Autore | L.Longo del 10 ottobre 2009
Direttore ThePopuli Web. Professionista nella gestione dell'informazione online. Attivista nella lotta alla libertà di informazione in Italia.

Signoraggio vs Buffonaggio: tutte le FAQ

signoraggio

1. Frottole sulla definizione di signoraggio

1.1 La definizione errata di signoraggio

Una definizione errata dice che il signoraggio è la differenza tra il valore di una banconota e il costo per produrla. Vi raccontano che una banconota da 50 € è solo un pezzo di carta che costa 30 centesimi. Venduta a 50 € o versata in un conto corrente, la banconota farebbe guadagnare 49 euro e
70 centesimi alla Banca Centrale e/o ai suoi azionisti. Soldi che invece potrebbero -si dice- pagare i costi dello Stato o di essere distribuiti alla popolazione (il cosiddetto “reddito di cittadinanza”).

1.2 Perché è una definizione errata?
Perché la Banca Centrale non vende banconote, né le versa su qualche conto corrente privato. Ogni anno la Banca d’Italia emette banconote per circa 10 miliardi di euro l’anno. Se le vendesse, nel conto economico troveremmo la voce “ricavi da vendita di banconote” per circa 10 miliardi di euro l’anno. Mancano la voce e manca un importo di circa 10 miliardi nel conto economico. La Banca non vende moneta, che non è un bene simile al pane, ma uno strumento nelle mani del cittadino che usa la moneta per pagare. La moneta è una passività dello stato patrimoniale, e ciò impedisce che ci possa essere un ricavo. Se poi la Banca vendesse le banconote, non aumenterebbe la quantità di moneta che circola nell’economia. Cedendo una banconota da 50 €, incasserebbe 50 €: da una parte immetterebbe monete e dall’altro la ritirerebbe, non modificando la quantità di moneta che circola nell’economia, con la conseguenza che la Banca Centrale non avrebbe motivo d’esistere. Nulla ci dice che qualcuno possa incassare le banconote, anche perché sappiamo che la moneta serve a comprare obbligazioni statali e compiere altre operazioni. Se si creasse più moneta di quanto dichiarato, si verificherebbe un aumento anomale del credito bancario e dell’inflazione. Infatti per effetto del moltiplicatore monetario, ogni euro di base monetaria, la moneta creata dalla Banca Centrale, si trasforma in diversi euro di credito concessi a imprese e consumatori, con effetti inflazionistici, segno inequivocabile della quantità di moneta in crescita.

1.3 Definizione errata e tesi senza senso
Se non si vendono le banconote, creare moneta non vuol dire creare ricchezza.

Mankiw, Macroeconomia, 2001, nel cap. 18 scrive che “sebbene il sistema bancario a riserva frazionaria crei moneta non può creare ricchezza quando una banca concede un prestito” e che “La creazione di moneta attraverso il sistema bancario aumenta la liquidità dell’economia, non la sua ricchezza”

Con la conseguenza che non importa chi sia il proprietario della moneta al momento dell’emissione, non ha senso dire che la moneta assume valore in seguito all’accettazione e nemmeno c’è motivo di immaginare un reddito di cittadinanza. Domande del tipo “di chi è la moneta al momento dell’emissione?” e proposte come il reddito di cittadinanza, perdono senso di fronte all’inesistenza del reddito da signoraggio immaginato da chi offre la definizione errata di signoraggio. Reddito da signoraggio che, peraltro, esiste, anche se non ha nulla a che fare con quanto sostenuto da chi propone la definizione errata.

1.4 Che cos’è il signoraggio
Ci sono fonti attendibili che spiegano cos’è il signoraggio. Il signoraggio, scrive la Banca d’Italia è “l’insieme dei redditi derivanti dall’emissione di moneta”. Deriva dal potere esclusivo di emettere moneta (in tutto lo scritto col termine moneta si intende la moneta in senso lato ovvero tutto ciò che svolge la funzione di moneta, a prescindere dalle sue caratteristiche fisiche: la moneta comprende le monete metalliche (per intenderci: le monete da 1 euro), le banconote o monete cartacee e le monete immateriali come ad esempio i conti correnti bancari) e consiste nella “differenza tra gli interessi sulle poste attive, finanziate da chi emette biglietti e il tasso di interesse, di solito zero, sui biglietti” (L’evoluzione delle banche centrali, Laterza, 1991, pag. 21. C. Goodhart è professore alla London School of Economics), ovvero, con riferimento all’euro, “il reddito originato dagli attivi detenuti in contropartita delle banconote in circolazione”. Due docenti di economia monetaria scrivono che “la creazione di base monetaria in condizioni di monopolio dà la possibilità alla banca centrale di ottenere redditi (il cosiddetto signoraggio) pari alla differenza tra i ricavi ottenibili dall’investimento in attività finanziarie e reali e i (trascurabili) costi di produzione” (Bagliano e Marotta, Economia monetaria, Il Mulino, pag. 18). E’ utile la distinzione fatta dalla Banca del Canada tra il signoraggio delle monete metalliche e il signoraggio delle banconote. Per le monete metalliche il signoraggio è pari la differenza tra il valore facciale della moneta e il costo per produrla (e distribuirla), circa 88 centesimi per una moneta metallica da un dollaro, incassati dal governo. Per le banconote, il signoraggio è la differenza tra gli interessi ricavati dal portafoglio di obbligazioni pubblici, acquistati quando si emette moneta, e da altre operazioni di prestito, e i costi per produrre e distribuire le banconote. Se il tasso di interesse è del 5%, l’emissione di una banconota da 20 dollari frutta 96 centesimi l’anno: un dollaro l’anno di interessi meno 4 centesimi di costi. C’è poi il signoraggio inteso come tassa da inflazione, “cioè la riduzione di valore reale della moneta legale determinata dall’aumento dei prezzi” (L.Campiglio, Tredici idee per ragionare di economia, Il Mulino, pag.127).

1.5 Qualche dato sul reddito da signoraggio
Le Banche Centrali possiedono un portafoglio titoli che offre un rendimento, il signoraggio. Nella Relazione annuale della Banca d’Italia, ad esempio, si trova anche l’elenco delle riserve in valuta estera, oro e altro.
La FED “si autofinanzia con gli interessi dei buoni del Tesoro e di altri beni che gestisce”, mentre la Banca d’Italia “detiene anche un portafoglio finanziario”, e “le riserve valutarie sono gestite … avendo riguardo alla massimizzazione del rendimento atteso nel lungo periodo”. E i bilanci confermano l’incasso degli interessi. La Banca d’Italia incassa 4,5 miliardi di euro di interessi attivi, circa 5 miliardi di euro la Banca di Francia, 1,7 miliardi di dollari la Federal Reserve Bank di Boston, derivanti quasi per intero da bond (titoli di stato americani), con un profitto netto di circa 1550 milioni, 1450 dei quali versati al Tesoro americano come “interest on federal notes”. Il reddito da interessi della Banca del Canada è di 2,2 miliardi di dollari l’anno. Circa 130 milioni pagano le spese generali, il resto finisce nelle casse del governo.

1.6 La frottola della sopravvenienza attiva
Chi non si arrende all’evidenza, dice che l’emissione di moneta causerebbe per la Banca Centrale una sopravvenienza attiva. Le sopravvenienze attive, dice il dizionario di economia della Garzanti, sono “aumenti fortuiti delle attività, non derivanti da fatti della gestione ordinaria”. Nel “diritto tributario consistono nel conseguimento di proventi a fronte di spese perdite o oneri dedotti o di passività iscritte in bilancio in precedenti esercizi e nella sopravvenuta insussistenza di spese, perdite o oneri dedotti o di passività iscritte in bilancio in precedenti esercizi”. L’emissione di moneta non deriva da un’operazione straordinaria o da fatti fortuiti, e dunque non può provocare una sopravvenienza. Si sostiene anche che la sopravvenienza deriverebbe dall’inesigibilità del debito della Banca Centrale. Tesi errata e bizzarra, perché la Banca Centrale “è l’unico intermediario che non crea rischi di credito o di liquidità” e “un conto aperto presso la Banca Centrale è privo di rischio”. Il debito non è inesigibile. Se, per assurdo, lo fosse, le banche smetterebbero di accettare un credito potenzialmente inesigibile o destinato a diventare inesigibile, rendendo impossibile l’emissione di moneta. Inoltre ad una sopravvenienza attiva per la Banca Centrale, corrisponderebbero sopravvenienze passive nei bilanci delle banche
ordinarie, che non esistono.

2. Frottole sulla moneta che dovrebbe pagare i costi dello Stato
2.1 Lo Stato di solito non stampa moneta

Alcuni pensano che lo Stato dovrebbe emettere moneta in grande quantità per pagare i costi della pubblica amministrazione, sollevando i cittadini dall’obbligo di pagare le imposte. In alternativa si potrebbero usare per attribuire un reddito a tutti i cittadini. Gli Stati, di solito, non emettono moneta per pagare i propri costi: in “tutti i paesi ragionevolmente sviluppati -scrive Modigliani- , il governo finanzia il proprio disavanzo vendendo obbligazioni, non stampando moneta che non è abilitato ad emettere. La moneta infatti è stampata dalla banca centrale che decide l’ammontare di debito pubblico e altre attività che essa desidera acquistare”. Dal 1981 “la Banca d’Italia è stata esentata dall’obbligo di acquirente residuale dei titoli emessi dal Tesoro” (Arcelli, Economia e politica monetaria, CEDAM, pag. 59) e il Trattato di Maastricht prevede per le Banche Centrali il “divieto di finanziamento monetario agli Stati membri o istituzioni pubbliche dell’area dell’euro; non vengono quindi acquistati titoli della specie in emissione”. Dunque le Banche Centrali non possono acquistare obbligazioni statali al momento dell’emissione, ma possono acquistarli in seguito.

2.2 Banca Centrale, titoli di stato e inflazione
Il divieto di acquisto al momento dell’emissione serve a tenere sotto controllo l’inflazione. Cerchiamo di capire il perché. Se, per semplicità, immaginiamo una economia senza rapporti con l’estero, il reddito prodotto in un dato anno prende tre strade: serve a pagare i consumi privati, paga i consumi pubblici (imposte) e diventa risparmio. La domanda di beni e servizi è composta da consumi privati, consumi pubblici e investimenti.
Se vige il divieto di acquisto al momento dell’emissione, il deficit statale può essere finanziato solo dal risparmio. Maggiore è il deficit statale, maggiore è la quota di risparmio che lo finanzia e minore è la quota di risparmio destinata al finanziamento di attività private. La domanda non aumenta: se lo Stato spende di più, indebitandosi, aumenta la quota di risparmio che finanzia il debito, e diminuiscono i capitali disponibili sul mercato dei capitali. Se invece la Banca Centrale può acquistare una parte dei titoli di Stato al momento dell’emissione, a parità di debito pubblico da finanziare, una quota minore dei risparmi servirà ad acquistare titoli di Stato e una maggiore quota di risparmio sarà disponibile sul mercato dei capitali. Lo Stato può spendere di più senza che l’offerta di capitali diminuisca. La domanda complessiva perciò aumenta e con essa l’inflazione. Come ha scritto Samuelson: “l’onda monetaria della domanda urterà contro l’offerta limitata di beni e servizi producibili e farà lievitare i prezzi”.

2.3 Creazione di moneta e inflazione
Ciò è ben noto agli economisti come testimoniano questi esempi. Arcelli : “La copertura del fabbisogno finanziario del Tesoro con base monetaria” incontra “limiti rigorosi…determinati dagli impulsi inflazionistici”.
Bagliano e Marotta : “l’esistenza di spesa pubblica finanziata con creazione di moneta determina un tasso di inflazione pari al tasso di crescita della moneta”. Allen: ”i governi che fanno troppo affidamento sulle banche centrali per l’acquisto delle proprie obbligazioni sono destinati ad avere grossi problemi inflazionistici”. Dove invece “non esistono mercati finanziari, il governo non ha talvolta altro modo di vendere obbligazioni se non alla banca centrale”. I prezzi aumentano e l’inflazione agisce come un’imposta implicita, non votata da alcun Parlamento: è il signoraggio da inflazione. Il solo vantaggio è che “l’accumulo anno dopo anno di disavanzi …non fa esplodere il debito pubblico”. Invece l’articolo 105 del Trattato impone il controllo dell’inflazione, per impedire che “le esigenze di finanziamento del Tesoro non determinino una incontrollata creazione di base monetaria”, e dunque il divieto di acquisto di titoli da parte della Banca Centrale nel momento in cui sono emessi.

2.4 Moneta e inflazione: un chiarimento
E’ bene chiarire che non esiste un legame deterministico tra aumento della quantità di moneta e aumento dei prezzi: un aumento della quantità di moneta in altre parole può non causare necessariamente e immediatamente un aumento dei prezzi. Anzitutto perché sono le Banche Centrali ad aumentare la quantità di moneta e le banche ordinarie a aumentare il credito che finanzia consumi, produzione e investimenti. L’aumento della quantità di moneta emessa dalla Banca Centrale non si traduce per forza e immediatamente in un aumento del credito, e di conseguenza in un aumento della domanda e dei prezzi. Poi un aumento della domanda può, in certi casi, non causare un aumento dei prezzi, quando i fattori produttivi sono sottoutilizzati. Ciò consente a taluni di immaginare emissioni monetarie che non causano inflazione. Non è la regola, ma solo una possibilità che si verifica solo in talune circostanze.


3. Le frottole sul “signoraggio secondario” e il moltiplicatore monetario
3.1 Introduzione

Un’altra frottola riguarda il signoraggio secondario: si dice che una banca può prestare fino a 50 euro per ogni euro raccolto, lucrando sugli interessi. Creando moneta dal nulla, la banca incasserebbe interessi molto superiori a quelli pagati: i capitali prestati sarebbero di decine di volte superiori a quelli raccolti, mentre un comportamento corretto imporrebbe di non far pagare interessi sul denaro creato dal nulla.

3.2 Il vero volto della riserva frazionaria e del moltiplicatore monetario
Quando una banca raccoglie capitali, deve accantonarne una parte sotto forma di riserva e può prestare il resto. Per esempio, se la banca raccoglie 100 euro, 10 euro diventano riserve (in parte obbligatorie e in parte facoltative). Il resto, 90 euro, può essere prestato. Supponiamo che ciò avvenga: la banca A presta 90 euro a Tizio che li spende. Caio riceve i soldi e li versa nel proprio conto presso la banca B, la quale si comporta come la banca A: il 10% finisce nelle riserve, e presta il resto, 81 euro a Sempronio che li spende. Il processo riprende come illustrato in tabella fino a quando non resta nulla da prestare.
Riassumiamo i vari passaggi in una tabella:
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Tabella 1
La tabella ci dice che:

  • per ogni banca la raccolta supera gli impieghi. Per la banca A per esempio la raccolta è 100 e gli impieghi 90. La banca B raccoglie 90 e impiega 81. Per ogni 100 euro raccolti la banca non presta (impiega) 5000 euro, vale a dire 50 volte tanto;
  • b) per il sistema bancario nel suo complesso la raccolta supera sempre gli impieghi (1000>900);
  • c) gli impieghi totali, cioè la somma di tutti gli impieghi di tutto il sistema bancario, è un multiplo del deposito iniziale.

Quest’ultimo punto è interessante: un’iniezione di nuova moneta nell’economia può creare depositi aggiuntivi che sono un multiplo del deposito iniziale. Se il deposito iniziale deriva dalla creazione di moneta da parte della Banca Centrale si parla di moltiplicatore monetario: un euro di deposito si trasforma in diversi euro di credito bancario. E’ bene sottolineare che la riserva si calcola sui depositi, come impone il regolamento della
BCE
.

3.3 Moltiplicatore monetario, qualche formula

Il moltiplicatore è dato dal rapporto tra la quantità di moneta e la quantità di base monetaria. In formule: mm = (D + C) /(R + C) dove D sono i depositi, C i depositi del pubblico ed R le riserve delle banche. Dividendo numeratore e denominatore per D, abbiamo: mm = (1 + c) /( r + c) con c = C / D ed r = R / D, entrambi maggiori di zero e inferiori a 1. r è il rapporto riserve/ depositi e c è il rapporto tra le quantità di circolante e di depositi possedute dal pubblico. In virtù del fatto che r e c sono inferiori a 1, il moltiplicatore monetario mm è superiore a 1. Il rapporto tra moneta (M) e base monetaria (BM) è: M = BM x mm. Ciò significa che ogni euro in più di base monetaria, ovvero di moneta creata dalla Banca Centrale, si trasforma in più di un euro di moneta. Il rapporto c = C / D è utile a smentire le frottole sul moltiplicatore della moneta. Infatti ci dice che “il pubblico ha un rapporto desiderato circolante/depositi e le banche hanno un rapporto desiderato riserve/depositi”3. Dunque è irrealistico immaginare, come fanno alcuni e come vedremo tra qualche riga, che le banche prestino denaro ai clienti, ma solo con accrediti in conto corrente.

3.4 Il valore effettivo del moltiplicatore monetario
Il valore effettivo del moltiplicatore monetario non è “costante o perfettamente prevedibile”4. In Italia nel periodo 1958-1983 è variato tra 2,8 e 4,8, ad ulteriore conferma che la singola banca non presta 50 euro per ogni euro raccolto.

3.5 L’errore della moltiplicazione degli impieghi
C’è chi ignora tutto questo e propone una ricostruzione alternativa ma errata. La singola banca, raccolti 100 euro in contanti e trattenuto il 2%, ne presta 98 accreditandoli su un conto corrente. E, si dice, siccome in cassa restano 98 euro, su questi si calcolano le riserve (chissà perché? le riserve si calcolano sui depositi) e si presta il resto (96,04 euro), sempre con accredito bancario. E così via fino a quando la cifra da prestare diventa zero, come riassunto nella tabella che descrive quello che accade all’interno di una singola banca.

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3.6 Conseguenze (paradossali) dell’errore
L’errore che permette di dire che la singola banca presterebbe complessivamente 5000 euro a fronte di un deposito iniziale di 100 euro, ovvero 50 volte i 100 euro raccolti all’inizio, è banale: si calcolano le riserve sui soldi in cassa invece che sui depositi. Inoltre si fa l’ipotesi irrealistica che la banca presti soldi solo sotto forma di accredito in conto corrente, senza sborsare contanti, mentre nella realtà una parte è prelevata in contanti.
Se una banca potesse prestare 50 euro per ogni euro raccolto, il credito bancario sarebbe quasi infinito, l’abbondanza di moneta renderebbe inutile la Banca Centrale e gli impieghi delle banche dovrebbero superare, e di molto, la raccolta. E’ possibile? Basta leggere il bilancio di una banca per capire che non è così. Se potesse prestare 50 volte i capitali raccolti, la banca non chiuderebbe mai un bilancio in perdita. Gli interessi attivi supererebbero di almeno 50 volte gli interessi passivi, pagati alla clientela e i clienti non ritirerebbero mai i capitali temendo l’insolvenza della banca. Per 100 euro depositati, le riserve ammonterebbero a 100 euro. Se il creditore della banca, correntista o obbligazionista, vuole indietro i suoi soldi, la banca glieli restituisce, continuando a incassare gli interessi su 5000 prestati. Soldi che non dovrebbe restituire a nessuno. Come insegnano le vicende dell’autunno 2008, quando molte banche sono fallite e altre hanno richiesto ricapitalizzazioni, nella realtà nulla di ciò accade.

3.7 La frottola della riserva al 100%
Chi non comprende come funziona il meccanismo del moltiplicatore monetario, pensa di aumentare la percentuale di riserva obbligatoria o di portarla al 100%. Il moltiplicatore monetario: mm = 1 + c / r + c, con r, c compresi tra 0 e 1, dice che un aumento della percentuale di riserva r fa diminuire il moltiplicatore e quindi il credito bancario, a parità di base monetaria. Per mantenere costante il credito, che alimenta produzioni e consumi, la Banca Centrale dovrebbe emettere più moneta, con la conseguenza di aumentare il signoraggio della Banca Centrale. C’è poi la sconcertante idea di elevare la riserva obbligatoria al 100%. In pratica quando la banca raccoglie un euro dovrebbe destinarlo alle riserve. Cosa potrebbe prestare? Assolutamente nulla, salvo i capitali propri. Non avrebbe alcun senso immaginare l’esistenza di una banca che raccoglie i risparmi e li presta.

4. La frottola della moneta che genera (o non genera) debito pubblico
4.1 Introduzione

Un’altra frottola dice che l’emissione di moneta causa il debito pubblico e suggerisce che se si limitasse o se si impedisse l’emissione di moneta anche il debito pubblico non aumenterebbe o addirittura scomparirebbe. E vero? Prima di rispondere alla domanda occorre fare una premessa. Dire che l’emissione di moneta è la causa del debito pubblico significa affermare che quando la Banca Centrale decide di emettere moneta, si ha come conseguenza l’aumento del debito pubblico e che se la Banca non emettesse moneta il debito non aumenterebbe. Cosa diversa è la correlazione tra quantità di moneta e debito pubblico. Osservare che moneta e debito pubblico aumentano di pari passo (o diminuiscono) non dimostra che una sia causa dell’altra. Occorre una buona teoria che spieghi qual è la causa e quale l’effetto e dati empirici che confermino la teoria. E né l’una né gli altri confermano che l’aumento della quantità di moneta causa un aumento del debito pubblico.

4.2 Perché lo Stato si indebita
Lo Stato, quando spende più delle imposte che incassa, si indebita verso soggetti economici (banche, cittadini, soggetti esteri) che gli prestano capitali ricevendo in cambio titoli di stato (BOT, CCT, BTP ecc.) rappresentativi del debito. La Banca Centrale, che invece è un organismo indipendente non può comprare titoli di Stato al momento dell’emissione. Glielo vieta l’art. 105 del Trattato UE. Affinché l’emissione di moneta causi il debito pubblico la Banca Centrale dovrebbe imporre allo Stato un peggioramento dei conti. Aumenterebbe l’emissione di titoli di Stato che, ceduti ai risparmiatori, sarebbero poi acquistati dalla Banca Centrale, che potrebbe quindi emettere moneta. Il sistema politico sarebbe felice di aumentare le spese e diminuire le imposte per volere della Banca Centrale. Di solito succede il contrario: la Banca Centrale chiede allo Stato di
contenere i deficit ben sapendo che una maggiore emissione di titoli significa tassi di interesse più elevati e maggiore rischio di insolvenza.

