Premetto che io per primo, se dovessi vedere un giovincello imbrattare un monumento, difficilmente resisterei alla tentazione di assestargli un calcio nelle cosiddette, ma oggi parliamo di un’altra cosa, che c’entra, con i pubblici monumenti e la pulizia, ma fino a un certo punto.
L’Italia è uno di quei Paesi che si è sempre contraddistinta per i suoi particolari divieti ai poveri cristi. In spiaggia non si può giocare col pallone, fare castelli di sabbia e negli ultimi anni, nonostante la costa sia demanio pubblico si viene pure cacciati dai gestori dei “bagni” privati. Tra poco probabilmente per farci una passeggiata in spiaggia dovremmo attrezzarci di deltaplano per sorvolare le zone acquistate da lorsignori. Insomma, il Paese dei divieti. Si accettano politici condannati per mafia ma sedersi su dei gradini no, questo mai, occorre decoro!
Così, dopo il divieto di costruire castelli di sabbia in spiaggia a Eraclea perchè “ostruiscono il passaggio”, baciarsi in macchina (a Eboli potrebbe costarvi 500 euro di multa), o foraggiare piccioni a Bergamo e Venezia con multe da 333 a 500 euro, a Vigevano, città in provincia di Pavia è vietato sedersi ai piedi di un monumento sui gradini. 160 euro di multa per quest’ultimo grave “vandalismo”.
Le leggi antibivacco sono sacrosante quando il bivacco trasforma luoghi e monumenti in autentiche discariche a cielo aperto, lo sono un po’ meno quando in mancanza d’altro per rilassarsi ci si siede su dei gradini. Vigevano ha quella che viene considerata la piazza più bella d’Europa, addirittura viene reputato il “salotto d’Europa”. Questo salotto ha un grosso difetto: con meno di 4, 5 o 6 euro non ci si può sedere. Vi è il Castello, ma non si vede è la piazza, vi sono delle panchine all’entrata di uno dei portoni periferici, ma non si vede la piazza. Osservare comodamente seduti il Duomo, la torre del Bramante e tutto il progetto che nacque da Leonardo da Vinci è impossibile senza pagare qualcosa ad uno dei cinque (5) bar presenti.
Per questo motivo giovani e meno giovani del posto, poco intenzionati a pagare la “tassa” per un posto si siedono e si ritrovano sotto uno dei monumenti storici della città, affettuosamente chiamato “San Giuanìn” (San Giovannino).
Due ragazze, probabilmente quel giorno a corto di risorse economiche decidono di sedersi proprio lì, sotto al San Giuanìn. Purtroppo per loro un’ordinanza comunale vieta di bivaccare sulla statua mentre si è intendi a mangiare, bere o fumare sigarette. Qui entriamo nel campo specifico: c’è un divieto e nessun cartello lo palesa. Vietato sedersi sotto il San Giovannino, eppure in tanti anni e tanta gente seduta, nessuna contravvenzione staccata, anche quando qualcuno abbandonava lattine e cartacce. Un divieto che c’è da anni, da quando al comune vi era la coalizione tra PDL e Lega Nord. Oggi quella coalizione non esiste più, la Lega Nord è al palazzo del Municipio e il PDL (oggi all’opposizione col PD), con una delle sue capocce, tale Gian Pietro Pacinotti, ex assessore al bilancio, sfrutta subito l’accaduto offrendo una “consulenza legale gratuita” alle due ragazze, buttando il fatto in caciara politica che è di fatto quella che si sta scatenando perdendo di vista il focus della situazione. Focus che dovrebbe concentrare l’attenzione sul fatto che in un paese di 60.000 abitanti non vi siano alternative nel centro città se non i soliti bar o lounge bar da 6 euro a cocktail. E poi, un turista, come fa a sapere del divieto se questo non viene reso visibile?
