Riproduzione senza segreti, quali responsabilità?


Immagine 2

Dal no alla legge 40, l’importanza di una riflessione critica che prenda le distanze da un’informazione in bianco e nero.

Aula Magna del Polo Carmignani, Pisa, 13 novembre 2009.
“Riproduzione in corso”, il secondo evento del ciclo organizzato dall’associazione studentesca Bioetica in Campo, sulla legge 40 e la RU 486, mantiene le promesse di entrare nel merito dei temi scottanti chiamati in causa, intraprendendo una critica serrata dell’informazione. Ospiti il Dott. Giosuè Cino, Medico Chirurgo, e la Prof.ssa Maria Moneti, ordinario di Filosofia Morale presso l’Università degli studi di Firenze.

Si apre con la lettura di alcuni titoli di giornale volti a mostrare il travisamento palese delle notizie su questi argomenti. Come caso esemplare, viene fatto notare come una ricerca sulle staminali embrionali per curare l’infertilità apparsa sulla rivista nature è stata presentata in Italia titolando “figli senza genitori” o “a partire dalla pelle”.

In tal modo viene posto il problema dell’opinione pubblica, dallo studente, che un giorno potrebbe occuparsi di tali problematiche come scienziato, medico o legislatore, sino al cittadino comune, che si trova disarmato di fronte ad una retorica della paura su temi oggetto di propaganda politica e di referendum.

Entrando nel vivo, il Dott. Cino spiega con precisione cosa si intende scientificamente per riproduzione, la differenza tra mitosi e meiosi, soffermandosi su alcuni aspetti della legge 40. Essa è stata bocciata relativamente all’obbligo della produzione di soli tre embrioni e del conseguente impianto unico degli stessi. Tali obblighi rendevano estremamente complesso il trattamento di ogni singolo caso, ponendo spesso a rischio la salute delle donne.

Condividendo tali osservazioni, la Prof.ssa Moneti esordisce evidenziando la necessità di una controinformazione che si opponga a fenomeni dovuti ad una mercificazione senza regole della notizia.
In merito alla rivoluzione riproduttiva, la docente sviluppa alcune tematiche del suo interessante libro, L’enigma della Maternità. Etica e ontologia della riproduzione, Carocci, 2008. Il rifiuto della legge 40 deve lasciar spazio ad una riflessione sul valore delle nuove tecnologie, che difficilmente possono essere interpretate come un lineare sviluppo dell’intervento umano sulla natura per migliorare la propria vita.
In questo caso viene coinvolto il Sé in tutti i suoi aspetti, specialmente dal punto di vista di alcune relazioni umane che si configuravano prima come impensabili.

Sullo statuto dell’embrione, la Moneti si pone in un’ottica discontinuista, per cui l’embrione, il feto, il neonato, hanno sicuramente uno statuto differente. Il diritto della donna precede sicuramente quello dell’embrione. Tuttavia, l’embrione non può essere assimilato ad un valore pari al nulla. Produrre embrioni per la ricerca quindi, deve essere un problema relativo a quale ricerca, poiché non si può dichiarare lecita la produzione di embrioni per la loro semplice distruzione. Se può essere lecito sopprimere un embrione gravemente malato, il valore in sé nullo dell’embrione comporterebbe, al di là della cura delle malattie genetiche, la possibilità concettuale di operarne una progettazione. Grazie alle attuali tecnologie genetiche, in rapidissimo sviluppo, ciò potrebbe avvenire secondo criteri che non rispondono più ad una necessità, come per l’aborto, ma al desiderio. Questo è un punto fondamentale, in quanto il desiderio ci porta a relazionarci con il nascituro proiettandovi i nostri caratteri e le nostre idee, può creare disparità tra individui con diverse disponibilità economiche, può generare un depauperamento del patrimonio genetico.

Lo statuto dell’embrione, nella sua diversità, dovrà trovare un preciso corrispondente giuridico, per cui si apre un ambito di indagine che interessa pienamente le responsabilità della politica.

Tra le diverse domande del pubblico, sulla liceità si sopprimere un embrione malato, la Prof.ssa Moneti replica che il diritto della madre non equivale ad un dovere e che la vita di questo embrione deve dipendere dall’esistenza o meno di un ambiente disposto ad accoglierlo, senza che ciò comporti un giudizio morale. Ciò significa ancora una volta affrontare tali problemi in un’ottica relazionale e non individuale.

Il dibattito verte in conclusione sulla pillola RU 486. Entrambi gli ospiti presenti, concordano che il polverone sollevato dai media e dalla politica risulta drasticamente eccessivo, specie se si considera la legislazione italiana relativa all’aborto, la necessità della prescrizione medica e, soprattutto, il decorso ospedaliero. Ciò comporta che la pillola sia uno strumento farmaceutico in grado di sostituire il rischioso ed invasivo aborto chirurgico, ma comporta in ogni caso la necessità di assistenza medica prima e dopo l’uso, per cui ogni discorso sull’eccessiva facilità dell’aborto decade.

L’associazione saluta, quindi, i presenti dando appuntamento al venerdì 27 novembre, con l’evento conclusivo del ciclo, intitolato “Frontiere”, sul caso Englaro e il testamento biologico.


Articoli che potrebbero interessarti

Riproduzione in corso.
Le disavventure della legge 40 e la pillola RU486. “L’inizio vita” tra scienza e media
Rivoluzione Bioetica
La necessità di una nuova etica, insieme al problema dei mass media e dell’informazione scientifica. Il primo dibattito organizzato dall’associazione studentesca Bioetica in Campo
RU486: la vittoria dell'ignoranza alla commissione sanTità
Ieri la Commissione Sanità del Senato ha approvato a maggioranza la mozione presentata dal presidente Tomassini che chiede lo stop nella commercializzazione della pillola
Bioetica in Campo. In diretta web per scoprire i segreti di una rivoluzione.
Evento in diretta streaming su temi della Bioetica.
L'indagine conoscitiva chiesta da Gasparri sulla RU486 si farà.
Dossier scientifico vs. Dossier politico per cambiare la legge 194 sull'aborto?
Dove comicia la vita? Vota!
distrazione di massa all'insegna di temi di comodo.

2 Commenti

  1. [...] Viaggi Riproduzione senza segreti, quali responsabilità? [...]

  2. [...] Continua la lettura con la fonte di questo articolo: Riproduzione senza segreti, quali responsabilità? | The Populi [...]

Leave a Reply