4.3 Cosa dicono i dati
I dati ci offrono un caso che non lascia dubbi. Attorno al 2000 il debito pubblico è diminuito di oltre il 10% , mentre nel frattempo (dicembre 1997 – dicembre 2001) la moneta (aggregato M1) è aumentata di quasi il 10%. Se l’emissione di moneta causasse un aumento del debito pubblico entrambe sarebbero aumentate o diminuite. La FED ha emesso moneta anche mentre il debito pubblico calava, a conferma che emissione di moneta e debito sono indipendenti come ha spiegato Franco Modigliani: “Non esiste alcuna connessione automatica tra l’esistenza di un disavanzo e la creazione di offerta monetaria”. E non è neppure necessario che la Banca Centrale compri titoli di stato. Ce lo ha raccontato ad esempio Alan Greenspan. Di fronte a consistenti surplus del bilancio USA e alla diminuzione del debito pubblico USA, la FED si è chiesta quali titoli comprare per emettere moneta. Un pool di esperti ha spiegato che “la Federal Reserve avrebbe dovuto imparare ad amministrare un complesso portafoglio fatto di obbligazioni comunali, obbligazioni estere, titoli garantiti da ipoteca, crediti federali alle banche e altri strumenti di credito”. Amato invece ricorda che la Banca d’Inghilterra all’inizio emette banconote “anche attraverso lo sconto degli effetti commerciali”. Nel XIX secolo le banche di emissione del Granducato di Toscana sono chiamate anche banche di sconto: emettono moneta scontando ad esempio cambiali. Nel marzo 2009 è apparsa la notizia che la FED ha intenzione di comprare titoli del debito pubblico americano per 300 milioni. Ancora una volta è bene non confondere causa ed effetto. La Banca Centrale emette moneta per affrontare i problemi di liquidità del sistema bancario, e questa emissione è indipendente da ciò che decide il ministero del Tesoro americano, che a sua volta interviene pesantemente per affrontare la crisi e si ritrova, per questa ragione, a emettere una grande quantità di titoli.
Per evitare difficoltà per lo Stato, impegnato in ingenti emissioni, la FED ha deciso di acquistarne una parte. L’acquisto è dunque successivo e conseguente all’emissione dei titoli, che non sono emessi allo scopo di consentire alla Banca Centrale di emettere moneta.

4.4 Le frottole sulla moneta del Guernsey
Chi racconta la frottola della moneta-debito, dice che esiste una moneta priva di debito, la sterlina delle isole del Guernsey. Nelle isole del Guersney, nel canale della Manica, all’inizio del XIX secolo, mancavano i
capitali e servivano opere pubbliche. Il Governatore decide di stampare moneta, tutelandosi in vario modo contro il rischio di un aumento dei prezzi, ovvero decidendo che, se fosse stato necessario, avrebbe introdotto imposte e diminuito la quantità di moneta. L’abbondanza di risorse inutilizzate invece ha garantito la costruzione delle opere pubbliche e una discreta crescita in assenza di incrementi dell’inflazione. Oggi la sterlina delle Isole è una moneta identica a qualsiasi altra moneta, ma la leggenda continua e c’è chi sostiene che nelle isole del Guernsey si stampa moneta liberamente e per questo non esisterebbe debito pubblico né imposte. L’ufficio studi del governo locale risponde con quattro documenti che smentiscono le leggende sul Guernsey. La stampa di moneta per finanziare la spesa pubblica è avvenuta solo per pochi anni all’inizio del XIX secolo e le isole oggi emettono moneta e hanno una imposizione fiscale come tutti gli Stati moderni.

5.La frottola della moneta-debito
5.1 Introduzione

Un’altra frottola consiste nel chiamare moneta-debito le banconote e la moneta in senso lato. Si dice che l’emissione di moneta comporterebbe il sorgere di un debito che si trasferirebbe con la moneta: chi ha in tasca una banconota da 20 € sarebbe un debitore.

5.2 Si può pagare un debito con un debito?
Se la moneta comportasse un debito per il possessore, chi mai la vorrebbe? incassando 20 € ci si accollerebbe un debito di 20 €. E siccome per il “creditore non è indifferente avere come debitore una persona invece di un’altra perché un può essere in grado di pagare e l’altra no … la costituzione del debitore non è possibile senza il consenso del creditore”. Dunque se il possesso di una banconota comportasse un debito, potrebbe passare di mano solo con il consenso del creditore, rendendo impossibili i pagamenti. Il codice civile, all’articolo 1277 spiega inoltre che la moneta estingue il debito: “i debiti si estinguono con moneta avente corso legale”, ulteriore conferma che non c’è alcun debito. La moneta invece è una passività della Banca Centrale e un’attività per chi la possiede.

Vediamo perché.

5.3 Cosa succede quando la Banca Centrale emette moneta?
La Banca Centrale emette moneta acquistando ad esempio titoli di stato da una banca ordinaria, la banca X, che li possiede direttamente o per conto della clientela. La banca X ha un conto presso la Banca Centrale sul quale riceve l’importo della compravendita. La scrittura contabile che ne deriva è, per la Banca Centrale: [a] titoli di stato @ conto della banca X presso la Banca Centrale …..

Sorge un credito della Banca Centrale sotto forma di titoli di stato e al contempo un debito verso la banca X. La banca X può usare la somma accreditata per pagare altre banche, per soddisfare l’obbligo di riserva o per ottenere contanti. Il debito della Banca Centrale verso la banca X è un debito a vista: la banca X può, come un normale correntista di una banca qualsiasi, prelevare contanti. Quando succede, la scrittura contabile della Banca Centrale è la seguente:

[b] conto della Banca X presso la Banca Centrale @ banconote in circolazione …. E dunque la voce banconote in circolazione si trova nel passivo dello stato patrimoniale della Banca Centrale.

Dal punto di vista della banca X la cessione dei titoli comporta la seguente scrittura contabile:

[c] conto presso la Banca Centrale @ titoli di stato …. scrittura che è l’inverso della [a], come è logico che sia. La moneta è una passività per la Banca Centrale e, in quanto tale, non può essere una passività anche per chi la possiede.

Arcelli che è stato a lungo il più importante esperto di economia monetaria in Italia, ha scritto: “la moneta emessa dalla Banca Centrale è definita base monetaria o moneta ad alto potenziale ed è costituita dai debiti a vista della Banca d’Italia, che comprendono le banconote e i depositi del pubblico e delle aziende di credito presso l’istituto di emissione, e dai debiti a vista del Tesoro che comprendono le monete metalliche coniate dalla
Zecca”. In quanto passività, la moneta è registrata in avere di un conto dello stato patrimoniale. La contropartita invece è registrata in dare, e ciò esclude che si tratti di un ricavo, che non si registra in dare: siamo di fronte ad un’ulteriore conferma che la Banca Centrale non vende banconote.

5.4 Cosa succede alla moneta quando scadono i titoli?
Cosa succede quando i titoli scadono o quando scade il prestito pronti contro termine concesso dalla Banca Centrale? Quando la Banca compra i titoli accredita alla banca X il relativo importo. Quando li vende
addebita alla banca l’importo della vendita e incassa gli interessi. Come è stata creata con una scrittura contabile, così la moneta è distrutta con un’altra scrittura contabile. Virtualmente perché la creazione di moneta non avviene con la stampa di banconote, ma con registrazioni contabili. La storia non finisce qui. Infatti dobbiamo ricordare l’obiettivo iniziale della Banca Centrale: aumentare la quantità di moneta. A ciò serve l’acquisto di titoli. Dunque una volta scaduti i titoli, la Banca deve emettere altra moneta, se vuole che l’offerta rimanga ai livelli desiderati.

5.5 E cosa succede alle banconote?
L’acquisto dei titoli avviene con un accredito su un conto corrente della banca X, dal quale la banca può prelevare contanti. Alla Banca Centrale basta produrre banconote in quantità sufficiente a soddisfare le esigenze di contanti delle banche ordinarie. Le banconote fluiscono nelle tasche dei cittadini per rientrare in banca con gli incassi degli esercizi commerciali. Le banconote usurate sono cedute poi alla Banca Centrale che le distrugge e le rimpiazza con banconote nuove. Di solito l’economia cresce e con essa la domanda banconote. Non occorre distruggere banconote, se non per eliminare quelle usurate.

5.6 In conclusione un’altra frottola
Le registrazioni contabili smentiscono un’altra frottola, che dice che è errato registrare la moneta nelle passività della Banca Centrale perché non più convertibile in oro. Si sostiene che quando le banche ricevevano oro in deposito emettevano banconote attestanti il debito verso il depositario. Cessata la convertibilità della moneta in oro, non ci sarebbe più ragione di registrare le banconote tra le passività. Le registrazioni contabili prima illustrate non richiedono una contropartita in oro e dimostrano che le banconote si registrano in avere di un conto dello stato patrimoniale. Anche se non esiste più il debito a fronte del deposito in oro, non significa che cambino le regole della contabilità, inventate da un amico di Leonardo da Vinci, Luca Pacioli.

6. La frottola della moneta convertibile in oro
6.1 Introduzione

Chi dice che le banconote sono pezzi di carta privi di valore, lascia credere che in passato le monete in circolazione fossero fatte di metallo prezioso o comunque fossero convertibili in metallo prezioso. E’ vero?

6.2 Le banconote in passato erano convertibili in oro?
Sulle vecchie banconote in lire c’era scritto: “pagabile a vista al portatore”: una scritta di fatto inutile, che ricordava “una convertibilità ormai tramontata”. Chi possedeva una banconota poteva convertirla soltanto in altre banconote di taglio diverso, non in oro o altri metalli preziosi. Samuelson racconta il tentativo di un signore, che aveva letto su una banconota da 20 $: “Redimibile in moneta legale presso il Tesoro degli Stati Uniti o qualsiasi banca della Riserva Federale”, di farsela convertire. La richiesta è stata respinta perché “dal 1934 ha smesso di avere significato la vecchia distinzione tra “moneta legale” e altri tipi di moneta”. Nel 1934 infatti il Gold Reserve Act ha nazionalizzato l’oro monetario “conferendo al Tesoro in esclusiva l’autorità di possedere, acquistare e vendere oro” e vietando il possesso individuale di oro e certificati aurei togliendo “per sempre ai cittadini impegnati nel commercio interno il privilegio di convertire la valuta in oro (o in argento)”. Quando sono entrati in vigore gli accordi di Bretton Woods, era consentito solo alle istituzioni ufficiali finanziarie di governi stranieri convertire il dollaro in lingotti d’oro. Anche nei secoli passati la convertibilità è stata di fatto assente o limitata. Le banche sono nate come business collaterale degli orafi. Possedevano casseforti dove custodivano i metalli preziosi propri e della clientela. Quando si resero conto che i clienti depositavano e ritiravano il metallo prezioso, ma mai tutto, e che una certa quantità restava sempre in custodia, i banchieri-orafi (noti a Londra come goldsmith bankers) decisero di prestarne una parte. Al momento del deposito consegnavano ai clienti ricevute di deposito che presto iniziarono a circolare come mezzi di pagamento poiché: davano diritto a ritirare una certa quantità di metallo con la conseguenza che dopo pochi anni dalla nascita “i depositi e i biglietti di banca eccedevano il valore del metallo su cui erano basati”. Dunque la convertibilità, che peraltro era limitata solo alla moneta emessa dalla Banca Centrale, detta base monetaria, è sempre stata parziale. Lo testimonia anche la legge bancaria italiana del 1893, articolo 6, che dice: la “riserva degli istituti di emissione dovrà essere portata, entro un anno, al 40% della circolazione”. Nel 1893 in Italia le banconote non erano pienamente convertibili in oro, come già due secoli prima in Inghilterra, dove
che “la copertura delle banconote non è mai garantita in metallo… che dal marzo del 1696 all’agosto del 1710 …oscilla fra un massimo del 47,3% e un minimo del 2,7%”. In conclusione non abbiamo evidenze che la moneta in passato fosse interamente convertibile in metallo prezioso.

6.3 L’oro come mezzo di pagamento
Eppure qualcuno lascia credere che le sarebbe meglio tornare al passato, quando le monete erano, sia pur parzialmente convertibili in metallo prezioso. Abbiamo visto al punto precedente che la convertibilità nella realtà non esisteva. Ma se fosse davvero esistita, forse avrebbe reso migliori le monete in oro rispetto alle monete cartacee odierne? In realtà no, perché le monete d’oro possono essere rubate, tosate, falsificate. La tosatura
era presente già ai tempi degli antichi romani. Si sottraeva, grattando o tagliando le monete, un po’ di metallo prezioso, rendendo il valore intrinseco inferiore a quello dichiarato. Chi usava le monete in oro non era dunque sicuro del contenuto, che variava da moneta a moneta e spesso rifiutava le monete peggiori, come ci ricorda la legge di Gresham. La qualità principale delle “monete che giocarono il ruolo di monete internazionali” era “la stabilità dell’intrinseco”, grazie alla quale “per secoli non sgarrarono di un’unghia e per questa ragione erano dovunque accettate e dunque ricercate”. L’oro poi era scarso e la scarsità dell’oro (e del metallo prezioso in genere) se da un lato è la ragione per cui s’è usato come strumento di pagamento, perché la scarsità garantisce la “stabilità nel tempo del potere d’acquisto in esso incorporato”, dall’altro ha aperto la strada all’uso di monete non convertibili, dalle cambiali alle note dei goldsmith londinesi fino ad arrivare alle banconote. Fino alla decisione di Nixon nel 1971 di sospendere la convertibilità del dollaro in lingotto d’oro le banconote restavano, almeno formalmente, convertibili. L’oro svolgeva il ruolo di “strumento di pagamento di ultima istanza”: se il creditore non accettava altro, una volta compensati parzialmente crediti e debiti, il saldo era regolato in metallo prezioso. Un interessante esempio è fornito dalle fiere attive a Lione nel Cinquecento. I mercanti-banchieri fissavano i cambi in modo da non ricorrere all’uso della moneta metallica. Grazie ai cambi variabili e all’uso dell’oro come strumento di pagamento di ultima istanza, la liquidità poteva espandersi a prescindere dalla disponibilità di metallo prezioso con la conseguenza che “il sistema delle fiere di Lione .. ha potuto sostenere finanziariamente lo sviluppo del commercio europeo senza essere in alcun modo vincolato dalla disponibilità di metallo prezioso”.

6.4 L’illusione di limitare la quantità di moneta
Se il metallo prezioso era insufficiente nel Cinquecento e rischiava di vincolare la crescita del commercio, come immaginare oggi, che le attività economiche sono molto più sviluppate di tornare a usare monete convertibili in metallo prezioso? Eppure c’è chi lo fa, forse con l’obiettivo di limitare il lavoro delle Banche Centrali. Tuttavia è una proposta senza senso. Sappiamo che l’oro e i metalli preziosi in genere sono disponibili in quantità limitata: se le emissioni di moneta fossero legate alla disponibilità di metallo prezioso le conseguenze negative sarebbero più di una. Il metallo prezioso ha un costo elevato e, ogni volta che si aumentasse la quantità di moneta, gli Stati dovrebbero procurarsi nuovo metallo prezioso. Ammesso che fosse disponibile, il costo sarebbe elevato. Poi l’esperienza insegna che la scarsità dei metalli provocava una cronica tendenza alla diminuzione dei prezzi, nota come deflazione. La diminuzione dei prezzi può sembrare un fatto positivo, ma non è così, perché quando gli operatori economici si aspettano che i prezzi scendano rinviano le decisioni d’acquisto. Gli acquisti diminuiscono e con essi la produzione e l’occupazione. A farne le spese storicamente sono state le classi sociali più umili, come racconta Eichengreen in La globalizzazione del capitale. Con la nascita di sindacati e l’estensione del diritto di voto a tutte le classi sociali, si è reso necessario il superamento di un sistema monetario i cui effetti negativi ricadevano sulle spalle dei salariati. Perciò un ritorno al passato non ha senso, salvo che lo scopo sia di realizzare obiettivi politici di stampo ultra-conservatore. Obiettivi forse cari a chi pensa ad un sistema concorrenziale in cui più banche siano libere di emettere moneta (free banking). E’ già successo. Ce lo racconta Allen: “Il concorrente principale del sistema bancario centrale era il sistema bancario libero, che fiorì agli inizi del XIX secolo, quando l’economia improntata al laissez-faire godeva del massimo prestigio. Nei sistemi di attività bancaria libera, le singole banche potevano emettere la propria carta moneta sotto l’unica condizione che ogni banca garantisse convertibilità della stessa in oro o in
argento. Questi liberi sistemi bancari possono funzionare solo in regime monetario aureo o argenteo, poiché esso limita la quantità di carta moneta che verrebbe emessa da una miriade di banche”. Il laissez-faire è passato di moda da decenni, come i sistemi di free banking, il cui limite principale è il rischio che le singole banche emettano troppa moneta. E’ successo in Italia a fine Ottocento. Le banche di emissione, dopo l’Unità d’Italia, erano sei. Una di queste, la Banca Romana, emette banconote ben oltre i limiti consentiti. Lo scandalo che ne derivò fu all’origine della legge bancaria del 1893, che istituiva la Banca d’Italia. Analogamente nel
1913 le insufficienze del sistema di emissione multiplo negli USA lasciano spazio alla creazione di una Banca Centrale.

6.5 Lo strano caso delle banconote incostituzionali
Che non si possa tornare a monete convertibili lo testimoniano le vicende delle banche centrali americane, la First Bank e la Second Bank e dell’emissione di banconote negli USA. La Costituzione americana attribuisce al Parlamento il potere di battere moneta e dice esplicitamente che nessuno degli Stati può consentire che il pagamento dei debiti avvenga in altra forma che mediante monete d’oro e d’argento. Inoltre vieta agli Stati la coniazione di monete, concessa solo al Governo federale, mentre l’emissione di moneta cartacea è vietata agli Stati. Non stabilisce nulla si dice circa i poteri del Governo federale in materia di emissione di banconote. Il silenzio è interpretato come divieto: “le omissioni intendevano rappresentare una proibizione”. L’inflazione registrata dopo l’emissione dei continentals, note di credito di stato, a seguito del rifiuto dei governi coloniali di imporre tributi per riscattarli aveva spinto i delegati alla Convenzione a “chiudere per sempre la porta alla possibilità di emettere moneta cartacea, convinti che questo sarebbe stato nell’interesse di lungo termine del nascente Stato federale”. Tuttavia, come ha osservato Giannini “le esigenze dell’economia spesso portano ad andare al di là della lettera e dello spirito delle norme”. Così Alexander Hamilton, ministro del Tesoro sotto la presidenza Washington, supera il divieto costituzionale e propone di istituire una Banca Centrale, istituita nel 1791. La questione della costituzionalità della banca centrale (e quindi dell’emissione di moneta non metallica) viene in seguito superata quando, nel 1816 il Parlamento istituisce una nuova banca nazionale, nota come Second Bank e poi nel 1828, quando a sollevarla è il presidente Andrew Jackson: le esigenze dell’economia che richiedono un’offerta di moneta flessibile prevalgono sulla regole costituzionali.

6.6 In conclusione: perché si usa una moneta?
Se non possiamo fare riferimento all’oro o ad altri metalli preziosi per considerare accettabile una moneta, è bene chiedersi perché accettiamo di usare l’euro. Usiamo l’euro perché sappiamo che altri accetteranno di essere pagati in euro. Ciascuno di noi è “disposto ad accettare moneta solo se si aspetta che anche gli altri individui facciano altrettanto. La caratteristica dell’accettabilità non è determinata da proprietà fisiche della moneta, ma è una proprietà che la moneta acquisisce come risultato dell’interazione strategica degli individui e delle loro congetture”. Poco importa allora che la moneta in senso lato sia una moneta composta da metalli preziosi oppure da una banconota, o poco importa se il pagamento avviene tramite un bonifico bancario: quel che importa è se possiamo usare o no i soldi che riceviamo e se, eventualmente, tali soldi perdono potere d’acquisto rapidamente, per effetto dell’inflazione. Se riteniamo che qualcuno li accetterà, anche noi li accettiamo. Ciò richiede istituzioni e regole, perché la moneta “ha bisogno di fiducia nel suo potere d’acquisto futuro, nella persistenza della convenzione in virtù della quale il passaggio di mano di moneta esaurisce l’atto di pagamento”. Tra le regole c’è ovviamente anche quella che ci impone di accettare in pagamento la
moneta legale in vigore nel nostro stato; ieri la lira e oggi l’euro.

7. Le frottole sulla Banca d’Italia
7.1 La Banca d’Italia non è una società per azioni

Un’ulteriore frottola riguarda la Banca d’Italia, considerata una società per azioni (spa) in virtù del possesso da parte di banche italiane e straniere delle quote del capitale. La Banca è un istituto di diritto pubblico, come spiegano la legge bancaria del 1936 e dalla legge 262 del 2005 (legge sul risparmio), articolo 19 comma 2 e lo Statuto della Banca (articoli 1, 3, 5, 18, 20, 31 e 42) che invece non parla mai di società per azioni o di altro genere di società prevista dal codice civile. Le sezioni unite della Corte di Cassazione2 hanno ribadito che la Banca d’Italia “non è una società per azioni di diritto privato … bensì un istituto di diritto pubblico, secondo l’espressa indicazione dell’art. 20 del r.d. 12 marzo 1936, n. 375 (di recente ribadita anche dall’art. 19, comma 2, della legge 28 dicembre 2005, n. 262)”. In una normale società per azioni, il proprietario può cedere liberamente le azioni. Non succede nel caso della Banca: i partecipanti al capitale possono cedere le quote di partecipazione (art. 3) solo “su proposta del Direttorio, solo previo consenso del Consiglio superiore”.

