23 proiettili per Giulio Cavalli, il ‘giullare’ che spaventa le cosche


A cento passi dal duomo, a Milano. 23 proiettili sono stati ritrovati davanti al teatro Oscar di Milano in cui ieri sera sarebbe dovuto andare in scena lo spettacolo dell’attore Giulio Cavalli “L’apocalisse rimandata, ovvero benvenuta catastrofe” dal testo di Dario Fo.

Non è la prima volta che la criminalità organizzata lancia questo tipo di avvertimenti nei confronti di Giulio Cavalli (già scortato da diverso tempo), reo confesso di portare in scena tutti i fatti e i misfatti della mafia e del malaffare in Lombardia, in particolare a Milano, appunto a cento passi dal Duomo, come titola uno dei suoi spettacoli scritti col giornalista Gianni Barbacetto. Come lo definisce Pietro Orsatti sul suo blog un ‘rompiballe di razza‘. Un rompiballe di razza a rischio isolamento, come avviene nelle ormai consuete e moderne attività mafiose, a cui però Cavalli contrappone quell’essere da anti-eroe che lo fa continuare nel suo lavoro.

Il giullare sotto scorta, continua, e ieri sera, nella sua perpetua veste di rompiballe anti-eroe non è andato in scena, salendo sul palco e lanciando un messaggio forte a quei quaquaraquà che lo hanno minacciato e continuano a minacciarlo:

“Sicuramente a queste condizioni – spiega Giulio Cavalli – non ho più la tranquillità di poter fare il mio lavoro. Considero troppo importante il contatto con il pubblico e non ho nessuna intenzione di perderlo. Non riesco a concepire che la mia vita e soprattutto il mio lavoro debbano essere così duramente stravolti da questi eventi.”

“Avrei voluto vederli questi omuncoli mentre gettavano a terra la loro viltà scambiandola per coraggio. Avrei voluto vedere il loro sguardo vuoto mentre pensavano di compiere un gesto importante.”

“Vorrei solo che non si parlasse più di coincidenze e che tutti cominciassero a capire che questi segnali sono pericolosi e lo sono perchè coloro che li causano si sentono talmente impuniti da non preoccuparsi minimamente delle conseguenze delle loro azioni. A questo punto- conclude Cavalli- continuerò a pretendere da me stesso e dagli altri che il diritto (dovere) di lavorare mi sia garantito.”


Dall’ufficio stampa fanno sapere che la ripresa delle repliche dello spettacolo sarà rimandata ai prossimi giorni. Qualcuno a Milano ha paura di Giulio Cavalli, ha paura di questo giullare che porta in scena e mette in ridicolo il sistema mafioso rendendo partecipe anche la società civile. E’ proprio questo a far andare su di giri le cosche: informare i cittadini delle loro pratiche e riderci sopra. E non si dica di nuovo che la mafia a Milano non esiste.


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