolitiche, sono state finanziate anche entità editoriali inesistenti.”
L’idea dei contenuti online a pagamento, per giornali come La Repubblica, non sembra essere soddisfacente. Questi editori, se adotteranno una politica a pagamento generalizzata, rischieranno di perdere moltissimi lettori. Il problema è che anche in Italia si sta affermando il ‘total audience’, un principio secondo il quale gli editori vendono agli inserzionisti pubblicitari il loro pubblico virtuale; questo avviene analizzando di continuo i dati relativi ai diversi organi di informazione, di un gruppo editoriale, vendendo poi ai pubblicitari il pacchetto complessivo.
La novità interessante è stata la creazione di Antonio Padellaro, ex direttore de l’Unita, di pubblicare un nuovo quotidiano, “Il Fatto”, che intenderà concorrere in maniera originale nel mercato dei media cartacei. Il nuovo giornale si reggerà prevalentemente sui ricavi delle vendite, e non riceverà finanziamenti pubblici. La crisi dell’editoria non lo spaventa, perché il giornale sarà costruito su una redazione snella, e su contenuti diversi e originali rispetto a tutti gli altri quotidiani. La forza de “il Fatto” sarà la sua indipendenza dal finanziamento politico.
Concludiamo questo articolo con l’approfondimento sull’Informazione Online con le interviste ai professionisti del settore riguardo alla posizione italiana e gli investimenti di settore:
Capitolo 6 – Contenuti a Pagamento e l’Italia
Luca Conti – autore di Pandemia e del libro “Fare Business con Faceook”;
Simone Lovati – co-fondatore di ADVBOUCLE e Consulente in Marketing Strategico;
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