Il 10 Novembre la Procura di Napoli, per mano del gip del Tribunale Raffaele Piccirillo e dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci, ha consegnato una richiesta d’arresto alla Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati. Le accuse sono rivolte a Nicola Cosentino deputato del Popolo della Libertà e sottosegretario all’Economia, nonchè prossimo condidato del centro-destra alle prossime elezioni regionali in Campania. Come potete vedere voi stessi dall’ordinanza, Cosentino è imputato di avere relazioni con le famiglie camorristiche Schiavone e Bidognetti.
Ma, Nicola Cosentino è indagato per concorso esterno in associazione camorristica da oltre un anno. Su giornali e televisioni non se ne parla, e il signorotto ha potuto ricoprire importanti incarichi politici nonostante le gravissime accuse pendenti su di lui. Questa è l’Italia, lo sappiamo: qui il Presidente del Consiglio, anziché chiederne le dimissioni, ha espresso il suo appoggio a lottare contro le toghe rosse, che tentano di veicolare la normale “evoluzione democratica“.
Fini invece ha chiesto che la sua candidatura, come prossimo Governatore della Campania, cada. Il diretto interessato dopo un colloquio con Re Silvio I a Palazzo Grazioli è uscito rinvigorito dichiarando:
“Io sono l’espressione dell’intera Regione Campania e quindi mantengo la mia candidatura che è ancora più forte dopo quello che è successo”.
Ha forse ragione? No. Credo che la maggior parte dei Campani, quelli che non si identificano con lo strapotere della Camorra, quelli che soccombono sotto il peso della malapolitica, non siano rappresentati dall’”onorevole” Cosentino; anzi, esso rappresenta tutto quello contro cui lottano.
Ma torniamo alle indagini. Il nome del sottosegratario è uscito per la prima volta dalla bocca di un pentito di camorra, Gaetano Vassallo (leggi qui). Vassallo, tesserato di Forza Italia, ha illustrato i legami che intercorrevano tra le famiglie che gestivano il traffico di rifiuti e la società Eco4, della quale Nicola Cosentino e Mario Landolfi erano i controllori politici. Si parla di un vero e proprio impero delle discariche abusive, dove venivano seppelliti i rifiuti tossici provenienti dalle imprese del nord in cambio di montagne di denaro. Altri pentiti, tra cui Carmine Schiavone e Dario De Simone (pentito chiave nel Processo Spartacus), Michele Orsi (proprietario di Eco4) e Carlo Savoia (Presidente di Eco4), hanno nominato il deputato del Pdl. Inoltre, Cosentino, sarebbe il cognato di Giuseppe Russo, al secolo Peppe o’ Padrino, esponente di punta del clan dei Casalesi, e anche questo non aiuta a pensar bene.
Ora un pò di storia. La società Eco4 si occupava dello smaltimento dei rifiuti ed era di proprietà dei fratelli Orsi, noti malavitosi al servizio dei clan Bidognetti e Schiavone. Lo scopo principale della Eco4 era rompere il monopolio della FIBE (del gruppo Impregilo, anch’essa attualmente sotto processo). Cosentino, definito dai Bidognetti come “il nostro candidato“, agevolava gli interessi della società e in generale gli interessi della famiglie, in cambio di finanziamenti elettorali periodici (si parla di 50 mila euro a mazzetta).
Il sottosegretario all’Economia, secondo i pentiti, non agiva da solo. Era appoggiato da Mario Landolfi, Gennaro Coronella e Italo Bocchino, definiti da Raffaele Bidognetti “il nostro tessuto camorristico“. Questo era parte del braccio politico dei clan cammorristi. Dico parte perchè il bello deve ancora venire.
Come già accennato prima la Eco4 nasce per strappare lo strapotere della gestione dei rifiuti al gruppo Impregilo. Per far fronte alla multinazionale la Eco4 diventa socio privato del consorzio casertano a capitale misto CE4 che a sua volta è associato al consorzio inter-provinciale Impregeco, di cui fanno parte Na1 e Na3, società smaltimento rifiuti gestite da esponendi del centro-sinistra napoletano. E tra grovigli di amicizie, parentele e posti dirigenziali multipli, la ragnatela politico-camorristica è stesa, intrappolando la Campania in una morsa terroristico-delinquenziale senza precedenti.
In breve tempo, attraverso gare d’appalto truccate e ordinanze commissariali, la Eco4 ottiene il monopolio della gestione dello smaltimento dei rifiuti dell’intera Regione Campania. Secondo i pentiti, il peso politico e mafioso di Cosentino era talmente grande da aggiudicarsi le gare d’appalto non ricorrendo ai vecchi criteri camorristi ma usando tutto il potere “persuasivo” di cui disponeva. L’apice si toccò quando strapparono alla Impregilo l’appalto dell’inceneritore di Santa Maria la Fossa.
Ecco dove finiscono i nostri soldi! In mano a loschi individui, che nel più bieco interesse economico, hanno stuprato e ucciso il territorio campano, oramai saturo di rifiuti tossici, fanghi industriali e rifiuti radioattivi. Appoggiato da politici collusi e conniventi, da un Governo assurdamente immobile, che anzi, promuove e conviene ai metodi camorristici per lo smaltimento rifiuti. Hanno avvelenato un’intera Regione e la popolazione tutta e, per chi sa quanto tempo pagheremo le conseguenze di questi abominevoli atti criminali.
Che Stato è questo che tutela e difende i criminali? Si perchè questi sono i peggiori di tutti, si muovono tra i meandri della legalità, a cavallo tra Stato e mafie e da lì manovrano le fila del Belpaese. Che senso ha attaccare continuamente i magistrati che tentano di fare il proprio dovere? Tutto ciò non vi sembra paradossale?
In Italia si fanno le leggi per impedire di arrestare chi infrange la legge, si fanno i disegni di legge per assolvere e prescrivere gli imputati colpevoli e noi qui paghiamo per il divertimento di lor signori, che si arricchiscono alle nostre spalle a braccetto con i mafiosi, letteralmente distruggendo il nostro territorio e, di conseguenza, NOI.
Vogliono intrappolarci tra il martello e l’incudine, in un perenne stato di paura e angoscia, di ingiustizia e schiavitù. Credo che sia giunto il momento di surclassare questa casta di politicanti, è giunto il momento di ribellarsi alle ingiustizie, alle mafie e a tutti i poteri forti che decidono le sorti nostre e del nostro paese. E’ giunto il momento di scegliere nettamente da che parte stare. Il limite è stato abbondantemente oltrepassato…
Si ringrazia l’autore della foto: Link



beh, speriamo che si candidi in Campania e vinca, così finalmente sarebbe reso operativo il mandato di arresto.. Il fatto che “la candidatura di Cosentino alla Campania non sia più opportuna” riguarda proprio questo.. Non la moralità di Fini, ma il fatto che “chi lo smuove Cosentino dal Parlamento e dalla sua (semi) immunità parlamentare?”..
Eh si…magari lo arrestano come hanno arrestato Bassolino