Si potrebbe obiettare che è una spa perché agisce come una spa. Ma una spa funziona secondo le regole previste dal codice civile che ad esempio agli articoli 2325, 2346 e seguenti parla di azioni (art.:“Le quote di partecipazione dei soci -di una spa- sono rappresentate da azioni”). Ma la Banca d’Italia non ha azioni! L’articolo 2364 dice che l’assemblea dei soci di una s.p.a. nomina gli amministratori, i sindaci e il presidente del collegio sindacale. La Banca d’Italia non ha un’assemblea dei soci, ma dei partecipanti, che non ha nominato il governatore Draghi né in base all’articolo 2383 del codice civile ha potuto revocare il mandato al governatore Fazio. Che la nomina e la revoca del Governatore non risponda alle regole valide per qualsiasi s.p.a. lo testimonia anche la legge 262 del 2005 che richiede (art.19 comma 8) che occorre un decreto del Presidente della Repubblica. In conclusione, la Banca d’Italia è un istituto di diritto pubblico e non una spa, di cui non possiede alcuna caratteristica.

7.2 La frottola dei soci occulti della Banca d’Italia
Un’altra frottola afferma che solo dal 2005 si conoscono i partecipanti al capitale della Banca d’Italia. Basterebbe cercare i bilanci delle banche disponibili on line per capire che si tratta di una frottola. Nel bilancio della Cassa di Risparmio di San Miniato del 2001 è iscritto lo 0,2173% del capitale della Banca d’Italia per un valore nominale di 652.000 lire. Biverbanca possiede 6300 quote, corrispondenti al 2,1% del capitale. Il Banco di Sicilia nel 2001 aveva quote corrispondenti al 6,343% del capitale di Bankitalia. Il Monte dei Paschi di Siena nel bilancio 2002 risulta avere 7500 quote.

7.3 Banca Centrale, conflitto di interessi e proprietà delle banche
I partecipanti al capitale della Banca d’Italia non possiedono reali poteri di nomina o revoca degli amministratori, non possono cedere le quote della Banca liberamente. E’ la regola: nel 1926 J.M.Keynes ha scritto a proposito della Banca d’Inghilterra che è un “caso di istituzione che teoricamente è di proprietà assoluta di alcune persone private” e che “non vi è classe di persone nel Regno quanto i suoi azionisti cui il governatore della
Banca d’Inghilterra pensi di meno quando decide circa la sua politica”. E’ perciò difficile immaginare un conflitto di interessi tra una Banca e i suoi azionisti privi di potere nella Banca. Ma chi sono i proprietari delle banche? In molti casi i principali azionisti dei gruppi bancari italiani sono fondazioni bancarie, i cui consigli di amministrazione sono nominati dagli enti locali e organizzazioni professionali. Dunque se applicassimo rigorosamente la logica di chi dice che la Banca d’Italia è una spa, dovremmo concludere che le banche non sono private. Ma se le banche non sono private, perché i principali e più influenti azionisti non sono privati, come può la Banca d’Italia essere una banca privata?

7.4 All’estero: le banche che la FED non controlla
Un libro di Paul Krugman offre un dato ulteriore: negli USA ci sono banche fuori dal controllo della Banca Centrale, la FED. Si tratta di istituzioni definite banche di fatto, banche-ombra o sistema bancario parallelo, i cui asset, ha spiegato l’attuale segretario al Tesoro americano Geithner sono “collocati al di fuori del sistema bancario tradizionale”. Una smentita della frottola secondo cui le Banche Centrali sono estremamente potenti e in perenne conflitto di interessi. Per finire si deve notare che la Deutsche Bundesbank è una persona giuridica federale di diritto pubblico il cui capitale è posseduto dalla Repubblica. In Francia è una istituzione il cui capitale è posseduto dallo Stato. Nel Regno Unito la legge 14 febbraio 1946 trasferisce l’intero capitale al Tesoro indennizzando i possessori di capitale. Da allora la Banca non versa più dividendi ma versa al Tesoro, due volte l’anno, una certa quota degli utili.

8. Le frottole sulla sentenza del giudice di pace di Lecce.

Nel 2005 un cittadino ha chiesto al giudice di pace di Lecce di dichiarare “che la proprietà della moneta è della collettività e inoltre che il debito pubblico non esiste, poiché va considerato credito pubblico”. E’ una richiesta paradossale: se il debito pubblico fosse un credito, chi possiede BOT e CCT sarebbe un debitore, costretto a pagare il debito invece di ricevere indietro il capitale prestato al debitore, lo Stato, alla scadenza dei titoli. Il giudice di pace di Lecce, che a differenza di molti colleghi non ha respinto la domanda, ha condannato la Banca d’Italia a pagare 87 euro, l’ammontare del signoraggio in teoria sottratta ad ogni italiano.
Poi la palla (è il caso di dirlo) è passata alla Corte di Cassazione. Il signore che aveva fatto causa alla Banca d’Italia e alla BCE stranamente non s’è presentato a sostenere le sue ragioni e la Corte naturalmente ha cassato la sentenza del giudice pugliese. Dopo la prima sentenza uno studio legale1 ha commentato la decisione del giudice di pace, commento disponibile on line, che smaschera alcune frottole sull’argomento. Le motivazioni, si spiega, “appaiono estremamente labili e… destinate a soccombere in Cassazione”. “Il ricorso al giudice di pace appare una specie di scorciatoia per… ottenere sentenze-pilota a supporto delle proprie altisonanti teorie”
“La domanda di accertare a chi appartiene la moneta appare un quesito filosofico”. La vicenda appare ridicola e chi scrive si sente “in dovere di precisare che quanto sopra risulta interamente da una sentenza della Repubblica, e stiamo commentando una causa vera, e non una poesia di Trilussa. “E’ interessante notare che il consulente tecnico del giudice considera il signoraggio pari agli utili risultanti nel bilancio della Banca d’Italia: “il perito d’ufficio ha determinato l’importo di 87 euro: risulta che lo stesso si sia limitato ad estrapolare dai bilanci della Banca d’Italia dal 1996 al 2003 (chissà poi perché solo quelli) l’utile d’esercizio”. Dunque la sentenza del giudice di Lecce oltre a non avere alcun effetto giuridico, smentisce la definizione errata di signoraggio perché riconduce il signoraggio all’utile di esercizio indicato nei bilanci ufficiali della Banca.

9. L’illusione delle citazioni eccellenti
Per sostenere le proprie teorie complottiste, alcuni citano le frasi sul sistema bancario e l’emissione di moneta di personaggi famosi, come il costruttore di automobili Henry Ford.

Sono frasi significative?

No, sono solo frasi cui può credere solo chi conosce poco e male l’economia. Le citazioni ignorano gli economisti esperti in economia monetaria. Poi ingannano il lettore, lasciando credere che affermazioni fatte da non esperti decenni fa siano sempre vere, mentre l’economia è una disciplina in continua evoluzione e le certezze del passato lasciano a nuove convinzioni. Non mancano gli esempi. Giannini scrivendo del gold standard osserva che “alla fine dell’Ottocento non vi era alcuna teoria che collegasse l’andamento della politica monetaria con la crescita e più in generale con lo stato dell’economia. Lo stesso concetto di disoccupazione era poco noto, non vi erano statistiche sistematiche sul fenomento”

1. Un altro esempio è offerto da Krugman che osserva che “oggi praticamente tutti gli economisti … concordano sul fatto che la Grande Depressione fu causata da un’improvvisa caduta della domanda…ma all’epoca questo non era assolutamente il pensiero della maggioranza”

2. La stessa creazione di banche di emissione uniche (le Banche Centrali) è l’effetto di un graduale processo di apprendimento del “meccanismo dei mezzi monetari”: la teoria e la pratica del central banking si sono dunque evolute e le i giudizi oltre che autorevoli devono essere aggiornati alla luce dei nuovi sviluppi teorici e pratici. Difficile dunque attribuire credibilità in tema di moneta a persone vissute molti decenni fa e privi di conoscenze in materia. Ma anche famosi economisti, come Luigi Einaudi, non hanno compreso concetti oggi accettati da tutti. Gigliobianco racconta che Einaudi non comprese la “possibilità di un eccesso di risparmio“ prevista da Keynes.

E gli esempi potrebbero continuare.

In conclusione, le teorie economiche si evolvono e smentiscono anche le convinzioni più radicate di autorevoli economisti, suggerendo che chi usa citare frasi di personaggi celebri ma poco competenti in fatto di moneta ha intenzioni poco nobili: inganna gli altri raccontando frottole e magari anche se stesso, evitando di cercare le teorie più aggiornate sull’argomento.

10. Frottole su truffe secolari
10.1 Introduzione
I sostenitori di complotti sul signoraggio sostengono che da oltre 300 anni i banchieri centrali si arricchirebbero alle spalle della popolazione.

E’ una teoria credibile?

10.2 Le truffe hanno le gambe corte
Le truffe, i debiti eccessivi, i prezzi esageratamente alti creano prima o poi situazioni insostenibili: il truffato si accorge di cosa gli sta capitando e si adopera per far valere i propri diritti e bloccare il truffatore, i debiti eccessivi spingono prima o poi il finanziatore a interrompere il flusso di denaro a favore del debitore, beni venduti a un prezzo esagerato spingono altri a vendere lo stesso bene. Non mancano gli esempi. Parmalat per un decennio ha nascosto i propri debiti in crescita vertiginosa, le perdite, gli investimenti sbagliati. Ma non ha potuto evitare di emettere obbligazioni e raccogliere capitali, finché la situazione è diventata insostenibile e la realtà dei debiti ha prevalso sulla contabilità e i crediti fasulli. Lo stesso è accaduto per Enron, la cui parabola fatta di debiti e menzogne per nascondere la reale situazione è durata ancora meno e inoltre per Dynegy, Adelphia, WorldCom. Madoff ha applicato quello che gli americani chiamano Ponzi game e noi piramide: si raccolgono soldi e si pagano interessi con altri soldi raccolti. Fino a quando le perdite sono diventate insostenibili, mostrando la truffa. Di illusioni e crack è piena la storia dell’economia e un libro come Un mondo di bolle, di Edward Chancellor racconta tanti casi di speranze mal riposte e vere e proprie truffe. La
lezione che ci offre è semplice: prima o poi le truffe vengono smascherate e le bolle scoppiano.

Dunque come credere che solo la truffa del signoraggio duri da 300 anni senza aver generato alcun crack?

Dove sono le ipotetiche gigantesche ricchezze accumulate nel corso di 3 secoli dai banchieri centrali?

Come sono stati spesi i tanti soldi del signoraggio finite in poche mani?

10.3 Emettere moneta può non essere conveniente
Emettere moneta non era così conveniente come si vuol far credere: c’è chi ha rinunciato al diritto di emettere moneta. La commissione parlamentare d’inchiesta sul corso forzoso dei biglietti di banca del 1868 scriveva: “La National Provincial Bank of England, … rinunciò essa medesima al diritto di fabbricare biglietti, diritto che pure le dava un beneficio di circa 300.000 lire l’anno; e questo onde poter aprire a Londra un Istituto per le altre sue operazioni bancarie”. La banca aveva emesso 11 milioni di lire circa, sulle quali guadagnava 300.000 lire, vale a dire poco più del 2,5%. Ancora una volta si smentisce la frottola secondo cui le banche di emissione incasserebbero la differenza tra il valore delle banconote e il costo per produrle.

11. La frottola della morte da signoraggio
Un’altra frottola riguarda morti eccellenti. Al signoraggio si attribuisce la morte di Kennedy, Lincoln e Duisenberg, ex governatore della BCE. Quando il ministro Tremonti propone di sostituire le monete da 1 e 2 euro con biglietti da 1 e 2 euro, perché “Alle monete si tende a non dare valore al denaro di carta sì”.

Duisenberg ha risposto: “se tale banconota dovesse essere introdotta, egli perderebbe il diritto di signoraggio che si accompagna ad essa.”

Tempo dopo Duisenberg, non più governatore, muore in una piscina. Per qualcuno perché ha parlato di signoraggio. Di signoraggio scrivono le Banche Centrali e gli economisti, e nessuno li uccide. Altri vogliono far credere che Duisenberg si riferisse al signoraggio come differenza tra il valore di una moneta e il costo per produrla.

E’ possibile?

Ricordiamo la distinzione fatta dalla Banca del Canada tra il signoraggio delle monete metalliche e il signoraggio delle banconote. Il primo offre 88 centesimi per una moneta da 1 dollaro canadese, il secondo meno di un dollaro per una banconota da 20, ovvero meno di 5 centesimi per ogni dollaro. Se lo Stato rinuncia a emettere una moneta da 1 euro, sostituita da una banconota, rinuncia a guadagnare 88 centesimi. L’emissione della banconota da 1 euro renderebbe pochi centesimi alla Banca Centrale e allo Stato che ne incassa gli utili. Dunque la sostituzione delle monete metalliche con le banconote comporterebbe una perdita, come ha detto Duisenberg. Se invece si usa la definizione errata di signoraggio e si ipotizza che il signoraggio per le monete metalliche e per le banconote siano uguali, la rinuncia a emettere monete metalliche comporterebbe un mancato guadagno per lo Stato pari ai guadagni della Banca Centrale. Guadagni di cui lo Stato può sempre appropriarsi con le imposte sull’emissione e con gli utili versatigli dalla Banca Centrale. Pertanto se si usa la definizione errata di signoraggio, l’avvertimento di Duisenberg appare senza senso. Perché se il suo scopo era fare l’interesse della BCE, avrebbe dovuto evitare di segnalare che la proposta di Tremonti comportava una perdita per lo Stato. Se invece Duisenberg era preoccupato per i conti statali, avrebbe dovuto ricordare a Tremonti come riprendersi il signoraggio. Ed è senza senso anche l’idea che il presidente americano Kennedy possa essere morto a causa di un ordine esecutivo che collegava l’emissione di moneta alle riserve in argento. Non solo chi ha proposto questa bizzarra teoria ha adottato la spiegazione di un periodico religioso, ma poco o nulla sapeva di emissione di moneta negli USA, come vedremo nel paragrafo successivo.

12. Qualche frottola riguardante la finanza islamica e i prestiti a tasso zero
Se la banca (ordinaria) crea moneta dal nulla, pensa qualcuno, perché prestarla senza far pagare alcun tasso di interesse? La banca in realtà presta i soldi che raccoglie e non crea moneta dal nulla. Ma a qualcuno
piace credere che le banche possano prestare denaro senza far pagare alcunché. E si cita il divieto di far pagare interessi ancora in vigore nel mondo islamico. Il Corano, come anche la Bibbia, condanna l’usura e vieta – secondo alcune interpretazioni- qualsiasi prestito che comporti il pagamento di un interesse. Ne parla con dovizia di particolari lo storico Le Goff in La borsa e la vita, che aiuta a farsi un’idea di come la Chiesa abbia condannato l’usura e l’interesse.

Si può immaginare un sistema finanziario senza interesse?

Le banche sono remunerate per i servizi resi, tra i quali quello di intermediare tra chi possiede capitali e chi li prende in prestito. Senza ricavi non potrebbero sopravvivere né pagare i capitali ricevuti dai correntisti. E’ pertanto necessario far pagare chi riceve un prestito. Se una norma religiosa lo vieta, la si può sempre aggirare. Se non si possono riconoscere interessi al correntista, basta attribuirgli una parte dei profitti che la banca realizza con i soldi versati dal correntista. La Modaraba è basata sul concetto di relazione: “da un lato c’è il correntista che deposita una somma e dall’altra c’è la banca islamica che mette esperienza e capacità di gestione. Il risultato è un profitto che può essere diviso tra le due parti”. Il tasso di interesse è applicato, nei secoli passati, anche in occidente, nonostante il divieto religioso, “nascosto da pratiche inutilmente complicate”, per aggirare la norma. “Le cambiali secche -osserva Allen- erano un mezzo, neanche troppo sofisticato, per evitare le leggi sull’usura”.

13. Perché esistono le Banche Centrali?
13.1 Perché nascono le Banche Centrali?

Le Banche Centrali sono nate da esigenze di ordine finanziario. Per raccogliere capitali con cui finanziare la spesa pubblica, gli Stati -sotto forma di repubbliche, come la repubblica di Genova dove è nato il Banco di San Giorgio, considerata la prima Banca Centrale non moderna, o sotto forma di regno- hanno concesso ad alcune banche il diritto di emettere moneta. Le Banche Centrali nascono anche per l’esigenza di regolare un sistema monetario spesso confuso e instabile, che nei momenti di crisi provocava forti turbolenze economiche e per contenere “le fluttuazioni sui mercati valutari esteri”.

13.2 La Banca Centrale crea moneta dal nulla
La Banca Centrale, come sappiamo, emette moneta, per forza di cose inconvertibile: l’oro e i metalli preziosi in genere storicamente sono beni scarsi. La rivoluzione industriale rende indispensabile la creazione di moneta inconvertibile: “l’impennata dello sviluppo economico … ripropose nell’Europa del XIX secolo un problema di scarsità monetaria”

Problema risolto dagli istituti di emissione che diffondendo “diverse forme di moneta cartacea alleviarono la domanda di mezzi di scambio”. Solo in questo modo la Banca Centrale può regolare la base monetaria e i tassi di interesse e indirettamente l’offerta di moneta da parte del sistema bancario.

Perché le Banche Centrali emettono nuova moneta?

Sappiamo che le banche raccolgono risparmio e prestano parte dei capitali raccolti, finanziando produzione, investimenti e consumi. Se la produzione cresce, la domanda di capitali supera la disponibilità di risparmio ovvero l’offerta di capitali da parte delle banche. Può succedere allora che aumenti il tasso di interesse e che una parte della domanda non sia soddisfatta (razionamento del credito) oppure che si aumenti l’offerta di credito, per soddisfare la maggiore domanda. L’aumento dell’offerta può solo aumentare se la Banca Centrale centrale emette nuova moneta. Moneta creata dal nulla. E non può che essere così. Se esistessero capitali
disponibili, non sarebbe necessario creare moneta dal nulla. La moneta creata dalla Banca Centrale si chiama base monetaria. I soldi, ricevuti dalla banca ordinaria che cede alla Banca Centrale i titoli, consentono a questa di aumentare i prestiti grazie al meccanismo del moltiplicatore monetario (si veda il par. 3.2). Il moltiplicatore monetario trasforma un euro di moneta creata dalla Banca Centrale in 3-5 euro di prestiti bancari.
Solo in questo modo l’offerta di moneta può aumentare oltre i limiti rappresentati dalla disponibilità di risparmio. Senza Banca Centrale l’offerta di moneta e di credito sarebbero inferiori e più costosi, soffocando la crescita della produzione, dei consumi e degli investimenti. La Banca Centrale influenza invece i tassi di interesse e la quantità di credito erogato dalle banche. Tali variabili a loro volta influenzano la domanda di beni e servizi ma anche i tassi di cambio e il livello dei prezzi.

13.3 Banca Centrale e sistema dei pagamenti
Un altro ruolo importante, la Banca Centrale lo svolge nel sistema dei pagamenti.

Quando il signor Rossi paga il suo fornitore Bianchi con un assegno emesso sulla banca X, e Bianchi deposita l’assegno presso la banca Y, la preoccupazione di Bianchi è che l’assegno sia coperto. Probabilmente Rossi e Bianchi non sanno che la banca Y che ha ricevuto l’assegno diventa creditrice della banca X per un importo pari al valore dell’assegno. Ogni giorno la banca X e la banca Y fanno i conti dei rispettivi crediti/debiti e chi è in debito deve versare al creditore l’importo del debito sotto forma di capitali detenuti presso la Banca Centrale.

Solo a questo punto il processo di pagamento iniziato con la consegna dell’assegno è completo4. La Banca Centrale ha tra i suoi compiti principali (e meno noti) quello di vigilare sul corretto funzionamento di tali rapporti tra le banche, ovvero sul funzionamento del sistema dei pagamenti, intervenendo in caso di necessità. Se ciò non accadesse, Rossi non si dovrebbe solo preoccupare della solvibilità di Bianchi, ma anche della banche su cui Bianchi ha emesso l’assegno. Se Bianchi avesse il sospetto che la banca di cui Rossi è correntista può non pagare, non accetterebbe l’assegno. Assegno che -è bene notarlo- è moneta diversa dalle banconote emesse dalla Banca Centrale. Si tratta di vera e propria moneta della banca X, convertibile in moneta della banca Y (ovvero in un accredito su un conto presso la banca Y) oppure in banconote, grazie al buon
funzionamento del sistema dei pagamenti.

