Il lodo Alfano è stato bocciato (6 voti contro 9) dalla Corte Costituzionale perchè il provvedimento era palesemente incostituzionale, ovvero incompatibile con la Costituzione Italiana, quell’unica carta che ci permette di continuare a vivere in una democrazia e che tutti quanti dovrebbere avere sul comodino, altro che la Bibbia.
In questo modo, e questo non credo dispiaccia ai cittadini, si è di nuovo tutti uguali davanti alla legge, l’art. 3 (principio di uguaglianza) della Costituzione è salvo. A chi dispiace essere considerato al pari, davanti alla legge, di un capo di Governo, scagli la prima pietra.
La Corte Costituzionale, inoltre cita, come contrasto, quello con l’articolo 138 (obbligo di ricorso a legge costituzionale e non ordinaria) della costituzione sull’iter da seguire per la modifica delle leggi Costituzionali: il Lodo Alfano per essere inserito nel sistema legislativo sarebbe dovuto essere una Legge Costituzionale, con i crismi sanciti dall’articolo in questione.
Soprattutto per la violazione dell’art. 3, il Lodo Alfano, non era una legge per i cittadini, per diversi aspetti: il primo riguarda il fatto che in questo atto non vi era nessun interesse da parte dei cittadini, anzi, vigeva un principio di discriminazione nemmeno molto celato. In secondo luogo possiamo sollevare la questione riguardante il fatto che, anche i potenti, soprattutto se chiamati a governare un paese, debbono averne i requisiti per poterlo fare, e questi possono essere minati proprio da condanne in processi ai quali è bene che i governanti si sottopongano per accertare l’idoneità a svolgere la funzione.
Si dichiara, da più parti, tra i lodotomizzati del PDL-Lega che ora i processi toglieranno tempo al Premier e che questo tempo perso non potrà dedicarlo al Paese. E già questo porterebbe un cittadino di un altro paese a porsi una domanda: a quanti processi dovrà mai rispondere un capo di governo in una democrazia occidentale? Ben quattro: corruzione in atti giudiziari (processo Mills, in cui secondo l’accusa Berlusconi avrebbe ‘comprato’ la testimonianza dell’avvocato inglese David Mills), frode fiscale per la creazione di fondi neri nella gestione dei diritti TV Mediaset, appropriazione indebita, e la presunta compravendita di senatori per sancire la caduta del governo Prodi 2.
Poi ci sono i lodotomizzati del popolo, che vedono nel provvedimento della Consulta un complotto ai danni di Silvio Berlusconi. Questo si sa, agli italiani piace avere sempre un capetto immune da tutto quello che toccherebbe a loro da normali cittadini, la disuguaglianza e la riverenza sono un fattore endemico in quest’Italia d’inizio millennio, per loro, quindi, è riprovevole che tutti siano uguali davanti alla legge.
Poi arrivano quelli che dicono: “ma le immunità ci sono in tutta Europa e nel mondo delle democrazie!”. Perfetto, ma è così riprovevole avere un sistema che garantisca pari diritti tra persone? Per quel fantomatico 70% di italiane, parrebbe di si. Comunque, vediamo come funziona in giro per il mondo.
USA: per il Presidente, che è il capo del governo (ruolo del Presidente del Consiglio in Italia), non è prevista l’immunità, al contrario ne godono i parlamentari per tutto il corso del mandato.
Francia: Il Presidente gode dell’immunità assoluta, salvo impeachment. Nessuna garanzia invece per il premier (ruolo del Presidente del Consiglio in Italia).
Inghilterra: I reali sono inviolabili, il Primo Ministro invece risponde direttamente, immunità per tutti i parlamentari.
Spagna: I reali sono inviolabili, mentre il premier non gode di nessuna immunità.
Germania: Il Presidente non gode di particolari tutele, mentre il cancelliere viene equiparato a qualsiasi funzionario pubblico: processato o arrestato solo con autorizzazione del Parlamento.
Al di là di quello che succede all’estero, questa della Consulta è una decisione per i cittadini, per affermare quei principi cari alla Costituzione che sono al fondamento dell’Italia, soprattutto il principio fatto proprio dall’articolo 3 della Costituzione di uguaglianza nei confronti della legge. Questa Costituzione che il principale beneficiario del Lodo Alfano violenta quotidianamente e spacciando per chi fa notare questa violenza come anti-italiano.
Si ringrazia l’autore della foto: Link



Giudizio politico, già concertato in sedi ideologiche. I comunisti non passeranno.
è strano come la decisione costituzionale su una legge dello Stato sia invece presa come attacco personale a SB. Sembra quasi che quella legge fosse “ad personam”
Sono d’accordo con Giuseppe Vanni, i comunisti non passeranno… che restassero in Cina e Russia diamine!