Tra i cosiddetti “Berluscones” si possono scorgere personaggi di diversa statura diplomatica ed empatica. Esistono seguaci che paiono crudeli lottatori pronti a tutto per difendere il Leader, altri sono abili negoziatori capaci di una raffinata retorica ed infine compaiono statue timide, un po’ impacciate a volte ma che sprizzano amore sincero da tutti i pori per il capo e che sono decise a commettere figure non sempre nobili pur di portare ai più il Verbo e la ragione dell’amato . In questa ultima categoria si può ben sistemare il giovane (classe 1959) Sandro Bondi. Leggendo una breve biografia dell’attuale Ministro dei Beni Culturali salta subito all’occhio la dicotomia da sempre in lui esistita tra due universi difficilmente concilianti: il rosso ed il bianco. Bondi nacque ne’ “La perla sperduta tra i monti” come ebbe a dire Giosuè Carducci parlando appunto di Fivazzano, città natale del Ministro. Del piccolo borgo toscano egli fu sindaco comunista (avete letto bene, COMUNISTA) dal 1990 al 1992 anno in cui i socialisti a braccetto con la Democrazia Cristiana rovesciarono la giunta rosso bondiana. La dicotomia di qui sopra si può appunto notare già dall’albore politico tinto di falce e martello ma fuso con il credo cattolico progressista del nostro. Un dualismo non facile da mantenere, una bilancia che prima o poi avrebbe dovuto tendere per uno dei suoi due piatti. L’apparizione abbacinante del Silvio Berlusconi stagione 1994 fece si che i rimasugli di cattocomunismo del filosofo parlamentare fossero scrostati del tutto dalla rossa parete dei suoi ideali.
L’attuale Presidente del Consiglio fece subito del verseggiatore Bondi un fedelissimo adepto affidandogli la direzione del Dipartimento beni culturali del Centro studi di Forza Italia, successivamente i due si fecero ancora più intimi, Bondi venne incaricato di curare la corrispondenza personale di Berlusconi e poco più tardi il politico poeta si tramutò in segretario particolare e collaboratore fidato con l’incarico di stendere Una storia italiana, libro fotografico sulla vita pubblica e privata di Berlusconi spedito, come mezzo di propaganda elettorale in vista delle elezioni, a tutte le famiglie italiane. Un forte e mascolino legame nacque.
L’animo bondian-poetico fu positivamente ispirato dalla potente musa che lo prese sotto la sua ala protettrice, tanto che sgorgarono versi pregni di stima per il Cavaliere, non solo inni poetici ma anche frasi cariche di idolatria in difesa del “suo” Silvio, come quando confidò di essere disposto ad andare in carcere per Lui oppure quando la penna verseggiatrice fece nascere la poesia “A Silvio”.
Addirittura quando un famelico giornalista gli chiese chi preferisse tra la sua famiglia e Berlusconi la risposta del nostro fu diretta, sincera e per qualcuno drastica: «Spero di non dovere mai scegliere».
Gli anni passarono, l’amore trascese e così i ruoli istituzionali dell’ex sindaco comunista il quale nel 2001 fu eletto a Montecitorio, l’anno successivo incoronato portavoce di Forza Italia, nel 2008 eletto senatore e dopo il congresso fondativo del Popolo della Libertà coordinatore dello stesso partito in compagnia di Ignazio La Russa e Denis Verdini, nonché Ministro dei Beni Culturali, ruolo a tutt’oggi ricoperto.
A differenza di alcuni membri dell’attuale governo e/o maggioranza, Sandro Bondi pare essere pulito dal punto di vista giudiziario, qualche breve malignità legata ai loschi movimenti della Cricca s.p.a. è apparsa sulle pagine di quei giustizialisti de’ La Repubblica ma nulla di eccessivamente infangante, anche se il 29 luglio 2010 è comparsa sull’ Espresso un’intervista rilasciata a Novella 2000 dalla ex moglie del Ministro tale Maria Gabriella Podestà, la quale ha dichiarato addirittura che il buon Sandro è stato capace di violenze domestiche come schiaffi e punizioni effetto dell’incontro con Berlusconi e del suo essere «un uomo che ha sempre cercato solo il potere».
Affermazioni feroci e pesanti quelle della signora Podestà che racconta di un Bondi frivolo e padre assente il quale vive in totale sudditanza verso il capo e che cova una maligna gelosia verso la concorrente Maria Vittoria Brambilla recentemente divenuta Ministro per il Turismo ma che è stata anche in lista per essere coordinatrice del partito berlusconiano, fatto questo che ha causato una forte depressione al piccolo Sandro ( Podestà docet).
Un uomo forse confuso, sicuramente innamorato ma secondo la ex moglie privo di ideali, tant’è che «se gli avessero offerto il potere quelli di sinistra sarebbe ritornato lì».
Il tramestio politco ha sicuramente sempre trionfato sulla poetica mente di Bondi come è stato qui evidenziato, a confermarlo ulteriormente una sua dichiarazione del 2007 rilasciata al quotidiano oggi diretto da Vittorio Feltri: «Io avevo aderito al costume di moralità e di austerità testimoniati da Enrico Berlinguer», strano che sia poi passato nelle fila di un partito riempito da personalità troppo spesso nei guai con la giustizia.



a me sembra una persona priva di consistenza……..
una specie di eunuco italico , il guardiano dell’alcova del suo idolo!
Inconsistente, privo di personalità, paragonabile ad un tergicristallo (destra-sinistra, va dove porta il cuore………. no assolutamente no, va dove ci sono interessi, la banda della cricca è al completo………