Articolo di Fotogian

Si ringrazia l’autore della foto: Link


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112 Commenti per questo post

  1. Francesco Fata Dice:

    Sig. Longo, pensavo che l’articoletto da Lei postato nell’altra discussione fosse pieno di inesattezze proprio perché sintetico, ma vedo che Lei persevera nel dimostrare la Sua ignoranza in tema di economia monetaria anche con articoli-trattato come questo da Lei proposto. Postando questo trattato Lei pensa di aver forse risposto alle mie domande? (in realtà una, la più importante e cioè: emettendo moneta il sistema bancario, anche se non crea debito pubblico, crea comunque debito?) Ci sarebbero tante cose assolutamente false o inesatte ma comincio con le più evidenti e importanti.
    DEFINIZIONE DI SIGNORAGGIO:
    Lei dice: “non importa chi sia il proprietario della moneta al momento dell’emissione”. Invece importa eccome! Se il proprietario fosse il popolo (o lo Stato in sua rappresentanza) che senso avrebbe il concetto di debito pubblico? Sarebbe un debito verso se stesso e quindi annullabile in qualsiasi momento. Se invece fosse un privato allora avrebbe senso quel concetto. E ancora: se questo “privato” fossero i cittadini la situazione sarebbe paradossale. Infatti i cittadini pagherebbero il 50% del proprio reddito in tasse allo stato per poi reincassare questo denaro presentando alla scadenza i titoli di stato che hanno in tasca. Il che sarebbe inutile se lo stato si stampasse direttamente il denaro necessario per la spesa pubblica anziché stampare i titoli da cedere ai cittadini. Se infine questo “privato” fossero invece le banche, il lavoro dei cittadini e quindi il proprio reddito, passerebbe per metà ogni anno nelle casse del sistema bancario.
    Poi, assolutamente spassoso è l’autogol che Lei si è fatto quando dice che “è utile la distinzione fatta dalla Banca del Canada tra il signoraggio sulle monete metalliche e quello sulle banconote. Per le prime il signoraggio consiste nella differenza tra il valore facciale e i costi di produzione, mentre per le seconde solo sugli interessi attivi di emissione e i costi di produzione. Ma come? Per lei esistono due verità per il medesimo fatto? O è l’una o è l’altra, per cortesia! Siccome nel caso delle monete metalliche lo stato ha la sovranità di stamparle (coniarle) per pagarci la spesa pubblica è evidente che lo stato (il popolo) si appropria di questo vantaggio (reddito) pari pari quasi al valore facciale delle monete evitando di ricorrere alle tasse per finanziare la spesa pubblica. Quindi è evidente che sia questa la definizione giusta di signoraggio e non la seconda. Queste differenze di definizione sono da Lei citate anche al paragrafo 11. parlando di Duisemberg, ed è veramente comico leggere “…se Duisemberg era preoccupato dei conti statali avrebbe dovuto ricordare a Tremonti come riprendersi il signoraggio”. Quindi per Lei avrebbe dovuto martirizzarsi, dire “ehi! Ragazzi, io sono stufo di truffare il mondo riprendetevi la sovranità monetaria….e voi….bastardi ex colleghi banchieri….uccidetemi pure…sono in pace con me stesso!”. Questo avrebbe dovuto fare vero? Quindi se non l’ha fatto, questo fa cadere ogni teoria complottista!? Ma per favore! Su Kennedy poi, è veramente buffo leggere” solo chi ha proposto questa bizzarra teoria ……..poco o nulla sapeva di emissione monetaria in U.S.A., come vredemo nel paragrafo successivo”. Ma nel paragrafo successivo Lei non ha fornito spiegazioni sul metodo di emissione monetaria in U.S.A.! Ce lo spieghi ora, dai! Mah!
    Come mai quando sono le banche a stampare la moneta, di colpo la definizione cambia trasformandosi in reddito da interessi? Ve lo dico io: semplicemente per evitare di mettere tra i ricavi l’intero valore dell’emissione monetaria. Spiego meglio questo punto.
    COSA SUCCEDE QUANDO LA BANCA CENTRALE EMETTE MONETA? SOPRAVVENIENZE ECC.
    Al paragrafo 5.6 dell’articolo Lei dice: “anche se non esiste più il debito a fronte del deposito in oro, non significa che cambino le regole della contabilità, investate da un amico di Leonardo da Vinci, Luca Pacioli”. Quando l’ho letta, non ci credevo. Mi sono piegato in due dalle risate! Io me la prendo in primis con i professori di ragioneria che non sanno insegnare agli studenti a pensare quando fanno le registrazioni contabili. La ragioneria è una materia se vogliamo “filosofica” prima che tecnica. Se un fatto economico cambia e quindi viene interpretato diversamente, non può non cambiare anche la registrazione contabile che è la traduzione in linguaggio contabile di quel fatto economico. Ora veniamo a noi.
    L’apposizione tra le attività dell’oro depositato e tra le passività della voce “nota di banco” era giusta, perché la storica “nota di banco” era un’attestazione del deposito in oro di un cliente. Era nominativa e dava il sacrosanto diritto al cliente di avere indietro il suo oro presentando la ricevuta. Quindi la nota di banco era effettivamente un debito per la banca ed era giustamente appostata nel passivo. Oggi si può dire che la banconota sia una ricevuta di deposito di un titolo o di un bene materiale (tramite garanzia) di proprietà del cliente-cittadino? Io direi di no! Oggi le banche non hanno alcun “dovere” di restituire titoli a chicchessia dietro restituzione di banconote. Questo perché le banche “COMPRANO” i titoli, non li “tengono in custodia”. Ma quand’anche l’intera comunità avesse il diritto di avere indietro i titoli presentando le banconote non avrebbe tanto denaro da restituire quanto il valore dei titoli visto che quei titoli sono aumentati di valore per effetto degli interessi maturati. Infatti, mentre i titoli aumentano di valore a causa degli interessi, le banconote non aumentano altrettanto di valore rendendo squilibrato il rapporto creditore-debitore di denaro e mettendo in posizione di dominio il possessore-proprietario dei titoli nei confronti del possessore-non proprietario del denaro.
    A questo punto, assodato che esse “comprano” i titoli, appare chiaro che il corrispettivo per il pagamento di questi titoli dovrebbe essere, come succede in qualsiasi altra azienda, già nel patrimonio sociale in quanto frutto dell’attività aziendale. Ad esempio “i soldi in cassa” o “in banca” oppure beni sociali, risorse che comunque esistono nell’azienda e non vengono “creati di sana pianta” come invece fanno le imprese bancarie. Ecco perché i signoraggisti rivendicano quantomeno l’apposizione a ricavo della stampa di denaro a fronte dell’acquisto di titoli, come se fosse una sopravvenienza, un evento straordinario o comunque una vendita di qualcosa avuto “come per magia” e che deve per forza di cose generare un reddito. Ve l’immaginate qualcuno che ha la fortuna di trovare l’unico ruscello esistente (che sarebbe proprietà di tutti visto che l’acqua è un bene sociale) e si mettesse a raccogliere quell’acqua e venderla ai cittadini dietro cessione di beni, ben sapendo anche, che sarebbe impossibile già il giorno dopo per il cittadino restituire tutta l’acqua ricevuta e riavere i beni, visto che una quantità di acqua andrà consumata (l’interesse) e non ci sarà più e di fatto farà diventare quei beni non più di proprietà del cittadino.
    Per questo la registrazione contabile oggi sarebbe diversa da allora. Studiatela la ragioneria, interpretateli i fatti economici e non imparate a memoria!

    Alla luce di quanto detto, appaio ridicole tutte le altre confutazioni che Lei ha la pretesa di far passare per serie. Ad esempio:

    Par.2.1 – 4.2 Lei dice “Gli stati di solito, non emettono moneta per pagare i propri costi: in “tutti i paesi ragionevolmente sviluppati -scrive Modigliani- , il governo finanzia il proprio disavanzo vendendo obbligazioni, non stampando moneta che non è abilitato ad emettere”.
    A parte che Modiglioni sembra non conoscere neanche la distinzione tra debito e disavanzo mettendo in correlazione i due termini che invece sono ben diversi. I governi non finanziano soltanto l’eventuale disavanzo vendendo obbligazioni ma tutte le spese annuali. L’ho già detto nell’altra discussione e lo ripeto: “prima di tutto lo Stato per le spese che fa si indebita a prescindere dalle entrate fiscali e non si indebita SOLO sul deficit (entrate meno spese). Si indebita comunque perchè ha bisogno di denaro per pagare le spese dell’anno, mentre le tasse che riscuote servono anche o soprattutto per pagare i debiti scaduti fatti precedentemente (titoli di stato). Lo testimonia il rendiconto annuale dello stato che spesso ha disavanzi irrisori quando addirittura non ha avanzi, eppure presenta tra le entrate la cospicua voce “accensione prestiti” di gran lunga maggiore degli eventuali disavanzi. E non mi dica che si tratta di prestiti per esigenze momentanee di cassa in quanto non si fanno prestiti a 5-10 o 20 anni per sopperire a “momentanee esigenze di liquidità”. Per capire meglio vada ad esempio quì http://www.camera.it/parlam/leggi/08168l.pdf e si legga l’art. 4.
    Ma non è neanche questo il punto. Qualora lo stato pagasse le sue spese anche solo con le entrate fiscali, è vero che non creerebbe debito pubblico, ma i soldi di quelle tasse arriverebbero comunque da un debito fatto privatamente dai cittadini privati o aziende”.
    E ancora. La parte finale della frase “….non stampando moneta che non è abilitato ad emettere” non significa che “non sia giusto abilitarlo ad emetterla”.

    Par.4.1 Alla luce di quanto appena detto diventa chiaro che l’emissione monetaria, qualora non generi debito pubblico, generi sicuramente “debito privato” fatto da privati cittadini o aziende.

    Infine passiamo alla riserva frazionaria. Tutti cadono nel tranello della “moltiplicazione dei depositi” nella creazione di nuova moneta. Ho postato al seguente link http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?f=9&t=150 la spiegazione tecnica del reale meccanismo di erogazione dei prestiti da parte delle banche commerciali, quello che viene anche definito “sistema dei pagamenti”. Nel suddetto forum troverete anche la discussione che ne è seguita.
    In sintesi dimostro che le banche quando prestano non prestano soldi propri né tantomeno quelli depositati dai risparmiatori ma trasformano il bene di “tizio” ceduto in garanzia in un numero accreditato su un suo conto corrente, praticamente prestando a “tizio” il suo stesso denaro che però, mentre prima aveva la forma di bene materiale (la casa) non facilmente spendibile, ora ha la forma di bene immateriale (numeretto su un computer) facilmente spendibile e frazionabile. Questo fanno le banche: prestano ad ogni richiedente il suo stesso denaro.

    Ripeto, Sig. Longo, La invito a studiare meglio il fenomeno del signoraggio e a farlo con più grano salis, riflettendo sulle nozioni che legge e studia. La invito a rivedere le Sue posizioni circa le bufale che ha citato cominciando quel cammino di consapevolezza che potrebbe piano piano cambiare le cose e che, senza il quale, chi fa informazione come Lei sarebbe destinato inevitabilmente a causare danni sempre maggiori all’uomo e al mondo. Saluti. Francesco Fata.

  2. Francesco Contini Dice:

    bisogna esser proprio duri per non capire che il denaro fisicamente è soltanto convenzionale…

  3. L.Longo Dice:

    Quando parlavo di Kennedy e poi ho consigliato di leggere il capitolo dopo, era relativo al problema religioso. Infatti ho scritto:

    Non solo chi ha proposto questa bizzarra teoria ha adottato la spiegazione di un periodico religioso … come vedremo nel paragrafo successivo.

    … e nel capitolo dopo ho parlato della finanza islamica e di questo periodico dell’istituto giuridico mudaraba che scrive di articoli del codice civile emiratino.

    bastava leggere correttamente… lei dice che l’articolo è comico ma non sa neanche leggere.

    Ma a parte le critiche che ci scambiamo, capisci che non possiamo farci lezioni di economia a vicenda in eterno? io la penso come questo articolo, e stavolta sono stato descrittivo. Questo non è un articolo mio ma i pezzi sono tratti da libri scritti da esperti di economia come: Modigliani, Arcelli, Bagliano, Marotta, Allen, Samuelson, Rossi, Greenspan, Campiglio, Giannini, Amato, Polsi, Trimarchi, Fisher, Donsbush…
    cioè gente che ha scritto i libri di economia che in tutte le università vengono studiati.

    Quindi, chiarite le competenze dell’articolo e le fonti, mi spieghi cosa posso ancora spiegarti?

    Puoi scendere nell’umiltà e accettare che le cose stanno così, oppure continuerai a postare le mie “non risposte” (come dici te) sui vostri forum e siti come presa per il culo dimostrando la mia “ignoranza” continuando a pensare che mi arrivino gli assegni di Rotschild…

    Buona Fortuna

  4. Francesco Fata Dice:

    Francesco Contini Dice:
    ottobre 12th, 2009 at 19:13
    bisogna esser proprio duri per non capire che il denaro fisicamente è soltanto convenzionale…

    Contini, questo è tutto quello che ha da dire? Ma poi….che ha detto? Cosa c’entra la Sua frase con tutto quello che ho scritto io? Mi sa che Lei ha spinto il bottone sbagliato ed è uscita una frase senza senso!

  5. Francesco Fata Dice:

    Sempre per Contini: noto con piacere che è particolarmente veloce nel leggere e assimilare. In un quarto d’ora ha letto e capito tutto! Per questo è riuscito a mettere insieme un commento così articolato e puntuale, vero? Immagino che avrà letto anche il mio studio sulla riserva frazionaria? Se è così è veramente Superman!
    Vedete (e lo dico per i lettori)! questa è la gente con cui noi signoraggisti siamo abituati a confrontarci: persone che fanno il copia incolla con frasi di “presunti” economisti, senza avere la minima capacità di analisi e di critica, senza pensare col proprio cervello e, magari anche quando si accorgono che ce qualcosa che non va in un concetto accademico, non sanno più fare marcia indietro e ammettere l’errore, perseverando nel creare danni su danni dando informazioni sbagliate.

  6. Francesco Fata Dice:

    L.Longo Dice:
    ottobre 12th, 2009 at 19:34
    Quando parlavo di Kennedy e poi ho consigliato di leggere il capitolo dopo, era relativo al problema religioso. Infatti ho scritto:

    Non solo chi ha proposto questa bizzarra teoria ha adottato la spiegazione di un periodico religioso … come vedremo nel paragrafo successivo.

    bastava leggere correttamente… lei dice che l’articolo è comico ma non sa neanche leggere

    La frase originale è questa:
    “Non solo chi ha proposto questa bizzarra teoria ha adottato la spiegazione di un periodico religioso, ma poco o nulla sapeva di emissione di moneta negli USA, come vedremo nel paragrafo successivo”.

    Visto che non c’entrava niente l’emissione monetaria in Usa, poteva evitare di aggiungere quella parte di frase sottintendendo che la questione Kennedy era stata paventata solo perchè non si conosce come si emette moneta in Usa. Quindi nel paragrafo successivo avrebbe dovuto spiegarci sia in problema religioso che quello dell’emissione monetaria in Usa. Su, allora ce lo spieghi Lei come funziona in Usa! Vuole o non vuole fare informazione su questo sito?
    Per il resto non sto dimostrando io la Sua ignoranza ma Lei stesso!

  7. Francesco Contini Dice:

    Non ho bisogno di leggere tutta la Bibbia per capire che è una fandonia. Per quanto riguarda la mia risposta, il fatto che non ha capito cosa c’entra dice tutto.

  8. sandropascucci Dice:

    mi sono fermato qui:

    «1.4 Che cos’è il signoraggio
    Ci sono fonti attendibili che spiegano cos’è il signoraggio. Il signoraggio, scrive la Banca d’Italia è “l’insieme dei redditi derivanti dall’emissione di moneta”. Deriva dal potere esclusivo di emettere..»

    altro non ho letto e questo è il mio ultimo post: io denuncio una TRUFFA di BANKITALIA e questo personaggio risponde che la TRUFFA non esiste e riporta dei dati DELLA BANCA D’ITALIA spa.. e li dichiara ATTENDIBILI.

    MA DI CHE VOGLIAMO PARLARE CON UNO COSI??

    - oste! ma è bono ’sto vino tuo?
    - certo che è bono! è il migliore!
    - ok, grazie, dammene due litri..

  9. sandropascucci Dice:

    ah, mi raccomando: ora cancella il mio post e scrivi ai tuoi lettori: “post rimosso perché l’autore indicava i luoghi dove si prostituiscono i bambini”

    sei un cialtrone. ["cialtr" si pronunzia "cogli"]

  10. L.Longo Dice:

    Pascucci sempre a cambiare discorso te, smentiscimi sul primo concetto dei tanti che vi ostinate a far credere alla gente, e cioè:

    Voi dite che una banconota da 50 € è solo un pezzo di carta che costa 30 centesimi. Venduta a 50 € o versata in un conto corrente, la banconota farebbe guadagnare 49 euro e
    70 centesimi alla Banca Centrale e/o ai suoi azionisti. Soldi che invece potrebbero -si dice- pagare i costi dello Stato o di essere distribuiti alla popolazione (il cosiddetto “reddito di cittadinanza”).

    Quindi dimostrami che la Banca vende moneta, ma non a chiacchiere, fammi leggere uno stato patrimoniale o qualcosa (possibilmente ufficiale e quindi non scritto da cialtroni dell’economia) che dimostri che la tua tesi è vera.

    Se vendi moneta non crei ricchezza, ma lo volete capire?

    Mankiw, Macroeconomia, 2001, nel cap. 18 scrive che “sebbene il sistema bancario a riserva frazionaria crei moneta non può creare ricchezza quando una banca concede un prestito” e che “La creazione di moneta attraverso il sistema bancario aumenta la liquidità dell’economia, non la sua ricchezza”

    Con la conseguenza che non importa chi sia il proprietario della moneta al momento dell’emissione, non ha senso dire che la moneta assume valore in seguito all’accettazione e nemmeno c’è motivo di immaginare un reddito di cittadinanza. Domande del tipo “di chi è la moneta al momento dell’emissione?” e proposte come il reddito di cittadinanza, perdono senso di fronte all’inesistenza del reddito da signoraggio immaginato da chi offre la definizione errata di signoraggio. Reddito da signoraggio che, peraltro, esiste, anche se non ha nulla a che fare con quanto sostenuto da chi propone la definizione errata.

  11. Ivano Pino Dice:

    Cosa cambia se l’attuale sistema bancario presta o vende le banconote? Il fatto che siano le banche centrali i proprietari è un dato inconfutabile, che poi tu presta o venda una cosa che ti appartiene cosa cambia? si sta comunque mercificando qualcosa che dovrebbe essere un metro di misura del valore e non un valore esso stesso.

    Mankiw, Macroeconomia, 2001, nel cap. 18 scrive che “sebbene il sistema bancario a riserva frazionaria crei moneta non può creare ricchezza quando una banca concede un prestito” e che “La creazione di moneta attraverso il sistema bancario aumenta la liquidità dell’economia, non la sua ricchezza”

    L.Longo riporta una citazione che dovrebbe aprire gli occhi, e poi invita invece a chiuderli dicendo:
    “non importa chi sia il proprietario della moneta al momento dell’emissione, non ha senso dire che la moneta assume valore in seguito all’accettazione e nemmeno c’è motivo di immaginare un reddito di cittadinanza”

    E quindi non importa neanche che gli stati e gli esseri umani continuino a indebitarsi con le banche centrali e che il debito continuerà a crescere nei secoli dei secoli? E quindi il pensiero da trasmettere al lettore è l’accettazione passiva di un sistema economico che consente una concentrazione di ricchezza in fasce ristrettissime della popolazione mondiale e l’impoverimento (o schiavitù che dir si voglia) della restante parte, sponsorizzando guerre ed eccidi al fine di assoggettare altri stati all’impero del debito? Chi non vuol vedere le conseguenze di questo sistema economico lobbistico è solo un egoista che continua a raccontare e raccontarsi frottole per non affrontare la realtà.

  12. Francesco Fata Dice:

    L.Longo Dice:
    ottobre 13th, 2009 at 16:07
    Quindi dimostrami che la Banca vende moneta, ma non a chiacchiere, fammi leggere uno stato patrimoniale o qualcosa (possibilmente ufficiale e quindi non scritto da cialtroni dell’economia) che dimostri che la tua tesi è vera.
    ————–
    Non mi piace insultare la gente, ma a volte sarebbe d’obbligo, non foss’altro per sfogo. Quandro Pascucci dice che Lei è un cialtrone è stato un signore!
    Segua la sequenza per favore:

    1) Lo stato patrimoniale di una banca centrale si basa su regole contabili
    2) Le regole contabili si stabiliscono in base all’interpretazione di un fatto economico
    3) L’interpretazione contabile del fatto economico relativo all’emissione monetaria è attualmente errata. In passato era giusta ma ora non più (e ho spiegato il perchè nel post del 12 ottobre e non mi serve una regola contabile ufficiale per capire che è sbagliata visto che ho un cervello per pensare (a questo punto non posso dire altrettanto di Lei)).

    La verità e che Lei e quelli come Lei hanno paura di affrontare una realtà che porterebbe ad una rivoluzione economica che farebbe solo del bene all’uomo e al mondo. Voi pensate che ridare la sovranità monetaria al popolo Vi farebbe perdere quei piccoli presunti privilegi che avete ora come lo stipendino per il lavorettino di giornalistino lecchino di questo sistemino senza pensare che stareste molto meglio anche voi con quel cambiamento radicale che la sovranità monetaria porterebbe.

  13. Francesco Contini Dice:

    è tutto un gomblooooddddo! fortuna che nel 2012 moriremo tutti… maledetti ebrei..

  14. Francesco Contini Dice:

    Commento rimosso: discutete quanto vi pare, ma per spammare con il forum del primit avete sbagliato posto

  15. Francesco Fata Dice:

    Io stavo solo facendo informazione e far capire ai lettori quello che Longo non ha voluto spiegare in precedenza, ad esempio come funziona l’emissione monetaria americana. Funzionava così come oggi anche 100 e più anni fa. Una testimonianza ci viene direttamente da questa intervista di Edison e Ford (riporto le citazione, non lo fate anche voi?):
    Fonte: http://www.michaeljournal.org/appenD.htm

    Durante la visita ad un cantiere per la costruzione della centrale elettrica di Muscle Shoals:

    Senza il controllo dei Banchieri non ci sarebbero guerre

    “Grazie al funzionamento di questa centrale,” disse Ford, “sono possibili molte cose grandiose, una produzione di energia maggiore di quella che questo paese abbia mai conosciuto…L’elemento più importante che vedo in Muscle Shoals è la possibilità di eliminare la guerra dal mondo.”

    Mr. Ford fu interrogato su come ciò fosse possibile.

