Quella banda larga accantonata e la tivù accontentata


taglio banda

Siamo l’ultimo paese in Europa in quanto a diffusione di internet a banda larga, senza tenere conto che siamo anche i più infoanalfabeti, e che le nostre connessioni viaggiano, in Europa più lente di tutte. Si preannunciano le famose rivoluzioni digitali della Pubblica Amministrazione, quando solo il 42% delle famiglie italiane potrebbe accedervi (Dati Eurostat).

Ma gli 800milioni di euro, accantonati a favore dello sviluppo della banda larga, stanno ancora nel cassetto. Meglio puntare, in quanto a tecnologia sul digitale terrestre e continuare ad alimentare la scatola luminosa che continua ogni giorno, imperterrita, il suo lavoro di informazione propagandistica e presa per i fondelli. Così si autorizzano anche i fondi per il via al ponte sullo stretto (inutile, pericoloso, costosissimo e scempiaggine a cielo aperto in una zona già sismica), ma per la banda larga no. Sia mai che gli italiani possano accedere ad internet decentemente da ogni parte d’Italia, il rischio che si possano informare anche on-line è da scongiurare.

Poi arrivano le voci contro ma non troppo, come quella di Scajola, il quale, nelle interviste riesce a dire una sola cosa riguardo questa cosa, per di più per pura demagogia: “questo investimentoporterebbe 50mila nuovi posti di lavoro”. Stop. Il tutto è ancora più assurdo se pensiamo che quei 800milioni di euro accantonati saranno tali fino alla fine dell’emergenza della crisi economica. Fai capire a quei tecnofobi che l’innovazione è uno dei pochi modi per rilanciare un Paese, dove le promesse e le falsità sono sempre troppe ed i fatti sempre troppo pochi.

Se il governo avesse dedicato alla banda larga la stessa attenzione, con gli stessi finanziamenti, dedicati alla tv ed al digitale terrestre oggi avremmo più confidenza col web e più accesso, che è il vero problema che contraddistingue le difficoltà dell’Italia nel panorama europeo. Anche questo è un problema di libertà d’informazione, che inizia ad essere tale proprio quando l’accesso alle fonti diventa difficoltoso.

D’altronde internet è stato un mezzo non previsto dal Piano di Rinascita Democratico della P2 che voleva sotto controllo giornali e televisioni. Internet arriva anni dopo ed è un mezzo difficile da controllare, per questo, proprio dalla televisioni arrivano le maggiori campagne di demonizzazione (sui ritrovamenti archeologici ad orologeria con i gruppi “uccidiamo Berlusconi” ad una anno dalla sua prima comparsa, e del famigerato video commentato di Totà ‘vasa vasa’ Cuffaro con cui l’ex governatore della regione Sicilia vorrebbe far causa ad alcune migliaia di commentatori) che gettano sempre più diffidenza tra i più anziani ed anche tra i più giovani.

Nessun governo si è mai occupato di una vera politica di sviluppo ed innovazione, lasciando il paese fermo alla stazione dello sviluppo, col rischio sempre più forte di perdere definitivamente il treno, e questi 800milioni accantonati per lo sviluppo della banda larga ne resta fuori, nonostante l’approvazione di infrastrutture per 8,7miliardi di euro.

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