Le versioni sono discordanti: uno degli uomini della polizia municipale pare sia arrivato a bordo di una Punto bianca, dicendo alle due ragazze di alzarsi. Le ragazze, domandano il motivo di quell’esortazione al che l’uomo del comandante Di Troia (così fa di cognome il locale comandante della polizia municipale) chiede i documenti e scrive immediatamente la multa di 160 euro. L’altra versione, data poi anche dal vice-sindaco a una tv locale riguarda invece il fatto che le ragazze abbiano molto probabilmente risposto maleducatamente al pubblico ufficiale, dopo di che quest’ultimo pare abbia staccato le contravvenzioni.
Ora sorge un interrogativo: se c’è stata infrazione c’è stata infrazione, punto. Poco c’entra il fatto della maleducazione. Un esempio pratico: se vado a 90 km orari su una strada dove il limite è 50 non è scendendo dalla macchina e facendo gli occhi da cerbiatta e tono garbato la multa non c’è più. E se le due ragazze avessero veramente risposto male, a quel punto, il “ghisa” non avrebbe dovuto denunciarle per oltraggio a pubblico ufficiale? Allora di cosa stiamo parlando, di una contravvenzione per una violazione di un divieto (non palesato) o di una piccola ripicchetta quotidiana? Nella zona ci sono due negozianti e più passanti pronti a sostenere la versione delle ragazze, mentre trova meno appoggi quella dei Vigili Urbani. Chi la spunterà? Il sindaco farà stracciare la multa? Il giudice di pace accoglierà il ricorso o confermerà l’ammenda alle due ragazze? Intanto, domenica, c’è stato un sit-in pacifico da parte di molti giovani e non vigevanesi, proprio sotto il San Giuanin. Tutti seduti, nessuno multato. Eppure lì di multe ne sarebbero uscite a valanga, di persone ne sono state contate almeno 200.
La cosa certa è che il nostro Paese, l’Italia (Vigevano e gli altri esempi citati in questo post sono solo un piccola fotografia), sta diventando sempre più il Paese dei divieti, quei divieti fatti per mantenere “sicurezza” e “pubblico decoro”. Accettiamo di far scaricare rifiuti di ogni tipo in mare, si accettano le colate di cemento di lorsignori sulle coste, si accettano condannati per mafia in Parlamento e nei gangli del potere, ma il divieto ai poveri cristi è sempre in agguato e dietro l’angolo. Questa si che è sicurezza e pulizia… Intanto si attendono divieti di aggregazione in più di tre persone dopo le ore 21 e il tassativo divieto di girare con borsoni neri… sembrereste troppo dei Vù cumprà!
L.
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Buongiorno tale Luca Rinaldi,
ho, per caso, letto solo oggi 14/1/2012, il suo articolo sulla multa che le due ragazze presero nel 2010 per essersi sedute sulla statua di S.Giovannino in Piazza Ducale a Vigevano.
La ringrazio per gli apprezzamente fatti alla piazza medesima (da lei definita addirittura la più bella d’Europa#. Per quanto riguarda il fatto che per sedersi ci siano solo i bar da 6euro ad aperitivo, le confido che, solo per citare una piazza di area simile a quella di Vigevano, l’ultima volta che sono stato a Bruxelles in Grand Place non ho trovato panchine…ma magari oggi la situazione sarà cambiata.
Un ultima cosa: io sono, da sempre, un democratico convinto, tendenzialmente portato a difendere i più deboli #un capoccia ha anche di questi difetti)e poi, le confido, ma chi mi conosce lo sa, che mal volentieri ho sempre digerito il giustizialismo spicciolo che, anche (ma non solo# quelli della Lega, hanno nel sangue #verde) e, soltanto questo motivo mi indusse a suo tempo a rendermi disponibile verso le due fanciulle: detto questo la informo, nel caso la notizia non l’avesse raggiunta, che le due ragazze hanno fatto ricorso al giudice di Pace che, circa un mese fa, ha dato loro ragione.