    “In questo modo,” rispose. “E’ molto semplice quando si fa un’analisi. La causa di tutte le guerre è l’oro. Grazie a Muscle Shoals dobbiamo dimostrare al mondo la praticabilità e desiderabilità dell’eliminazione dell’oro come base della valuta e la sua sostituzione con il naturale ed imperituro benessere del mondo…
    “L’intrinseca malignità dell’oro, in relazione alla guerra, sta nel fatto che può essere controllato. Interrompi il controllo e fermerai la guerra. L’unico modo per interrompere il controllo di questi banchieri internazionali, la strada per porre fine per sempre al loro sfruttamento dell’umanità, è di abolire l’oro come base della valuta mondiale…”

    “Con cosa lo si potrebbe sostituire?” gli fu chiesto.

    “Questo è il punto in cui entra in ballo Muscle Shoals,” disse Mr. Ford: “guardi che spettacolo abbiamo di fronte. Un esercito di ingegneri dice che ci vorranno $40,000,000 per completare la diga. Ma il Congresso in questo periodo è di manica stretta e non è dell’umore giusto per aumentare la tassazione. L’alternativa sono titoli al 4 per cento a scadenza trentennale. L’America, il più importante Governo del mondo, quando desidera $40,000,000 per portare a termine una grande opera pubblica è obbligata a recarsi dai venditori di moneta per comprare la sua stessa valuta. Alla fine dei 30 anni non solo deve ripagare i $40,000,000 ma anche il 120 per cento di interessi, letteralmente deve pagare $88,000,000 per poter utilizzare $40,000,000 per 30 anni…Pensateci bene. Potrebbe esserci qualcosa di più infantile e antieconomico?”

    Denaro governativo libero da debito

    “Ora, io vedo un modo in cui il nostro Governo può completare questa grande opera senza pagare un nichelino ai venditori di moneta. E’ solido come il granito e non comporta nulla di difficile. E’ così semplice che, forse, le persone comuni non riescono a vederlo.
    “Il Governo ha bisogno di $40,000,000. Cioè 2 milioni di banconote da 20 dollari. Il Governo dovrebbe emettere quelle banconote e con esse pagare tutte le spese collegate al completamento della diga. Con la diga completata questa potrebbe essere messa in funzione e, in un periodo di tempo più breve di quello che potreste immaginare, l’intera somma di $40,000,000 emessa potrebbe essere ritirata dal mercato grazie agli introiti generati dalla centrale.”

    “Ma supponiamo che un imprenditore non voglia accettare questo tipo di valuta in pagamento” gli fu obiettato.

    “Non è una situazione possibile,” disse Mr. Ford sorridendo. “In questo modo si arrogherebbe il diritto di governare.
    “Emettere moneta nazionale, $30,000,000 per finanziare Muscle Shoals, sarebbe la cosa giusta da fare. Una volta che il metodo dell’emissione monetaria per finanziare i miglioramenti pubblici verrà provato il paese non vorrà più tornare indietro al metodo dei titoli…”

    “Quindi ecco (Henry) Ford che ci propone di finanziare Muscle Shoals con un’emissione di valuta invece che di titoli. Molto bene, supponiamo che il Congresso segua la sua proposta. Personalmente non ritengo che il Congresso abbia immaginazione a sufficienza per farlo, ma supponiamo che lo faccia. La somma necessaria viene autorizzata – diciamo $30 milioni. Le banconote vengono emesse direttamente dal Governo, come dovrebbe accadere per tutta la moneta.
    “Al momento del pagamento gli operai ricevono queste banconote degli Stati Uniti. A parte il fatto che le banconote potrebbero riportare il simbolo di una diga invece che di una ferrovia ed una nave, come accade per alcune banconote della Federal Reserve, sarebbero uguali a qualunque altra valuta messa in circolazione dal Governo; sarebbero moneta a tutti gli effetti.
    “Si baserebbero sul benessere pubblico già presente in Muscle Shoals; verrebbero ritirate attraverso gli incassi della diga. E’ così, la popolazione degli Stati Uniti avrebbe a disposizione tutto quello che immette dentro Muscle Shoals e e tutto quello che può trarne per secoli…l’infinita energia produttrice di benessere del fiume Tennessee…senza tasse e senza aumento del debito pubblico.”

    “Ma supponiamo che il Congresso non se ne renda conto, cosa succederebbe allora?” Fu chiesto ad Edison.

    “Il Congresso dovrebbe tornare al vecchio modo di fare affari. Dovrebbe autorizzare un’emissione di titoli. Dovrebbe recarsi dai mercanti di moneta per chiedere un quantitativo di valuta nazionale sufficiente a portare a termine un’opera che è una grande risorsa per il paese, e noi saremmo costretti a pagare l’interesse ai mercanti di moneta per l’utilizzo del nostro stesso denaro.
    “Con il vecchio metodo ogni volta che desideriamo aumentare il benessere nazionale siamo costretti ad aumentare il debito nazionale.
    “Questo è ciò che Henry Ford vuole prevenire. Lui pensa che sia stupido, e lo penso anche io, che per un prestito di 30 milioni della sua stessa moneta, la popolazione degli Stati Uniti debba essere costretta a pagare 66 milioni – questa è la cifra contando anche l’interesse. Persone che non scaveranno neanche una palata di terra né contribuiranno per un’oncia di materiale raccoglieranno dagli Stati Uniti più denaro di quanto raccoglieranno le persone che forniscono materie prime e lavoro.
    “Questa è la cosa terribile degli interessi. In tutte le nostre grandi emissioni di titoli l’interesse è sempre maggiore del capitale. Tutte le nostre grandi opere pubbliche costano più del doppio del loro costo effettivo. Ma il punto è questo.
    “Se la nostra nazione può emettere un titolo di debito da un dollaro allora può emettere una banconota da un dollaro. Ciò che rende valido il titolo rende valida anche la banconota. La differenza tra il titolo di debito e la banconota è che il titolo permette ai mercanti di moneta di raccogliere il doppio dell’ammontare del titolo più un 20 per cento addizionale, mentre la valuta paga solo quelli che contribuiscono direttamente a Muscle Shoals in modo utile…
    “E’ assurdo dire che il nostro paese può emettere $30 milioni in titoli e non $30 milioni in valuta. Entrambe sono promesse di pagamento, ma una ingrassa gli usurai e l’altra aiuta la popolazione. Se la valuta emessa dal Governo non fosse valida allora non sarebbero validi neanche i titoli di debito. Quando il Governo, per incrementare il benessere dalla nazione, si deve indebitare e sopportare il rovinoso pagamento di interessi a vantaggio di uomini che controllano il valore fittizio dell’oro si viene a creare una situazione terribile.”

  16. Francesco Contini Dice:

    Quello che è triste è che probabilmente investi pure delle energie in una cosa della quale non capisci nulla. E credi che gli altri “disinformino”, mentre sei te che hai cannato alla grande. Il solo fatto di dire che si può finanziare qualcosa stampando moneta dovrebbe farti pensare su quali grosse panzane tu stia raccontando. Qualsiasi cosa abbia detto Ford, ma ti sembra una fonte il giornale dei pellegrini di San Michele? ma santa miseria! E se pure avesse detto quelle cose, allora avrebbe pure lui preso una cantonata. Per farti un esempio sulla fonte. Innanzitutto è Edison che parla, e non Ford. In terzo luogo nell’edizione del ‘33 del “Social Credit” di CH Douglas si pubblicarono anche i protocolli dei Savi di Sion come documento attendibile e verificato, quando è una bufala arcinota. Si può immaginare a quale ambiente politico faccia riferimento questo CH Douglas, al quale è ispirato il Social Crediter, che tu prendi per fonte (tra l’altro di seconda mano) e quale affidabilità dovrebbe avere….

  17. Francesco Fata Dice:

    Quindi voi del “The Populi” dovreste avere credibilità pari a meno di zero quando riportate la notizia di un fatto!? A meno che non fate i copia incolla con le notizie di altri! Ah si forse fate così! Allora non siete “giornalisti”, siete “giornalai” (con tutto il rispetto per questi ultimi che si dichiarano giornalai al contrario vostro che vi dichiarate giornalisti!).

    I Pellegrini di San Michele? Ma chi ritiene Lei attendibile? Allora Famiglia Cristiana (che reputo un pessimo giornale) avrei dovuto reputarla inattendibile quando ha scoperto con controlli incrociati quali erano i soci di Bankitalia visto che Bankitalia non lo aveva mai dichiarato!
    Sono i fatti che devono essere analizzati e giudicati così come le notizie e NON chi le riporta!
    Sì, siete dei cialtroni!

  18. Francesco Contini Dice:

    “Quindi voi del “The Populi” dovreste avere credibilità pari a meno di zero quando riportate la notizia di un fatto!?”

    esatto, spero vivamente che i nostri lettori verifichino i nostri articoli sulle fonti primarie, e noi, per ora, non siamo fonte primaria (tranne che per i fatti di messina, la presentazione de “Il Fatto” e pochi altri articoli, sui quali avevamo collaboratori sul campo). Se pure fossimo fonte primaria, non avremmo comunque la stessa attendibilità che può avere, ad esempio, la reuters o l’agi. Per farti un altro esempio, considerare Repubblica come fonte attendibile per notizie scientifiche è assurdo; è invece corretto considerare Sciam fonte primaria. Inoltre il giornale dei pellegrini di San Michele, come ho già detto, non era nemmeno fonte primaria, per cui, per quanto ne so, quel discorso può essere stato inventato di sana pianta, fino a prova contraria.

  19. Il bloggatore Dice:

    Cosa se ne fa una banca centrale di un foglio di carta filigranata costato 0,30 con valore facciale 100 quando gli viene restituito?

  20. Mojtaba Dice:

    Fata credo che le tue banalità si possono riassumere in questa citazione: “. E ancora: se questo “privato” fossero i cittadini la situazione sarebbe paradossale. Infatti i cittadini pagherebbero il 50% del proprio reddito in tasse allo stato per poi reincassare questo denaro presentando alla scadenza i titoli di stato che hanno in tasca.”
    Lo stato non è il cittadino se no sarebbe indifferente quando le tasse verrebbero alzate. Non approfondiamo poi il concetto di stock (il debito) e flusso (le tasse), sarebbe troppo complicato per te.

  21. Francesco Fata Dice:

    Mojtaba Dice:
    ottobre 27th, 2009 at 20:00
    Fata credo che le tue banalità si possono riassumere in questa citazione: “. E ancora: se questo “privato” fossero i cittadini la situazione sarebbe paradossale. Infatti i cittadini pagherebbero il 50% del proprio reddito in tasse allo stato per poi reincassare questo denaro presentando alla scadenza i titoli di stato che hanno in tasca.”
    Lo stato non è il cittadino se no sarebbe indifferente quando le tasse verrebbero alzate. Non approfondiamo poi il concetto di stock (il debito) e flusso (le tasse), sarebbe troppo complicato per te.
    ————–

    La mamma dei cretini è sempre incinta e tu ne sei la dimostrazione.
    Quindi lo stato non sarebbero i cittadini vero!? Il governo non rappresenta i cittadini così come tutti i rappresentanti dello stato!?

    Ma cosa vuoi approfondire? Il concetto di Stock? Stock è il rumore della tua testa vuota quando la battono col manganello! Ma per favore!

  22. Mojtaba Dice:

    Fata facciamo un gioco, lo Stato aumenta le tasse al 90% del reddito. I cittadini sono indifferenti? Per loro è tutto come prima? No.
    Il governo può avere la rapprentanza che vuole rimane il fatto che stato e individuo sono soggetti economici distinti. Capisco però che i signoraggisti che credono nel reddito della banca centrale =200% siano troppo indottrinati per comprendere i concetti più elementari e tu ne sei la dimostrazione lampante.

  23. Francesco Fata Dice:

    Infatti lo stato non aumenterà (ufficialmente) le tasse fino al 90% del reddito proprio perchè si incazzerebbero troppo. Il limite massimo è intorno al 50% in imposte dirette statali, regionali e comunali oltre alle contribuzioni previdenziali. Poi ci sono altre imposte indirette e balzelli che sono …diciamo… “meno visibili” come l’iva che grava sul prezzo finale o come l’imposta regionale del 10% che grava sulle polizze assicurative che fanno arrivare l’imposizione fiscale a ben più del 50% solo che tu, schiavo inconsapevole (ma mi sa… consapevole e servitore) non te ne rendi conto (ma mi sa che te ne rendi conto ma gli reggi il sacco).
    Ah! comunque vedo che Longo adesso si è fatto aiutare da quell’ignorante di Fotogian per l’articolo! (e firmatevi con nome e cognome, nemmeno questo avete il coraggio di fare!).

  24. Mojtaba Dice:

    Comincia a chiarire ciò che c’è nella tua testa. Ammetti che i cittadini si incazzano se vengono alzate le tasse. Ma non dicevi che lo stato e i cittadini sono la stessa cosa? Allora non dovrebbero incazzarsi.

  25. Francesco Fata Dice:

    Mojtaba Dice:
    novembre 2nd, 2009 at 22:16

    Capisco però che i signoraggisti che credono nel reddito della banca centrale =200% siano troppo indottrinati per comprendere i concetti più elementari e tu ne sei la dimostrazione lampante.
    —————–

    Voi invece siete troppo idioti per capire che il problema del “REDDITO” della banca centrale è un “problema” secondario e…in verità….nun ce ne po’ fregà de meno di questo reddito. Il problema è che il denaro non dovrebbe essere emesso contraendo un debito con un privato (banca) che li stampa di sana pianta i soldi e quindi non sono valori rappresentanti beni di sua proprietà (della banca). Non capite che il problema non è “chi ci guadagna” ma “chi ci perde”. E a perderci siamo tutti noi (popolo) di cui anche tu (servitore e reggisacco) fai parte.
    E firmati con nome e cognome quando dici le puttanate.

  26. Mojtaba Dice:

    “Voi invece siete troppo idioti per capire che il problema del “REDDITO” della banca centrale è un “problema” secondario e…in verità….nun ce ne po’ fregà de meno di questo reddito. Il problema è che il denaro non dovrebbe essere emesso contraendo un debito con un privato (banca) che li stampa di sana pianta i soldi e quindi non sono valori rappresentanti beni di sua proprietà (della banca). Non capite che il problema non è “chi ci guadagna” ma “chi ci perde”. E a perderci siamo tutti noi (popolo) di cui anche tu (servitore e reggisacco) fai parte.
    E firmati con nome e cognome quando dici le puttanate.”
    Non ve ne frega? Il vostro esimio professore che venerate giorno e notte nonchè fascista (vengono tutti da li), la menava di continuo con questo reddito del 200%.
    Il problema invece è l’emissione contro debito? Guarda che è la stessa cosa, deriva dal fatto che vedete utili o tesori nascosti dove non esistono.

    “il problema non è “chi ci guadagna” ma “chi ci perde”. ”
    Se non c’è il reddito (ovvero reddito minimo rispetto a quello che voi dichiarate e che si intasca per la maggior parte lo stato) non c’è nemmeno il costo. Se inventi redditi inventi anche i costi.

    “E a perderci siamo tutti noi (popolo) di cui anche tu (servitore e reggisacco) fai parte.”
    Di sicuro c’è che hai perso il cervello e già da un bel pezzo.

  27. Francesco Fata Dice:

    Mojtaba Dice:
    novembre 4th, 2009 at 15:11

    Non ve ne frega? Il vostro esimio professore che venerate giorno e notte nonchè fascista (vengono tutti da li), la menava di continuo con questo reddito del 200%.
    Il problema invece è l’emissione contro debito? Guarda che è la stessa cosa, deriva dal fatto che vedete utili o tesori nascosti dove non esistono.
    —————-

    Il sottoscritto non è Auriti e viceversa. Avete rotto le scatole a menarla sempre con Auriti e i presunti fascisti che starebbero dietro al signoraggio. Siete idioti anche perchè non vedete la trasversalità del problema. Siete idioti perchè pensate che se il sistema bancario stampa e presta 1000 alla comunità rivolendo 100 di interessi ogni anno, se anche volesse indietro solo quello e non il capitale, in dieci anni la comunità non avrebbe più un €uro in tasca ma avrebbe ancora 1000 di debito.
    Ma che ve lo dico a fare….idioti!

  28. Mojtaba Dice:

    “Il sottoscritto non è Auriti e viceversa. Avete rotto le scatole a menarla sempre con Auriti e i presunti fascisti che starebbero dietro al signoraggio. Siete idioti anche perchè non vedete la trasversalità del problema. ”
    Hai ragione è trasversale infatti ci sono anche i nazisti, gli estremisti di sinistra e gli integralisti cattolici, accomunati dal fatto di non sapere cosa sia la partita doppia.

    “Siete idioti perchè pensate che se il sistema bancario stampa e presta 1000 alla comunità rivolendo 100 di interessi ogni anno, se anche volesse indietro solo quello e non il capitale, in dieci anni la comunità non avrebbe più un €uro in tasca ma avrebbe ancora 1000 di debito.
    Ma che ve lo dico a fare….idioti!”
    Certo al pagamento di un reddito la moneta sparisce come no. Stessa accusa la puoi fare al droghiere sotto casa a forza dei redditi che incassa se fosse vero il fatto che la moneta si riducesse a ogni pagamento saremmo senza soldi.

  29. Francesco Fata Dice:

    Tu vieni a parlare a me di partita doppia? Quando vuoi qualche lezione te la do volentieri.
    Ma ti leggi quando scrivi? Vedi di rispondere nel merito spiegando per bene quello che vuoi dire e non con battutine fuori logica.
    La frase “se fosse vero il fatto che la moneta si riducesse a ogni pagamento saremmo senza soldi” fa capire il tuo grado di comprensione della materia. Non rimani senza soldi perche fai un nuovo debito che farà aumentare quello vecchio, idiota!

  30. Mojtaba Dice:

    “Siete idioti perchè pensate che se il sistema bancario stampa e presta 1000 alla comunità rivolendo 100 di interessi ogni anno se anche volesse indietro solo quello e non il capitale, in dieci anni la comunità non avrebbe più un €uro in tasca”
    E’ quello che hai ipotizzato tu a ogni pagamento del reddito (l’interesse) toglie moneta dalla circolazione cosa falsa. L’interesse è il reddito come il ricavo della vendita di un salume da parte del macallaio. Quando vai al bar e paghi i soldi vengono ritirati dal mercato? No coglione.

  31. Francesco Fata Dice:

    Mojtaba Dice:
    novembre 4th, 2009 at 22:18
    “Siete idioti perchè pensate che se il sistema bancario stampa e presta 1000 alla comunità rivolendo 100 di interessi ogni anno se anche volesse indietro solo quello e non il capitale, in dieci anni la comunità non avrebbe più un €uro in tasca”
    E’ quello che hai ipotizzato tu a ogni pagamento del reddito (l’interesse) toglie moneta dalla circolazione cosa falsa. L’interesse è il reddito come il ricavo della vendita di un salume da parte del macallaio. Quando vai al bar e paghi i soldi vengono ritirati dal mercato? No coglione.
    ————-

    Che eri idiota lo pensavo, ma non fino a questo punto. Ti chiedo di rileggerti sempre quando scrivi perchè sei comprensibile come un bambino delle elementari quando scrive di cose più grandi di lui.
    Il “macallaio” o il barista non hanno il potere di modulare la base monetaria. in parole semplici se no non capisci, il sistema bancario (B.C. e banche commerciali) immettono moneta facendo fare un debito a chi la chiede (con cessione di titoli di debito o con la stipula di fidi, mutui, anticipazioni ecc.). Alle scadenze quando al sistama bancario tornano in cassa i soldi di ha chiesto i finanziamenti la moneta in circolazione si riduce, capito coglionazzo (di fantozziana memoria). Nella pratica non si riduce perchè il debito viene rinnovato. Quindi ipotizzando che alle scadenze la gente dovesse ridare indietro solo l’interesse e non il capitale, la moneta circolante si ridurrebbe solo dell’importo dell’interesse. Se l’interesse fosse al 10% (ad esempio) in dieci anni non avresti più un euro in circolazione ma ancora l’intero debito sul groppone. Se rivuoi altri soldi farai altro debito aumentando quello precedente. Guarda….è semplice aritmetica…quella delle elementari….le hai fatte le elementari coglionazzo? Il barista e il “macallaio” non c’entrano quando vengono pagati. C’entrano quando pagano i loro mutui o quando pagano le tasse che servono per ripagare il debito pubblico (ma quest’ultimo concetto è un po’ troppo difficile per te lo so!).

  32. Mojtaba Dice:

    “Quindi ipotizzando che alle scadenze la gente dovesse ridare indietro solo l’interesse e non il capitale, la moneta circolante si ridurrebbe solo dell’importo dell’interesse. ”
    Il pagamento degli interessi non riduce la base monetaria mongoloide, se la base monetaria è 100 e paghi gli interessi per 1 alla banca centrale la base monetaria riamane 100.
    L’interesse di 1 paga le spese per la banca centrale mentre la maggior parte se la pappa lo stato sia come imposte sia come ripartizione d’utile, parte residuale se la intascano i soci. Ma l’interesse è un reddito che non riduce la base monetaria.

  33. Mojtaba Dice:

    “Il “macallaio” o il barista non hanno il potere di modulare la base monetaria. ”
    E allora? Il reddito è reddito sia che sia sotto forma di ricavo, sia sottoforma di interesse, non riduce la base monetaria per il fatto di essere pagato.

  34. Francesco Fata Dice:

    Mojtaba Dice:
    novembre 5th, 2009 at 19:02
    “Il pagamento degli interessi non riduce la base monetaria mongoloide, se la base monetaria è 100 e paghi gli interessi per 1 alla banca centrale la base monetaria riamane 100.”
    —————-

    Spero ti stia rendendo conto che stai diventando ridicolo agli occhi di tutti! Tu non sai di cosa stai parlando. Sei ancora più idiota di come ti credevo nel post precedente. Ora ho capito che non hai fatto le elementari.
    Se tutti hanno 100 di moneta in tasca (perchè hanno fatto 100 di debito per averla) e alla fine dell’anno devi ridare alla banca 10 (di quelle 100 che hai in tasca) non si riduce a 90 la moneta che hai in tasca?
    E se vuoi riportarla a 100 (la moneta che hai in tasca), non devi fare un altro debito di 10 facendo così salire il tuo debito precedente a 110 (visto che l’interesse non fa ridurre il debito)?
    Tu devi studiare prima di rispondermi, ma non devi studiare l’economia….
    DEVI STUDIARE L’ALGEBRA…idiota!

