Danni neuropatologici morfologicamente irreversibili: E ora?
La notizia è semplice.
“Dopo cinque mesi la perizia è pronta. Mette d’accordo tutti: i neurologi incaricati Fabrizio Tagliavini, primario al Carlo Besta di Milano, e Raffaele De Caro, docente all’Università di Padova; i periti di parte, Stefano Pizzolitto e Felice Giangaspero; così come gli esperti della Procura friulana guidati da Carlo Moreschi. La relazione finale sarà consegnata in questi giorni al procuratore capo Antonio Biancardi. Ma l’ultimo incontro a Padova ha scandagliato tutto: lesioni, atrofie, danni al talamo, al corpo calloso, ai due emisferi. Una miriade di paroloni medico-legali che confermano una semplice e drammatica verità: “I danni neuropatologici osservati sono morfologicamente irreversibili”, rivela a ‘L’espresso’ chi quegli esami li ha condotti e studiati. Vuol dire che quel cervello non poteva guarire. E che Eluana non poteva riemergere dal suo stato vegetale […]”
Tommaso Cerno su L’Espresso, intitola ‘Eluana, la verità’ il 12 novembre 2009.
Di Eluana Englaro si è detto e scritto di tutto. Ci si è avvalsi di simboli, si sono costruite tesi, sostenute ideologie, combattuto battaglie legali, mediche, politiche, morali.
Del testamento biologico si è iniziato a dire e scrivere di recente. Si sono ventilate ipotesi, tentati ragionamenti entro l’attuale non regolamentazione poi sul c.d. DDL Calabrò che regolamentando (negli intenti ancora non attuativi evidentemente) limita le scelte individuali.
Dello stato in cui versava il corpo di Eluana Englaro si è detto e scritto qualsiasi cosa e il suo contrario con ferocia e presunzione. Ma l’ ‘immaginazione’ di stare al suo posto, in pochi l’hanno azzardata. Allo stesso modo, ora, questa perizia neurologica fissa un nuovo fatto, sciogliendo altre ‘immaginazioni’ ovvero quelle legate alla possibilità che dopo diciassette anni Eluana si svegliasse, o quanto meno uscisse dallo stato vegetativo.
E ora?
Che non vuole essere provocazione vuota, ma lecita interrogazione.
Possiamo tornare alla routine (ammesso che la si sia mai abbandonata)?
E’ possibile che l’intera vicenda, Eluana, suo padre, l’iter giuridico, gli scontri politici recenti, la gente per strada, i dibattiti, le interviste, le immagini ovunque; è possibile che tutto finisca assorbito da un buco nero? Che si assottigli fino a svanire dalle memorie?
Di solito si segue una formula di rito: si attendono reazioni.
Io aggiungerei: e assunzioni di responsabilità.
Che non è da intendersi unidirezionale. Ci sono responsabilità in chi ha detto o fatto (anche nell’intenzione di evitare accadimenti, evidentemente). E ci sono responsabilità in chi ha voltato la faccia altrove. In chi ha espresso posizioni tanto quanto in chi ha preferito (preferisce tutt’ora) demandare, tacere, non ascoltare, lasciar ‘fluire’ discorsi, sviluppi, scelte.
Allora la domanda successiva potrebbe essere: chi sarà il prossimo?
Eluana Englaro è già morta. Ma ci sono molte Eluana e molte ce ne saranno entro uno stato di immutabilità di fatto che non si scuote di fronte a nulla, pare letargico.
E’ sufficiente una perizia neurologica per cancellare ogni ipotesi, possibilità?
Adesso sarebbe il momento di recuperare coscienze, memorie, responsabilità e ascolti. Sarebbe il momento di ‘dire’, di interrogarsi avvalendosi della possibilità di guardare al recente passato con una lucidità meno incrinata dalla concitazione. Sarebbe il momento di confrontarsi e allungare lo sguardo a ciò che è ‘oggi’ e ciò che il prossimo futuro potrebbe diventare.
E ora? Lo chiedo a chiunque, a tutti i cittadini come me.
Nel frattempo, mentre le news si rincorrono ora dopo ora, anche la politica italiana palesa dubbi, incongruenze all’apparenza slegate dalle singole notizie, dai fatti. Eppure le tempistiche qualcosa lasciano.
Eluana Englaro non avrebbe mai potuto uscire dallo stato vegetativo. Il suo corpo aveva subito “danni neuropatologici morfologicamente irreversibili”. Non ci sono più teorie in proposito. Salvo smentite o altre dichiarazioni. E ora, nello stesso lasso temporale in cui queste logiche emergono, la regolamentazione del c.d. ‘biotestamento’ pare in oscillazione contesa.
“Un emendamento, che potrebbe essere presentato forse già oggi, interamente sostitutivo del ddl Calabrò. Si sta per riaprire alla Camera la ‘battaglia’ sul testamento biologico e il testo in arrivo promette di scompaginare le carte. In sintesi prevede un no all’eutanasia e all’accanimento terapeutico e stabilisce che in caso di contesa venga privilegiato il giudizio dei familiari d’accordo con il medico. L’emendamento (un articolo unico di sette-otto commi) ha come primo firmatario Benedetto Della Vedova e dovrebbe essere sottoscritto da una trentina di parlamentari, molti dei quali ‘vicini’ alle posizioni che su questo tema sono state espresse dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che aveva chiesto una formulazione “meno dogmatica” di quella votata dal Senato[...].” (Fonte Apcom, link integrale reperibile in fondo – n.d.r.)
E’ tempo insomma, che anche l’Italia, gli italiani, affrontino i percorsi della morte, le volontà a essi legate, le scelte e i rispetti dell’ umano. E’ tempo di recuperare responsabilità di e per tutti uscendo dall’immutabilità.
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Fonte
Eluana, la verità di Tommaso Cerno su L’Espresso del 12-11-2009
Biotestamento, in arrivo emendamento – Apcom del 13-11-2009
[Immagine di proprietà dell'autore.]
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