  35. Francesco Fata Dice:

    Per Mojtaba:
    Dimenticavo…..se vuoi continuare a discutere com me…devi prima dimostrarmi che conosci la tabellina del 2! Forza postamela di seguito ma non imbrogliare andando a prenderla su internet!

  36. Francesco Fata Dice:

    Vabbè….tanto lo so che imbrogli…tanto vale che ti aiuto io.
    Qui c’è un bel giochino per imparare le tabelline fino al 5
    http://www.maestrasandra.it/tabelline/ripasso.htm

  37. Mojtaba Dice:

    “Spero ti stia rendendo conto che stai diventando ridicolo agli occhi di tutti! Tu non sai di cosa stai parlando. Sei ancora più idiota di come ti credevo nel post precedente. Ora ho capito che non hai fatto le elementari.
    Se tutti hanno 100 di moneta in tasca (perchè hanno fatto 100 di debito per averla) e alla fine dell’anno devi ridare alla banca 10 (di quelle 100 che hai in tasca) non si riduce a 90 la moneta che hai in tasca?”
    Quella che hai in tasca si, quella nel sistema no. E per riavere una giacenza di 100 il singolo basta che lavori ovvero che produca reddito.

    “E se vuoi riportarla a 100 (la moneta che hai in tasca), non devi fare un altro debito di 10 facendo così salire il tuo debito precedente a 110 (visto che l’interesse non fa ridurre il debito)?
    Tu devi studiare prima di rispondermi, ma non devi studiare l’economia….”
    Basta avere uno stipendio, mica è obbligato a fare un debito

    “Dimenticavo…..se vuoi continuare a discutere com me…devi prima dimostrarmi che conosci la tabellina del 2! Forza postamela di seguito ma non imbrogliare andando a prenderla su internet!”
    Tu inizia a capire la differenza tra un reddito e una variazione finanziaria.

  38. Fabio Dice:

    Premetto che non sono un esperto ne’ un economista, ma da quello che ho capito la truffa vera (tralasciando il mega conflitto di interessi per cui le banche minori sono le azioniste della Banca Centrale..) è il sistema a riserva frazionaria; in piu’ ci aggiungo il fatto che lo Stato paga gli interessi sulle banconote, interessi che non potranno mai essere pagati perchè se da quando sono nate le banche hanno stampato TOT, non esistono banconote sulla Terra per pagare TOT + interessi, di conseguenza il debito pubblico puo’ solo che aumentare, e fino a qui ci sto.
    I miei dubbi sono: la Banca D’Italia è si un S.P.A. pero’ su wikipedia leggo: “Lo statuto della Banca d’Italia comunque, una volta pagate le imposte, concede di distribuire ai partecipanti solo una minima parte degli utili netti annuali, cioè al massimo 15.600 euro da spartirsi tra tutti in base alle quote possedute.” Il resto rientra allo Stato, quindi non si puo’ definire una vera e propria SPA giusto?
    L’altro dubbio è:
    sempre wikipedia leggo: “I singoli stati nazionali provvedono in seguito a prelevare gran parte dei redditi di signoraggio dalle banche centrali tramite il prelievo fiscale”.
    Non è fuorviante definire le conferenze del Primit come “Conferenze Anti-Signoraggio”, quando invece i problemi piu’ gravi che ci fanno sprofondare nel debito sono quelli che ho citato all’inizio del post?
    Ciao a tutti

  39. Francesco Contini Dice:

    fabio, 1. la banca d’italia non è una spa. Per cui 2. I redditi da signoraggio vengono pagati al Tesoro per cui 3. se il debito italiano fosse dovuto al signoraggio, lo Stato sarebbe in debito con sé stesso. La riserva frazionaria è spiegata nelle faq. Finalmente qualcuno che si è accorto che i redditi da signoraggio non vengono pagati agli azionisti.

  40. L.Longo Dice:

    A quanto pare il Sig. Pascucci, forse il maggior portavoce italiano di Signoraggio, è un tipo famoso in rete, guardate che curriculum:

    http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Sandro_Pascucci

  41. Mojtaba Dice:

    Fabio i debiti vanno pagati alla scadenza non diciamo stronzate che alla scadenza non esiste denaro sufficiente per essere pagato.

  42. Fabio Dice:

    x Francesco Contini
    sui primi 2 punti sono daccordo.
    sul punto 3 no, perchè io ho detto che il debito non dipende non dal Signoraggio ma dagli interessi sulle banconote…”se da quando sono nate le banche hanno stampato TOT, non esistono banconote sulla Terra per pagare TOT + interessi, di conseguenza il debito pubblico puo’ solo che aumentare”.

    x Mojtaba
    io no ho detto “stronzate”, la frase che ho riportato qui sopra mi sembra un ragionamento molto logico. Alla scadenza i debiti verranno pure pagati, ma con banconote stampate successivamente, stampate con un ulteriore interesse, quindi lo stato sara’ sempre debitore, non è forse cosi’?

  43. Francesco Contini Dice:

    fabio, signoraggio è tutto ciò che si guadagna dalla stampa delle banconote, dunque anche gli interessi (in particolare solo gli interessi) sull’emissione di moneta

  44. Fabio Dice:

    Ok, allora mi informero’ meglio, perchè fin’ora ho letto che la definizione di Signoraggio era solo: “la differenza tra il costo di produzione della banconota e il suo valore facciale”.
    Un’ultima cosa volevo chiederti: prima mi hai detto che la riserva frazionaria è spiegata nelle faq, ma anche se non è vero che le banche con un deposito iniziale di 100 possono movimentare 5000 ma 900, non è ugualmente una truffa?

  45. Francesco Contini Dice:

    No Fabio, il signoraggio è l’insieme dei redditi derivanti dalla produzione di moneta. Come ripeto, questi redditi tornano al Tesoro attraverso la tassazione, e fanno esattamente l’interesse al tasso di cambio sul valore nominale di moneta emessa meno il costo di produzione (intendendo tutti i costi collegati).

  46. Francesco Contini Dice:

    per quanto riguarda la riserva, le banche possono movimentare 90 con un deposito iniziale di 100, come vedi in tabella e leggi dai regolamenti BCE

  47. Mojtaba Dice:

    “io no ho detto “stronzate”, la frase che ho riportato qui sopra mi sembra un ragionamento molto logico. Alla scadenza i debiti verranno pure pagati, ma con banconote stampate successivamente, stampate con un ulteriore interesse, quindi lo stato sara’ sempre debitore, non è forse cosi’?”
    No primo lo stato non è l’unico debitore, ogni soggetto economico può essere potenzialmente sia debitore che creditore a seconda dai suoi flussi finanziari, secondo il debito fa ripagato con i flussi reddituali, pertanto non centra nulla il debito di un singolo soggetto (lo stato) con l’emissione di moneta.

  48. Fabio Dice:

    Ok ho capito, sul problema che avevo posto sugli interessi siete stati abbastanza chiari.
    Sulla riserva frazionaria i miei dubbi invece rimagono, forse prima mi sono espresso male dicendo “le banche”, avrei dovuto dire “il sistema bancario”.
    Adesso ho visto che il tasso di riserva è del 2%, quindi la singola banca su un deposito di 100, ne tiene 2 e ne presta 98 a Tizio, il quale li da a Caio che li deposita verso un’altra banca che ne tiene 1,96 e ne presta 96,04 a Sempronio, etc… con questo sitema non la singola banca, ma il sistema bancario in generale puo’ movimentare fina a 50 volte il deposito iniziale, e di conseguenza si arricchisce a dismisura a discapito nostro, questa continuo a pensare che sia una grande truffa!

  49. Francesco Contini Dice:

    scusami. Facciamo i conti col sistema bancario. Allora, la banca ha un deposito di 100, ne può prestare 98. a questo punto le rimane la riserva che è 2, mentre sul mercato ce n’è 98. questo 98 viene ridepositato, ma la banca può prestarne solo il 98%. la somma totale dei soldi in circolo rimane sempre 100, come fa il sistema bancario a movimentare 500? Se questo processo tende all’infinito la riserva tende a 100, e la somma movimentata a 0. Fai il limite e vedi che è così.

  50. Mojtaba Dice:

    Prestare vuol dire guadagnare il margine di intermediazione sugli interessi non sul capitale. Se quel “guadagnano a dismisura a nostro scapito” vuol dire che le banche guadagnano l’importo prestato vuol dire che stai dicendo una di quelle cazzate cosmiche.

  51. Francesco Fata Dice:

    Francesco Contini Dice:
    novembre 8th, 2009 at 15:36
    scusami. Facciamo i conti col sistema bancario. Allora, la banca ha un deposito di 100, ne può prestare 98. a questo punto le rimane la riserva che è 2, mentre sul mercato ce n’è 98. questo 98 viene ridepositato, ma la banca può prestarne solo il 98%. la somma totale dei soldi in circolo rimane sempre 100, come fa il sistema bancario a movimentare 500? Se questo processo tende all’infinito la riserva tende a 100, e la somma movimentata a 0. Fai il limite e vedi che è così.
    ————
    Contini, sei di una faziosità estrema, depisti in un modo incredibile. Ti diverti con chi è poco esperto, vero!
    Quando un prestito (diciamo quel 98% di 100) viene ridepositato, il cliente depositante può disporre della somma depositata, quindi può chiedere in qualsiasi momento di prelevare la somma. I soldi totali in circolo è vero che sono solo 100 ma i depositi sono diventati comunque molti di più (i famosi 5.000) così come i prestiti fatti con tutti i “famosi” 98% dei depositi. E’ per questo che noi diciamo che basterebbe che solo il 2% dei depositanti andasse in banca a ritirare i contanti depositati le banche andrebbero fallite (teoricamente). In realtà in caso di bank runs (per i meno esperti “corsa agli sportelli”) nella maggior parte dei casi correrebbe in soccorso delle banche la banca centrale come “prestatore di ultima istanza” stampando dal nulla quella famosa “cartamoneta” che servirebbe a soddisfare il bisogno dei clienti di avere banconote in tasca. Con il meccanismo del moltiplicatore dei depositi quindi si aumenta eccome il denaro in circolo, ma da utilizzarsi solo sotto forma di denaro non cartaceo. Se si chiedono banconote il sistema va in tilt.

    Per Fabio: direi che il primit è l’unico posto dove potrai avere informazioni più corrette (qui c’è gente che deve imparare le tabelline e vorrebbe insegnare ragioneria). Ad esempio potrei informarti che questo meccanismo di moltiplicazione dei depositi è solo un assunto teorico che in realtà le banche non usano assolutamente. Il vero meccanismo di creazione di denaro tramite prestiti è completamente diverso. Ho fatto uno studio dettagliato (con i risvolti contabili relativi) su come avviene e, se ti interessa lo potrai trovare sul forum del primit col titolo “la riserva frazionaria”.

  52. Fabio Dice:

    X Francesco Contini

    Grazie adesso ho capito come funziona la riserva frazionaria.
    Avrei solo un paio di domande per completare il discorso:

    1)Ho letto che con la riserva frazionaria il sistema bancario tende ad un’espansione multiplica della moneta secondo la formula:
    1-(1-r) dove r=coefficiente di riserva
    non sarebbe meglio se ne beneficiasse lo Stato? non sarebbe meglio che le banche in generale fossero statali?

    2)Perchè lo Stato non emette direttamente le banconote, come gia’ fa con le monete, in modo da intascare totalmente i redditi di Signoraggio? Ho letto che tra il 20% e il 40% di questo reddito va al fondo della Banca D’Italia (gli azionisti si spartiscono solo una somma vicina ai 15000 euro), il resto va al ministero del Tesoro. Ripeto quello che ho detto prima: non sarebbe meglio se la Banca Centrale fosse totalmente dello Stato, come gia’ succede in Francia per esempio?

    Scusate se faccio tutte queste domande ma non sono ancora molto ferrato sull’argomento, e vi assicuro che sono molto piu’ giovane di quello che potete pensare :)

  53. Francesco Contini Dice:

    sono obiezioni ragionevoli. Vediamo.
    1) tutto il reddito che deriva dalla produzione di moneta viene in qualche maniera “tassato al 100%”, nel senso che alla fine è lo Stato, o l’UE, a reincamerare i guadagni.
    2) il problema delle banche statali è stato proposto anche durante l’ultima crisi, con la nazionalizzazione di alcune banche. Il fatto è che un sistema capitalistico si fonda sulla proprietà privata del capitale, e quindi delle banche. L’alternativa sarebbe il comunismo. E’ una questione ideologica e culturale. La mia posizione è che teoricamente sarebbe ottimo un sistema comunista, che però in via pratica fallisce sicuramente, per via di una serie di motivi fondati che, tra l’altro, la storia ha messo in evidenza.
    3) Se lo Stato stampasse direttamente le banconote, il controllo dell’inflazione sarebbe molto difficile, per via della tentazione che potrebbero avere i governi di finanziare a forte debito, senza reale ricchezza da spendere, la spesa corrente o le opere pubbliche.
    4) ti ricordo che nell’UE è la BCE che emette la moneta (di carta), dunque non è vero che in Francia la moneta è emessa dallo Stato. Dopodiché, non conosco abbastanza la legislazione francese per poter rispondere nel merito del conio delle monete.

  54. Mojtaba Dice:

    Fabio anche la banca di Francia ha accantonato a riserva più o meno il 40% dell’utile l’ultimo anno.

  55. Fabio Dice:

    Ringrazio entrambi mi siete stati molto utili, e molto pazienti soprattutto :)
    Credo che approfondiro’ le mie conoscenze sul sistema comunista, vi auguro buon lavoro

  56. Francesco Fata Dice:

    Buon lavoro anche a te Fabio Contini!

  57. L.Longo Dice:

    Fata, la serietà e la professionalità di questo staff va ben oltre il tuo concetto di dibattito. Non provarci nemmeno ad insinuare che abbiamo anche la faccia tosta di commentare gli articoli con nomi diversi… che devo mandarti uno screen con gli ip dei commentatori? Cerchiamo di tenere il dibattito concentrato in materia economica, le chiacchiere so per i miseri…

  58. Francesco Fata Dice:

    Eh eh! materia economica! Perchè? State parlando di economia?

  59. Mojtaba Dice:

    “Ho fatto uno studio dettagliato (con i risvolti contabili relativi) su come avviene e, se ti interessa lo potrai trovare sul forum del primit col titolo “la riserva frazionaria”.”
    Immagino questo studio dettagliato fatto da chi non sa la differenza tra

  60. Mojtaba Dice:

    voci reddituali e partite finanziarie. Una buffonata

  61. Fabio Dice:

    Nessuno si sogna di rubare la tecnica dello sdoppiamento che gia’ usano i signoraggisti come te…(basta leggere come si comportano i Troll e i Signoraggisti, è facile capire che si tratta di figure simili…). Mi è bastato leggere come rispondete voi e come rispondono quelli dello staff del sito per capire la differenza. Si guadagna bene col Primit? solo 120 euro per ogni coglione che abbocca? o poi chiedete altri soldi? certo che almeno una foto del fantomatico Pascucci la potevate anche mettere sul web, almeno quando migliaia di persone truffate da voi e le vostre cazzate, vi cercheranno, sapranno dove andare a battere cassa…tanto avete vita breve perchè in rete gia’ si trovano testimonianze di persone truffate dal Primit, complimenti per l’idea cmq!!

  62. Francesco Fata Dice:

    Uhmmm….sempre più strano….io stavo parlando con Contini…e questo fantomatico Fabio si inalbera…peraltro con puttanate degne dei peggiori fake. La foto di Pascucci c’è sul sito (basta cercare)….oppure puoi sempre andarlo a vedere alle fiere delle verità. Noi ci mettiamo la faccia alle manifestazioni e il nome e cognome sul web, non come voi sempre dietro nick. A ’sto punto mica lo so con chi sto a parlare: Fabio Contini o Francesco contini! Boh!
    Per le 120 €uro di iscrizione….come al solito dite le puttanate ma non leggete statuti o regolamenti. Il versamento è facoltativo e non vincolante ai fini della partecipazione. Le spese che si fanno sono rendicontate on line! Capito coglione?
    Sono sicuro di no!

  63. Mojtaba Dice:

    120 euro pagati in simec? Comunque bastano meno soldi per comprarsi un manuale di ragioneria cosa che non avete mai fatto.

  64. Fabio Dice:

    Lo statuto l’ho letto ma non me ne puo’ fregare di meno idiota!! Ho parlato con persone che hanno fatto parte della tua sporca associazione a delinquere e ne sono scappate!! Siete la feccia d’Italia solo per come trattate le persone, chiunque legga questo articolo spero che lo capisca prima di essere abbindolato da merde come voi!!…siete andati persino a l’Aquila a vendere le vostre false speranze alla gente senzatetto, mi FATE SCHIFO!! siete la feccia d’Italia!! Forse tu parli anche in buona fede perchè non capisci un cazzo di economia, ma il tuo amico Pascucci la verita’ la conosce e tra 5 anni (ma probabilmente molto prima) te lo mettera’ nel didietro anche a te, quella gente non guarda in faccia nessuno… i 120 euro facoltativi? sulla carta forse, chi non paga all’interno del Primit conta meno di zero…spese redicontate online? come le votazioni dici? allora si che dormi sonni tranquilli…ahahahah mi viene solo che da ridere. Cmq hai ragione, dovro’ rileggerlo bene lo statuto perchè mi sembrava di aver letto che il Primit “non aveva scopo di lucro”, pero’ intanto il 5 per 1000 mi pare che se lo intasca lo stesso…

  65. Francesco Fata Dice:

    Mojtaba Dice:
    novembre 10th, 2009 at 14:55
    “Ho fatto uno studio dettagliato (con i risvolti contabili relativi) su come avviene e, se ti interessa lo potrai trovare sul forum del primit col titolo “la riserva frazionaria”.”
    Immagino questo studio dettagliato fatto da chi non sa la differenza tra
    voci reddituali e partite finanziarie. Una buffonata
    ————–
    Tu devi essere uno di quei “commercialisti dei miei stivali” che ha imparato la lezioncina a scuola senza entrare nel merito di quel che studiava! Lo studio che ho fatto è on line http://signoraggio.forumfree.net/?t=35198559 Sarebbe troppo lungo postarlo qui e sarebbe anche visualizzato male.
    Invece di dire puttanate, studialo, contesta nel merito e poi ne riparliamo. Che buffoni!

  66. Mojtaba Dice:

    “Tu devi essere uno di quei “commercialisti dei miei stivali” che ha imparato la lezioncina a scuola senza entrare nel merito di quel che studiava! ”
    Certo tutti deficenti gli altri, meglio tu che non hai la più pallida idea di cosa sia la contabilità, a partire dai movimenti contabili che ti inventi dal nulla, li si che moltiplichi i redditi.

  67. Mojtaba Dice:

    “Invece di dire puttanate, studialo, contesta nel merito e poi ne riparliamo. Che buffoni!”
    Contestare nel merito? Con uno che crede che le garanzie vadano apposte nello stato patrimoniale che discussione nel merito occorre fare? Discussione sulle favole?

  68. Francesco Fata Dice:

    Tu devi entrare nel merito quando fai le contestazioni! Non basta una frasetta da deficiente. poi vediamo chi la sa di più la contabilità. Specie quella bancaria poi, che tu non sai neanche dove sta di casa! gli ignoranti sparano le frasette da deficienti per screditare!

  69. Mojtaba Dice:

    “Tu devi entrare nel merito quando fai le contestazioni! Non basta una frasetta da deficiente. poi vediamo chi la sa di più la contabilità. Specie quella bancaria poi, che tu non sai neanche dove sta di casa! gli ignoranti sparano le frasette da deficienti per screditare!”
    Classica frase da fanatico. Tu non sai nemmeno cos’è la contabilità, una scrittura tipo questa “Crediti verso Banca centrale (Attivo) a Titoli di debito garantiti (passivo) € 100.000″ fa scompisciare dalle risate pure un bambino di prima ragioneria (movimento finanziario in dare e un apparente conto d’ordine in avere roba da matti).

  70. Francesco Fata Dice:

    Mojtaba Dice:
    novembre 11th, 2009 at 17:41
    Tu non sai nemmeno cos’è la contabilità, una scrittura tipo questa “Crediti verso Banca centrale (Attivo) a Titoli di debito garantiti (passivo) € 100.000″ fa scompisciare dalle risate pure un bambino di prima ragioneria (movimento finanziario in dare e un apparente conto d’ordine in avere roba da matti).
    ———–
    Meno male che cominci a entrare nel merito, così mi fai capire la tua ignoranza!
    “Un apparente conto d’ordine in passivo”? Quindi, se è “apparente” potrebbe “non” essere un conto d’ordine? Ti contraddici da solo? Da dove riconosci che è un conto d’ordine? Dalla parola “garantiti”? Minchia come sei messo! I titoli di debito di quella voce (se hai letto bene il mio studio…ma dubito che l’hai fatto vista la contestazione) sono cambiali passive. E’ ti risulta che le cambiali vengono messe tra i conti d’ordine? Meno male che ti firmi con un nick altrimenti quanti clienti perderesti con le tue concezioni di contabilità? Le cambiali passive presentate alla banca centrale sono supportate da una garanzia (quella dei clienti) ma sono sempre cambiali e quindi vengono appostate al passivo della Stato Patrimoniale e non dei conti d’ordine. Ma vai a studiarla la contabilità bancaria buffone!

  71. Fabio Dice:

    Francesco Fata ha fatto un vero studio dettagliato sulla riserva frazionaria…
    “se Tizio versa 1.000 euro nella sua banca, la sua banca tratterrà 20 euro in riserva e presterà 980 euro a Caio. Caio verserà 980 euro in un’altra banca e questa, dopo aver trattenuto 19,60 euro, presterà a Sempronio 961,40 euro. Proseguendo così, si giungerà a prestare 50.000 euro dal deposito di 1.000.”
    Poteva essere ancora piu’ dettagliato pero’: la banca iniziale segna che entrano 1000 euro, ne mette 20 in riserva e fino a qui ci siamo, ma quando presta i soldi a Caio segna “uscita 980 euro” questo non lo dici?
    quando Caio li porta all’altra banca, l’altra banca segna in “entrata 980 euro”, è difficile da capire?
    LA BANCA INIZIALE DIVENTA CREDITRICE DELL’ALTRA BANCA, tutte le banche a fine giornata fanno i conti tra crediti e debiti, conti che sono controllati dalla Banca D’Italia (è la sua funzione). Quindi i soldi non sono creati “dal nulla” come tu dici…eppure siete i PROMOTORI, lo dite sempre che la moneta è un debito, questo ragionamento infatti conferma quello che affermate, quando Caio porta i soldi all’altra banca gli sta portando un debito. I soldi che girano quindi sono sempre quelli del povero Tizio, che infatti se andasse a richiederli subito, dovrebbe aspettare qualche giorno per riaverli perchè sono stati utilizzati, ma la riserva frazionaria non è stata inventata a cazzo, il vantaggio infatti è che se andasse in banca a richiedere un nuovo prestito dovrebbe aspettare molto meno per averlo, rispetto a quando la riserva frazionaria non esisteva. Questo ha portato molta velocita’ nelle operazioni non è un caso che Paul Samuelson c’ha preso un Nobel per averla inventata…è cosi’ difficile da capire? o vuoi farti truffare altri soldi dal Primit prima di capirlo? scegli tu…

  72. Francesco Fata Dice:

    Senti Fabio, prima di postare ’ste cose ti invito a leggere per bene il mio studio. La stanza di compensazione l’ho spiegata per bene come funziona. Come? dici che non sei un esperto nè un economista e poi “prontamente” replichi a quello che dico con uno sproloquio senza capo nè coda? Da qui infatti si capisce che non sei esperto nè economista!
    Ah! Samuelson avrebbe “inventato” la riserva frazionaria? Tu si che mi fai scompisciare! Quando l’avrebbe inventata? Ai tempi degli orafi e delle note banco lui già era vivente? Minchia come è vecchio!

  73. Mojtaba Dice:

    ““Un apparente conto d’ordine in passivo”? Quindi, se è “apparente” potrebbe “non” essere un conto d’ordine? Ti contraddici da solo? Da dove riconosci che è un conto d’ordine? Dalla parola “garantiti”? Minchia come sei messo!”
    Presumo dato che scrivi voci che non esistono, la più vicina è titoli di credito in garanzia o in pegno ed è un conto d’ordine, ma come vedi con infermi di mente come te è difficile capire ciò che ti passa per la testa.

    “I titoli di debito di quella voce (se hai letto bene il mio studio…ma dubito che l’hai fatto vista la contestazione) sono cambiali passive.”
    Le cambiali passive in contabilità hanno la loro voce ovvero “cambiali passive” non si usa la parola titoli con i titoli di credito in senso stretto, la voce titoli in contabilità la si usa per le obbligazioni o meglio per i titoli di stato, “titoli di debito garantiti” invce non vuol dire una sega.

    “Le cambiali passive presentate alla banca centrale sono supportate da una garanzia (quella dei clienti) ma sono sempre cambiali e quindi vengono appostate al passivo della Stato Patrimoniale e non dei conti d’ordine. Ma vai a studiarla la contabilità bancaria buffone!”
    Non sono cambiali sono finanziamenti della banca centrale. Ovvero conti corrente passivi verso la banca centrale che chiudono il debito verso l’altra banca commerciale quando la banca ha necessità di liquidità, debitii che vanno saldati, nessun reddito o meglio sono costi aggiuntivi dato che l’apertura di credito da parte della banca centrale è classificabile come una richiesta attivata dalle controparti pertanto ha un tasso di interesse (costo per la banca commerciale) superiore al tasso praticato sulle operazioni di rifinanziamento.

  74. Mojtaba Dice:

    “Poteva essere ancora piu’ dettagliato pero’: la banca iniziale segna che entrano 1000 euro, ne mette 20 in riserva e fino a qui ci siamo, ma quando presta i soldi a Caio segna “uscita 980 euro” questo non lo dici?
    quando Caio li porta all’altra banca, l’altra banca segna in “entrata 980 euro”, è difficile da capire?”
    No Fabio nel mondo bacato di Fata quando Caio paga il fornitore con 980, alla banca rimangono 1000 a riserva e 980 di credito con un debito di soli 1000 dato dai depositi, ovvero ci sono 980 di reddito nascosto. Il mistero dei buffoni.

  75. Mojtaba Dice:

    ““Un apparente conto d’ordine in passivo”? Quindi, se è “apparente” potrebbe “non” essere un conto d’ordine? Ti contraddici da solo? Da dove riconosci che è un conto d’ordine? Dalla parola “garantiti”?”
    Dato che ti inventi conti inesistenti devo andare per somiglianza, ho preso come similitudine “titoli in garanzia o titoli in pegno” che sono conti d’ordine.
    “Minchia come sei messo! I titoli di debito di quella voce (se hai letto bene il mio studio…ma dubito che l’hai fatto vista la contestazione) sono cambiali passive.”
    Come sei messo tu, cambiali passive in contabilità ha il suo conto “cambiali passive”. Giuridicamente sono titoli di credito in senso stretto ma come gli assegni in contabilità la loro voce non è mai “titoli” dato che come titoli si intendono o le obbligazioni o meglio i titoli di stato.
    Poi titoli di debito garantiti come conto non vuol dire una sega.

    “Le cambiali passive presentate alla banca centrale sono supportate da una garanzia (quella dei clienti) ma sono sempre cambiali e quindi vengono appostate al passivo della Stato Patrimoniale e non dei conti d’ordine. Ma vai a studiarla la contabilità bancaria buffone!”
    Ma quali cambiali? Si tratta di un finanziamento della banca centrale nei confronti della banca commerciale. Ovvero viene chiuso il debito della banca A nei confronti della banca B e viene aperto il debito della banca A verso la banca centrale a seconda dell’ammontare del finanziamento per le liquidità di cassa.

  76. Francesco Fata Dice:

    C.V.D.
    I “commercialisti dei miei stivali” studiano la lezioncina a memoria a scuola e poi…sono scandalizzati da un nome leggermente diverso di un conto di bilancio rispetto a come se lo immaginavano!
    Come quei bambini che ti dicono “papà, questa e una mela, vero?” …”no, assomiglia ma e una pesca!” ….”nooooo, papà ….è una melaaaa!”….”vabbè…è una mela!”
    Allora ecco papà che vi imbocca:
    andate al cap. 6.2.2 del regol.di attuazione delle politiche monetaria dell’area auro (mo’ vi do un’altro link che sennò non lo ritrovate) http://www.ecb.int/pub/pdf/other/gendoc2008it.pdf
    alla pagina 40 (quaranta mi raccomando) al paragrafo “STRUMENTI DI DEBITO NON NEGOZIABILI GARANTITI DA MUTUI IPOTECARI” al sottoparagrafo “Tipo di attività” si legge : Deve essere uno strumento di debito (cambiale o paghero cambiario) garantito da un insieme di mutui ipotecari su immobili residenziali…..”

    Quindi caro Mojtaba dei miei stivali te lo dico ancora una volta:
    SONO CAMBIALI PASSIVE e vanno nel passivo dello Stato Patrimoniale.
    Chiamali come vuoi ma tant’è

    Mo’ vi ho dato la pappa pronta, ma se non cominciate a svegliarvi!

  77. Francesco Fata Dice:

    Avete finito di ingoiare il primo cucchiaio?
    Bene! Andiamo col secondo:

    In un bilancio non potrete MAI riuscire a vedere tutto quello che c’è da vedere riguardo alle operazioni societarie e come sono state contabilizzate. Per capire dovete “ragionare”. Lo so che è difficile per voi ma ci dovete provare!
    Se in un bilancio bancario non trovate la voce “cambiali passive” non vuol dire che non vengono emesse (con la sottostante garenzia dei clienti) e cedute alla B.C. a fronte di un rifinanziamento.
    Vuol dire che vengono emesse ma vengono chiamate in bilancio con un nome diverso! I titoli di cui parlo (che sono in sostanza cambiali passive lo ripeto) vengono nel gergo chiamate MBS (Mortgage Backed Securities) la cui definizione è “Titoli garantiti da un insieme di prestiti ipotecari. Essi derivano da un processo di securization, processo che trasforma i debiti ipotecari in titoli negoziabili sui mercati”.
    Se poi, un regolamento della BCE mi dice che l’unico criterio di “idoneità” accettato in queste operazioni è una cambiale o pagherò cambiario garantito, non posso che dedurre che questi rifinanziamenti vengono effettuati grazie a cambiali garantite…ma garantite da cosa? Dalla banca col proprio capitale? Manco per niente….garantite dai clienti stessi! In sostanza il cliente cede la propria casa (che è “denaro” sotto forma di mattone (mettiamola così) e riceve in cambio cosa? bit di un computer “creati dal nulla” in questo caso dalla banca centrale che li trasferisce alla banca commerciale che li trasferisce al cliente. Altro che intermediazione bancaria!

  78. Mojtaba Dice:

    “andate al cap. 6.2.2 del regol.di attuazione delle politiche monetaria dell’area auro (mo’ vi do un’altro link che sennò non lo ritrovate) http://www.ecb.int/pub/pdf/other/gendoc2008it.pdf
    alla pagina 40 (quaranta mi raccomando) al paragrafo “STRUMENTI DI DEBITO NON NEGOZIABILI GARANTITI DA MUTUI IPOTECARI” al sottoparagrafo “Tipo di attività” si legge : Deve essere uno strumento di debito (cambiale o paghero cambiario) garantito da un insieme di mutui ipotecari su immobili residenziali…..””
    Si hai ragione per questo tipo di operazioni che comprendono come garanzia i mutui riconoscono solo le cambiali. Poco cambia è un debito della banca A verso la banca centrale compensato dalla cancellazione del debito verso la banca B.

  79. Mojtaba Dice:

    “Manco per niente….garantite dai clienti stessi! In sostanza il cliente cede la propria casa (che è “denaro” sotto forma di mattone (mettiamola così) e riceve in cambio cosa? bit di un computer “creati dal nulla” in questo caso dalla banca centrale che li trasferisce alla banca commerciale che li trasferisce al cliente. Altro che intermediazione bancaria!”
    Il cliente non cede proprio un cavolo, anzi acquista una casa che senza i bit come li chiami tu non potrebbe comprare.
    Secondo se a tuo avviso per ogni mutuo la banca chiede i soldi alla banca centrale allora nei bilanci bancari sul bilancio nelle passività per ogni euro di deposito dei correntisti avremmo 100 di esposizione nei confronti della banca centrale, in realtà l’esposizione verso la banca centrale è minima paragonata ai depositi.
    Questo vuol dire che gli scoperti verso la BC sono limitati e come dice il regolamento che tu stesso hai linkato vanno saldati il giorno successivo.

  80. abc Dice:

    Ero in dubbio se pubblicare o meno questo post poichè non aggiunge nulla allo specifico, ma avendo letto altri articoli su questo sito mi sono fatto un’idea abbastanza precisa su chi siano i venditori di fuffa qui dentro (cito da altro articolo).

    Già dalle prime righe non ero molto d’accordo su quanto scritto da L.Longo (prechè non mettete il vostro nome? avete paura delle vostre stesse idee o posizioni), anzi praticamente per nulla. Leggendo poi i vari commenti a difesa dello stesso con inserimento di terzi presunti (fabio) mi sono reso conto che siete un contenitore di aria fritta.

    Mi dispiace solamente aver perso tutto questo tempo per leggervi, ma prima di esprimere la mia opinione volevo essere sicuro di quello che scrivevo leggendomi anche altre parti di questo sito. Per nostra fortuna esistono siti che fanno quello che voi dite di fare in maniera corretta come per esempio attivissimo.net e lo citate pure, ma con il quale però non avete proprio nulla da spartire.

    Risparmiatevi risposte a questo post, in quanto questa è solamente la mia personale opinione sul vostro “lavoro”. Ho usato un nome di pura fantasia proprio per questo motivo e poiché questo è il vostro stesso sistema (nascondervi dietro i nick). Non intendo più interagire con voi in maniera alcuna.

    Ah … e per la precisione … L’articolo del New York Times del quale si fa menzione in una delle risposte di Francesco Fata (uno dei pochi che ci mette la faccia e non si nasconde dietro un nick) è reale http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?_r=1&res=990DE1DB1539E133A25757C0A9649D946095D6CF
    le vostre posizioni forse un po meno … ma questa è sempre la mia opinione.

  81. Mojtaba Dice:

    “I titoli di cui parlo (che sono in sostanza cambiali passive lo ripeto) vengono nel gergo chiamate MBS (Mortgage Backed Securities) la cui definizione è “Titoli garantiti da un insieme di prestiti ipotecari.”
    Meno male che in ciò che hai linkato c’è scritto che non sono strumenti negoziabili. Pazienza.

  82. Francesco Fata Dice:

    Vedo che vi è passata la favella! Mi fa piacere, vuol dire che state studiando!
    Andiamo col terzo boccone (piano piano sennò vi strozzate):
    Spero sia chiaro che la voce “titoli di debito” è assolutamente leggittima anche se le voci comunemente usate sono “passivita finanziarie per la negoziazione” oppure “passività finanziarie valutate al fair value”.
    All’interno di queste voci, possono figurare tutte le passività finanziarie “QUALUNQUE SIA LA LORO FORMA TECNICA (TITOLI DI DEBITO, FINANZIAMENTI ECC.) come espressamente citato dalla banca d’italia qui http://www.bancaditalia.it/vigilanza/banche/normativa/disposizioni/bilban/IL_BILANCIO_BANCARIO.pdf al capitolo 2.2 (voci 40 e 50).
    Quindi caro Mojtaba, la voce Titoli di debito la puoi chiamare in vari modi ma il risultato è sempre quello:
    Il cliente di una banca si autopresta il denaro cedendo la propria casa che è già denaro sotto forma di mattone. Il problema qual è? E’ l’interesse. Non avendolo in tasca da restituire oltre a tutto il capitale, egli dovrà andarlo a “reperire” altrove, sul mercato, commerciando o lavorando o rubando. Se avesse la sfortuna di non lavorare commerciare o rubare, già il primo anno si troverebbe nella condizione di non poter restituire capitale + interesse e perderebbe un bene reale “ceduto” in cambio di un bene “stampato dal nulla”.
    Quindi io (cittadino) proprietario della (mia) casa dovrei emettere un titolo di pagamento (senza fare alcun debito) visto che porto a garanzia la mia casa.
    Tu (banca) non dovresti emettere nessun titolo di pagamento (facendomi fare un debito) visto che non hai niente da portare in garanzia.
    Se lo volete capire, bene, sennò continuate a postare puttanate!

  83. Mojtaba Dice:

    “Spero sia chiaro che la voce “titoli di debito” è assolutamente leggittima anche se le voci comunemente usate sono “passivita finanziarie per la negoziazione” oppure “passività finanziarie valutate al fair value”.”
    La voce passività finanziaria è molto più ampia della voce titoli di debito, la voce titoli in contabilità non comprende le cambiali.

    “Il cliente di una banca si autopresta il denaro cedendo la propria casa che è già denaro sotto forma di mattone. ”
    Certo si autopresta con che soldi? Non ha senso se ha già i soldi non deve chiedere un prestito se lo chiede vuol dire che i soldi non li ha. Pure io se compro una ferrari senza avere una lira e facendomeli prestare da un parente me li autopresto? Infondo i soldi sono già compresi nella ferrari, peccato che per averli dovrei liberarmi del bene invece utilizzarlo ha un costo.

    “Non avendolo in tasca da restituire oltre a tutto il capitale, egli dovrà andarlo a “reperire” altrove, sul mercato, commerciando o lavorando o rubando. Se avesse la sfortuna di non lavorare commerciare o rubare, già il primo anno si troverebbe nella condizione di non poter restituire capitale + interesse e perderebbe un bene reale “ceduto” in cambio di un bene “stampato dal nulla”.”
    Gli italiani anzi la totale popolazione mondiale è totalmente rincoglionita a tuo avviso. Quando stipulerebbero un mutuo ipotecherebbero i loro beni in cambio di un “nulla”. Peccato che ti manca qualche passaggio. Senza il tuo “bene stampato dal nulla”, il bene reale non verrebbe mai acquistato. E possedere e usufruire del bene con il rischio di perderlo qualora non avesse un reddito sufficiente a rimborsare il debito ha un’utilità superiore rispetto a non averlo affatto, se no non avrebbe stipulato il mutuo.

    “Quindi io (cittadino) proprietario della (mia) casa dovrei emettere un titolo di pagamento (senza fare alcun debito) visto che porto a garanzia la mia casa.”
    Senz’altro guarda vai da un proprietario che vuole vendere l’immobile non so a 200.000 euro. Fagli questa proposta, trasferimento della proprietà con atto notarile in cambio di un foglietto con scritto “pagabili a vista 200.000 euro da parte di Francesco Fata” e offrigli la casa in garanzia.
    Risparmieresti interessi, intermediazioni…
    Secondo me ti sputa in faccia.

  84. Mojtaba Dice:

    Abc

    “Per nostra fortuna esistono siti che fanno quello che voi dite di fare in maniera corretta come per esempio attivissimo.net e lo citate pure, ma con il quale però non avete proprio nulla da spartire.”
    Attivissimo considera il signoraggio una bufala alla stregua delle scie chimiche http://attivissimo.blogspot.com/2009/05/signoraggio-chi-blatera-di-diritti-e-il.html pertanto hai perso un’occasione per stare zitto.

  85. Francesco Fata Dice:

    Mojtaba Dice:
    novembre 12th, 2009 at 22:40
    “Spero sia chiaro che la voce “titoli di debito” è assolutamente leggittima anche se le voci comunemente usate sono “passivita finanziarie per la negoziazione” oppure “passività finanziarie valutate al fair value”.”
    La voce passività finanziaria è molto più ampia della voce titoli di debito, la voce titoli in contabilità non comprende le cambiali.
    ————-
    Vedo che fai finta di non capire o sei un coglione. Cmq sono puttanate contabili che non incidono sulla sostanza. Ripeto “sono chiamate passività finanziarie ma sono cambiali perchè il regolamento prevede solo cambiali”.
    ————-
    “Il cliente di una banca si autopresta il denaro cedendo la propria casa che è già denaro sotto forma di mattone. ”
    Certo si autopresta con che soldi? Non ha senso se ha già i soldi non deve chiedere un prestito se lo chiede vuol dire che i soldi non li ha. Pure io se compro una ferrari senza avere una lira e facendomeli prestare da un parente me li autopresto? Infondo i soldi sono già compresi nella ferrari, peccato che per averli dovrei liberarmi del bene invece utilizzarlo ha un costo.
    —————
    Vedo che fai finta di non capire o sei un coglione.
    il discorso è generale e non particolare: Se io vado in banca a chiedere soldi (non per comprare una casa ma per fare altro) e porto in garanzia la mia casa (che è già mia e di nessun altro) mi dici con quale diritto io (io) non posso emettere lo strumento di pagamento (denaro) che non è altro che la rappresentazione di quel bene che porto in garanzia? E perchè questo diritto ce l’ha la banca (che non porta nessun bene in garanzia) di emettere quel cazzo di strumento di pagamento e prestarmelo per poi rivolerlo indietro con in più gli interessi?
    ————–

    “Quindi io (cittadino) proprietario della (mia) casa dovrei emettere un titolo di pagamento (senza fare alcun debito) visto che porto a garanzia la mia casa.”
    Senz’altro guarda vai da un proprietario che vuole vendere l’immobile non so a 200.000 euro. Fagli questa proposta, trasferimento della proprietà con atto notarile in cambio di un foglietto con scritto “pagabili a vista 200.000 euro da parte di Francesco Fata” e offrigli la casa in garanzia.
    Risparmieresti interessi, intermediazioni…
    Secondo me ti sputa in faccia.
    —————
    Secondo me tu non fai finta di non capire! Tu sei proprio un coglione!

  86. Mojtaba Dice:

    “Vedo che fai finta di non capire o sei un coglione.
    il discorso è generale e non particolare: Se io vado in banca a chiedere soldi (non per comprare una casa ma per fare altro) e porto in garanzia la mia casa (che è già mia e di nessun altro) mi dici con quale diritto io (io) non posso emettere lo strumento di pagamento (denaro) che non è altro che la rappresentazione di quel bene che porto in garanzia? E perchè questo diritto ce l’ha la banca (che non porta nessun bene in garanzia) di emettere quel cazzo di strumento di pagamento e prestarmelo per poi rivolerlo indietro con in più gli interessi?”
    Il coglione sei tu. Fai la stessa operazione con un privato che ha liquidità a disposizione e vediamo se ti presta i soldi a tasso di interesse nullo, ti rispondo io ti sputa in faccia.
    Tu non cedi la proprietà dell’abitazione che rimane tua, se l’immobile cresce valore il creditore non ne ha la disponibilità non può venderlo, può rivalersi sulla proprietà solo quando tu diventassi insolvente e solo nei limiti del credito impagato.
    Pertanto la garanzia sull’immobile non è l’equivalente monetario del valore dell’immobile e non è un mezzo di pagamento equivalente. Oppure fai le spese che devi fare e al posto di pagare i fornitori prova a proporgli la stessa cifra tra X anni. Non centra se metti l’immobile come garanzia i creditori non accetteranno mai.
    Se non l’accettano i privati come mai la banca dovrebbe fare altrettanto?

  87. Mojtaba Dice:

    “Ripeto “sono chiamate passività finanziarie ma sono cambiali perchè il regolamento prevede solo cambiali”
    Le cambiali il regolamento le prevede solo come promessa di pagamento quando a garanzia vengono posti crediti da mutui su immobili residenziali.
    Se a garanzia vengono posti titoli non c’è scritto da nessuna parte che le promesse sono cambiali.

  88. Francesco Fata Dice:

    Mojtaba Dice:
    novembre 13th, 2009 at 15:10
    “Ripeto “sono chiamate passività finanziarie ma sono cambiali perchè il regolamento prevede solo cambiali”
    Le cambiali il regolamento le prevede solo come promessa di pagamento quando a garanzia vengono posti crediti da mutui su immobili residenziali.
    Se a garanzia vengono posti titoli non c’è scritto da nessuna parte che le promesse sono cambiali.
    ————–
    Prima di congedarmi da questo blog voglio solo far capire la differenza di impostazione tra il “mio” modo di spiegare le cose (sempre chiaro nell’esposizione e supportato da documenti) e il “tuo” che, oltre ad essere spesso illegibile dal punto di vista della sintassi, è oltremodo privo di qualsiasi dimostrazione documentale.
    Quest’ultimo tuo post ne è la dimostrazione:
    Il fatto che a garanzia vengano posti dei titoli te lo sei inventato di sana pianta. Io ti dimostro con i documenti che vengono accettati solo cambiali con sotto una ipoteca e tu ti “inventi” che invece vengono presentati titoli (chissà poi di che tipo!). La banca centrale vuole roba seria (beni) no noccioline! infatti al punto 6.2.2 del predetto regolamento, l’altro tipo di attività presentabile è dato dai “CREDITI”, ma se leggi bene sono accettati solo crediti “pesanti” non quelli fatti di aria fritta. infatti non rientrano tra i crediti accettati ad es. gli scoperti di c/c o le lettere di credito “che di per sè non costituiscono un credito” (figurati, tra di loro ammettono che uno scoperto di c/c non è un vero credito! poi però da te li rivogliono i soldi! Ah ah che spasso!).
    L’altra attività idonea è la cambiale. punto.
    Tu ti stai inventando quello che dici. E non penso neanche che tu sia un commercialista perchè certi strafalcioni non li avresti fatti. Devi essere un impiegatuccio di banca che a tempo perso cerca di difendere lo schiavista che lo tiene per le palle.
    Non interverrò più in questo blog. Penso che chi avrà voluto capire avrà capito. Documentatevi e studiate il signoraggio. Gli strumenti ci sono.

  89. Mojtaba Dice:

    Inventato di sana pianta? Ma sai leggere i documenti che posti?
    Cap. 6 intitolato “Attività idonee” ovvero attività sottostanti usati nelle operazione di politica monetaria. Come possono essere utilizzati questi sottostanti? Lo dice nel paragrafo o mediante cessione definitiva, o temporanea (ovvero operazione pronti contro termine) o mediante affidamento in pegno o garanzia contro finanziamenti.
    Quali sono questi sottostanti? li elenca nei paragrafi successivi o attività negoziabili (e ci sono i titoli che rispettano i requisiti di affidabilità) o attività non negoziabili che divide in crediti non negoziabili (secondo regole di sicurezza che precisa nel paragrafo) oppure i DGMR che sono quelle cambiali bancarie garantite da mutui residenziali.
    Come vedi non mi invento nulla se tu non ci arrivi è non è un problema mio.
    Infondo chi considera un pegno o una ipoteca l’equivalente in termini di pagamento del valore monetario del bene dato in garanzia ha ben altri problemi di comprensione.
    Fai bene a scappare dato che sei stato smerdato.

  90. Mojtaba Dice:

    “infatti non rientrano tra i crediti accettati ad es. gli scoperti di c/c o le lettere di credito “che di per sè non costituiscono un credito” (figurati, tra di loro ammettono che uno scoperto di c/c non è un vero credito! poi però da te li rivogliono i soldi! Ah ah che spasso!).”
    Chiedono garanzie solide, se non l’accettano come garanzia su un finanziamento o come contratto di cessione di credito non vuol dire che la banca rinunci al credito.

  91. Francesco Contini Dice:

    Alessandro, non ci interessano gli attacchi personali ad utenti che hanno commentato, siano essi veri o falsi. Il tuo commento non sarà pubblicato.

  92. Politicante Dice:

    L’artico che tratta del tema del signoraggio è falso.
    Fa uso di terminologia bancaria, economica e matematica per fuorviare la comprensione del lettore.
    Invito chi ha redatto l’articolo ad informarsi con accuratezza e ad verificare le proprie fonti.
    Beppe Grillo, Di Pietro, Tremonti, De Magistris ecc trattano del tema come complotto e pensare che abbiano frainteso l’argomento è peccare di superbia.
    Probabilmente raccontate amenità con lo scopo di difendere i vostri interessi e questo è comprensibile, ma professare di aver la verità in mano è ignobile.
    Rivedete i vostri principi d’informazione e se non siete in grado di modificarli cambiate mestiere perchè fare i giornalisti non fa per voi!

  93. Swan Rigolo Dice:

    Ci sono fonti attendibili che spiegano cos’è il signoraggio. Il signoraggio, scrive la Banca d’Italia è…

    Questo è l’incipit dell’articolo del Sig. Longo.
    Le fonti attendibili sarebbero le notizie che fornisce la Banca d’Italia?
    Ma cosa intende Lei per informazione?
    L’intero articolo è basato su affermazioni e premesse del tutto false.
    Le BC PRESTANO i soldi allo Stato applicandovi sopra un’interesse (2%-3%). Da qui la creazione di moneta(insieme al “sistema di riserva frazionaria”), dove il denaro=debito.
    Lo Stato con l’emissione dei titoli di debito pubblico “promette” di restituire i soldi assieme agli interessi.
    Nasce così il debito pubblico che pagano i cittadini.
    Questa è solo un’estrema sintesi perchè l’articolo dovrebbe essere riscritto per intero dal Sig.Longo, che dimostra scarse competenze in materia e grande confusione ed ignoranza.

    Sig.Longo il suo articolo è disinformazione.

    Cosi facendo, con i suoi articoli Sig.Longo, non fa altro che contribuire ad aumentare la lunga, lunghissima lista di siti spazzatura che affollano il web.

  94. L.Longo Dice:

    Certo, quindi voi fate gli integrali senza aver letto i libri di analisi matematica? :-)
    Che poi non ho detto che “la banca dice… ” siete proprio fuori di testa.
    …bisogna esser proprio duri per non capire che il denaro fisicamente è soltanto convenzionale [cit.]

  95. Swan Rigolo Dice:

    Sig.Longo,

    Lei fa un uso sconsiderato del “potere” mediatico che ha, spacciandosi per grande esperto in materia e confondendo le idee delle persone.

    Per avvalorare le sue fantomatiche e farneticanti idee cita libri di analisi matematica che solo Lei ha letto.

    La invito a riconsiderare la sua posizione di pseudo-giornalista all’interno della redazione di thepopuli.it.
    Ha pure il coraggio di definirsi “Professionista nella gestione dell’informazione online”?

    CAMBI LAVORO!

  96. L.Longo Dice:

    Non sei riuscito a capire il mio ultimo commento di 2 righe, come pretendi di capire l’intero articolo? :-)

    Non hai capito cos’è la gestione dell’informazione online confondendola col giornalismo…
    Swan, sei un pò fuori dal mondo. Ancora non hai detto cos’è che non ti quadra di questo articolo, non rispondi tecnicamente come fanno gli altri ma ti limiti a fare il saputello su una materia che, sicuramente, non conosci affatto.

    Non ti invito a rivedere la tua posizione, ti invito a mostrarmela tecnicamente ed aprirti ad un dibattito dettagliato… sempre se ne sei capace.

  97. Swan Rigolo Dice:

    Caro Sig. Longo,

    Lei afferma che le banche sono pubbliche e vendono i soldi.
    Solo queste 2 affermazioni denotano la sua scarsa preparazione in materia.

    Le banche PRESTANO e non vendono I SOLDI.
    Inoltre sono PRIVATE e non pubbliche.

    “Le quote di partecipazione al suo capitale sono per il 94,33% di proprietà di banche private e assicurazioni, per il 5,67% di enti pubblici (INPS e INAIL)”fonte wikipedia(http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_d%27Italia)

    Come posso confrontarmi con chi non conosce neppure i principi fondamentali e più elementari di questo argomento?

    Probabilemte o non ha capito l’argomento oppure ha degli interessi da difendere, altrimenti questi orrori da premio nobel sono ingiustificati!

  98. L.Longo Dice:

    Swan te, come tutti i signoraggisti non capisci le parole e non leggi gli statuti.
    Hai letto lo statuto della Banca d’Italia?

    Questa viene considerata una società per azioni (spa) in virtù del possesso da parte di banche italiane e straniere delle quote del capitale. La Banca è un istituto di diritto pubblico, come spiegano la legge bancaria del 1936 e dalla legge 262 del 2005 (legge sul risparmio), articolo 19 comma 2 e lo Statuto della Banca (articoli 1, 3, 5, 18, 20, 31 e 42) che invece non parla mai di società per azioni o di altro genere di società prevista dal codice civile. Le sezioni unite della Corte di Cassazione2 hanno ribadito che la Banca d’Italia “non è una società per azioni di diritto privato … bensì un istituto di diritto pubblico, secondo l’espressa indicazione dell’art. 20 del r.d. 12 marzo 1936, n. 375 (di recente ribadita anche dall’art. 19, comma 2, della legge 28 dicembre 2005, n. 262)”. In una normale società per azioni, il proprietario può cedere liberamente le azioni. Non succede nel caso della Banca: i partecipanti al capitale possono cedere le quote di partecipazione (art. 3) solo “su proposta del Direttorio, solo previo consenso del Consiglio superiore”.

    Si potrebbe obiettare che è una spa perché agisce come una spa. Ma una spa funziona secondo le regole previste dal codice civile che ad esempio agli articoli 2325, 2346 e seguenti parla di azioni (art.:“Le quote di partecipazione dei soci -di una spa- sono rappresentate da azioni”). Ma la Banca d’Italia non ha azioni!

    L’articolo 2364 dice che l’assemblea dei soci di una s.p.a. nomina gli amministratori, i sindaci e il presidente del collegio sindacale. La Banca d’Italia non ha un’assemblea dei soci, ma dei partecipanti, che non ha nominato il governatore Draghi né in base all’articolo 2383 del codice civile ha potuto revocare il mandato al governatore Fazio. Che la nomina e la revoca del Governatore non risponda alle regole valide per qualsiasi s.p.a. lo testimonia anche la legge 262 del 2005 che richiede (art.19 comma che occorre un decreto del Presidente della Repubblica. In conclusione, la Banca d’Italia è un istituto di diritto pubblico e non una spa, di cui non possiede alcuna caratteristica.

    I partecipanti al capitale della Banca d’Italia non possiedono reali poteri di nomina o revoca degli amministratori, non possono cedere le quote della Banca liberamente. E’ la regola: nel 1926 J.M.Keynes ha scritto a proposito della Banca d’Inghilterra che è un “caso di istituzione che teoricamente è di proprietà assoluta di alcune persone private” e che “non vi è classe di persone nel Regno quanto i suoi azionisti cui il governatore della Banca d’Inghilterra pensi di meno quando decide circa la sua politica”.

    E’ perciò difficile immaginare un conflitto di interessi tra una Banca e i suoi azionisti privi di potere nella Banca. Ma chi sono i proprietari delle banche? In molti casi i principali azionisti dei gruppi bancari italiani sono fondazioni bancarie, i cui consigli di amministrazione sono nominati dagli enti locali e organizzazioni professionali. Dunque se applicassimo rigorosamente la logica di chi dice che la Banca d’Italia è una spa, dovremmo concludere che le banche non sono private. Ma se le banche non sono private, perché i principali e più influenti azionisti non sono privati, come può la Banca d’Italia essere una banca privata?

  99. Swan Rigolo Dice:

    La retorica con me non funziona Sig.Longo. Si legga “l’arte di ottenere ragione” di Schopenhauer, le tornerà utile!

    Inoltre insiste ad eludere le domande.

    LA BC PRESTA O VENDE I SOLDI?
    a questa affermazione non hai risposto.

    Qui di seguito le invio il LINK delle quote di partecipazione alla Banca d’ITALIA.(che trovi sul sito della banca d’italia stessa)
    http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf

    E come se non bastasse:

    Banca d’Italia, il cui capitale sociale e’ al 98% in mano privata (cfr. “il Sole – 24 Ore” n. 45 di sabato 16 febbraio 2002 – pag. 7)

    Ha ancora coraggio x affermare che la Banca d’Italia non è privata?

    NON SO CHI, DOPO AVER GUARDATO IL LINK sopra citato, POSSA CREDERE ALLE SUE STUPIDAGGINI.

    Chiunque abbia UN MINIMO DI BUON SENSO si arrenderà all’evidenza e riconoscerà le sue patetiche BALLE!

    Sig.Longo Lei si ostina a STUPRARE LA LOGICA, oppure, come ho già detto più volte,fa queste affermazioni distorte perchè deve difendere gli interessi dei suoi amici banchieri.

    Si rassegni. LA verità non può rimanere nascosta ancora a lungo, nonostante ci siano soggetti come lei che fanno gli interessi delle oligarchie.

  100. L.Longo Dice:

    Te lo ripeto per l’ennesima volta:
    I partecipanti al capitale della Banca d’Italia non possiedono reali poteri di nomina o revoca degli amministratori, non possono cedere le quote della Banca liberamente.

    In una normale società per azioni, il proprietario può cedere liberamente le azioni. Non succede nel caso della Banca: i partecipanti al capitale possono cedere le quote di partecipazione (art. 3) solo “su proposta del Direttorio, solo previo consenso del Consiglio superiore”.

    Si potrebbe obiettare che è una spa perché agisce come una spa. Ma una spa funziona secondo le regole previste dal codice civile che ad esempio agli articoli 2325, 2346 e seguenti parla di azioni (art.:“Le quote di partecipazione dei soci -di una spa- sono rappresentate da azioni”). Ma la Banca d’Italia non ha azioni!
    Cavolo mi fai una domanda che fa capire proprio che non hai letto l’articolo. L’hai “sfogliato” come fate tutti voi signoraggisti e poi iniziate a fare domande già ampiamente documentate nel testo del post.

    Brutta la verità eh?
    Vedo che insisti su una cosa ampiamente dimostrata dall’articolo e dai commenti, posso soltanto invitarti a rileggere tutto ciò che ho scritto scendendo dallo scalino in cui sei salito…

  101. L.Longo Dice:

    Swan, non pubblicherò altre tue domande prive di senso. Il motivo è semplice, continui a chiedermi argomenti a cui ho gia dato una risposta con l’articolo ed è inutile che faccio un copia-incolla. Tu e i tuoi amici “signoraggisti” non l’avete neanche letto tutto l’articolo. Fate sempre la stessa strategia banale di chi si aggrappa ovunque pur di non farsi vedere vinto. Non sono accettati neanche link che portano ai vostri forum (signoraggisti anche li).

    Vi ripeto che i commenti sono un “approfondimento” per un articolo. Non sono strumenti per lo spam o per confondere il lettore.

  102. Swan Rigolo Dice:

    AHAHAH!!!! i link di wikipedia e youtube sarebbero di signoraggisti???

    PATETICO!

    L’articolo 19, comma 8, della Legge 28 dicembre 2005, n. 262 (Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari) afferma che la nomina del governatore è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia. Il procedimento si applica anche per la revoca del governatore.

    Pinocchio è più sincero di te!

  103. Swan Rigolo Dice:

    e i link della banca d’italia? quelli non sono signoraggisti vero?

    CHE perdita di tempo!

  104. L.Longo Dice:

    No quelli di youtube sono video seri… pensa che l’autore si chiama Pascucci, il suo CV lo trovi qui: http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Sandro_Pascucci
    Un tipo affidabile, altro che libri di economia vero?

  105. Mojtaba Dice:

    “Le BC PRESTANO i soldi allo Stato”

    Sig. Rigolo le banche centrali europee non possono farlo ai rispettivi stati, ciò è vietato dalla legge.

    “Si rassegni. LA verità non può rimanere nascosta ancora a lungo, nonostante ci siano soggetti come lei che fanno gli interessi delle oligarchie.”
    Ma se per la vostra setta la verità è nascosta da più di 300 anni? Com’è contraddici il tuo padrone?

  106. Mojtaba Dice:

    “Beppe Grillo, Di Pietro, Tremonti, De Magistris ecc trattano del tema come complotto e pensare che abbiano frainteso l’argomento è peccare di superbia.”

    Sig. Politicante ne capisce più la massaia di Voghera di economia che questi signori messi insieme. Inoltre tremonti non parla di complotto del signoraggio.

  107. Lucia Santi Dice:

    Parole,su parole,su parole….che non spiegano niente,anzi…già dai primi paragrafi si comprende il “non senso” di queste delucidazioni.Magari così, chi spera che il signoraggio sia una bufala,dopo quattro righe astruse si stanca di leggere e vi da ragione,solo perchè continuate a scrivere “frottola” di qua e di là!! io stessa,da ignorante di economia, ho notato troppi controsensi su vari argomenti… Ringrazio e faccio i complimenti a Francesco Fata che ha avuto la pazienza di controbattere alle vostre cialtronerie,sperando che chi si fermi a leggere prosegua poi sul suo commento e si renda subito conto di quanto sia invece semplice e lampante la verità.A me non fregava niente di politica,economia o “signoraggio”…ma basta un poco di cervello e senso logico per comprendere certi concetti che voi fate di tutto per rendere troppo complessi ai più.o siete veramente dei coglioni più ignoranti di me e non disposti a capire nemmeno quando le cose vi vengono spiegate in modo elementare,o fate proprio parte dei bastardi…che non so nemmeno definire,visto che da questo sistema anche voi non potete che uscirne perdenti. l’unica cosa esatta del vostro articolo è il titolo:”SIGNORAGGIO VS BUFFONAGGIO”….e voi siete i buffoni!!..qualunque sia il motivo che vi spinge a scrivere certe cazzate!

  108. Lucia Santi Dice:

    Poi ho provato a seguire i link,perchè io vorrei veramente capire cosa è vero,cosa no,a chi affidarci,a chi credere….e mi ritrovo in una cazzo di pagina piena di prese in giro verso altri…questa è la vostra informazione,queste le vostre fonti??? VERGOGNA!!!non si lavora così.spero di non ritrovarmi più a leggere niente di vostro,perchè l’ho già catalogato in “stupido” e “fuorviante”.ognuno ha libertà di pensare ciò che vuole e il diritto di esporre le sue idee agli altri,anche per insegnare qualcosa o comunque aprire la mente ad altre prospettive… Ma voi cercate solamente di pilotare i pensieri e le idee delle persone verso quello che ritenete verità,ma non avete l’apertura mentale e l’umiltà umana per comprendere quale essa sia.e non potete permettervi di giudicare nessuno,tantomeno chi usa il cervello,diversamente da voi!, e crede a quello a cui è arrivato ragionando.poi che sia sbagliato,fatti suoi,ma voi fate una propaganda malevola e crudele e probabilmente non vi fermate mai a guardarvi allo specchio…a capire cosa siete!

  109. Swan Rigolo Dice:

    Mojtaba inizia a trovarti un lavoro! Provo tanta pena e compassione per quelli come te.

    Vi dò un consiglio da “amico”:

    ANDATE A SPIGARE. Penso sia l’unico compito che siete in grado di portare a termine decentemente(forse), l’informazione lasciatela fare a chi ne è capace!

  110. Wiky66 Dice:

    … questo sito è disinformazione allo stato puro! … mi associo a quanto detto da abc … aggingo … andate a rubare che fate prima!

  111. Daniele Dice:

    Scusate… non sono sufficientemente preparato in materie economiche, ma, da lettore non preparato, comprendo perfettamente la parte relativa alle “frottole” sul signoraggio, forse perché è scritta in modo estremamente chiaro, mentre il seguito, sulla “verità” del signoraggio, mi è per la maggior parte incomprensibile, la spiegazione è molto ellittica, magari è scritto in modo poco chiaro, insomma: se questo pezzo avrebbe voluto essere divulgativo, allora c’è qualcosa che non va…

  112. alex Dice:

    Buongiorno, La prego se possibile di inviare una risposta anche nella mio indirizzo di posta che non viene pubblicato.

    Vi sono dei punti su cui non concordo:

    IL PRIMO PUNTO

    1.Ipotizziamo per semplicità che abbiamo solo la banca centrale ed una banca ordinaria; ipotizziamo che non esista il computer e che tutto deve essere fatto manualmente:

    La banca ordinaria da titoli e riceve moneta

    La registrazione è la seguente c/o la banca centrale:

    titoli a moneta

    La banca centrale ritira fisicamente i titoli, stampa il denaro e lo consegna fisicamente alla banca ordinaria.

    alla scadenza dei titoli la banca ordinaria da la moneta e si riprende i titoli

    La registrazione è la seguente per la banca centrale:

    moneta a titoli

    PER FORZA E DICO PER FORZA LA BANCA CENTRALE DEVE DISTRUGGERE LA MONETA FISICA, ALTRIMENTI SI AVREBBE LA SITUAZIONE IN CUI PATRIMONIALMENTE NON HO NIENTE DI MONETA (DARE E AVERE SI ANNULLANO) MA FISICAMENTE HO LA MONETA IN MANO, PERCHE SE IO NON CONTROLLO O NON HO POTERI DI CONTROLLARE, LA BANCA CENTRALE (DI PRIVATI) POTREBBE TEORICAMENTE UTILIZZARE TALE MONETA (IN CORSO LEGALE E FORZOSO) PER COMPRARE AD ESEMPIO APPARTAMENTI, MA A MAGGIORE RAGIONE PER COMPRARE ORO.
    L’ORO DIVENTEREBBE UN’ATTIVITA’ COMPRATA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE IN BASE AL SIGNORAGGIO…

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