L’Italia, le Imprese e l’Internazionalizzazione = 3”I” per il Rilancio del Mercato
Posted On 07 Aug 2011 By Bianca Marisaldi. Under Attualità, Economia, Esteri, Politica, Tecnologia&Informazione, Vetrina.
Lo spirito imprenditoriale è stata una chiave importante della grandezza dell'Italia. Oltre ad essere il motore principale della crescita economica e della prosperità italiana, lo spirito imprenditoriale è indissolubilmente legato ... Continue Reading
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Quella globalizzazione che passa da Pomigliano
La discussione sulla vicenda della Fiat di Pomigliano ha fatto emergere una visione statica e troppo semplificata della globalizzazione. Che non lascia spazi all'iniziativa politica, se non per l'eventuale chiusura protezionistica. E così di fronte alla corsa al peggio nelle condizioni di lavoro non resterebbe altro che la rassegnazione. Invece l'alternativa esiste. E sono proprio i paesi emergenti a offrire esempi di buone politiche orientate al futuro con i massicci investimenti nell'educazione. Su questo, un paese in ripiegamento come l'Italia, farebbe bene a riflettere.
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La pensione alle donne
Dal 2012 l'età della pensione per le dipendenti pubbliche sale a 65 anni. Uno scalone solo per le lavoratrici, dunque. Ma ci sono anche vantaggi. Aumenta infatti la rata di pensione: un fatto positivo se si considera che le donne sono più esposte al rischio povertà in età anziana. Tuttavia i benefici maggiori potrebbero essere culturali. Le regole meno stringenti sull'età di pensionamento sono una sorta di ricompensa per la mole di lavoro domestico e di cura che le donne si assumono. Ora, le nuove norme potrebbero portare a un maggior equilibrio nella divisione del lavoro non retribuito.
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I profitti della crisi
Sulla scia lasciata dalla manovra “lacrime e sangue” imposta al popolo greco, un po’ dappertutto s’impongono sacrifici ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani. Le mense della Caritas conoscono un sovraffollamento mai sperimentato prima, in strada scendono sempre nuovi senza tetto, con gli Stati Uniti che tirano la cordata .
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Una crisi pagata dai giovani
La disoccupazione giovanile è al 20 per cento in Europa. Si tratta anche di una conseguenza di riforme del mercato del lavoro rimaste incomplete. Per rendere politicamente accettabili quelle intraprese a partire dalla fine degli anni Ottanta, si è lasciato che influissero solo sulle nuove assunzioni. Si è così creato un dualismo nel mercato del lavoro, tra contratti a tempo indeterminato e contratti a tempo determinato. Che è iniquo e fortemente distorsivo. Si può risolverlo ricorrendo a forme di tutela progressiva del lavoro.
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Più immigrati più crimine? Dipende dalla politica
I risultati di una indagine sul Regno Unito mostrano che la presenza di immigrati non necessariamente si trasforma in un aumento dei tassi di criminalità. Anzi. Se agli stranieri viene lasciata la libertà di entrare e uscire dal paese ospitante, lavorare in regola e scegliere i mercati del lavoro locali in cui inserirsi, non si registrano effetti negativi dal punto di vista della criminalità. Quando la politica migratoria preclude loro queste possibilità, possono finire per scegliere attività criminose per far fronte alle necessità di sostentamento.
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Paghino i pendolari
Chi sono in realtà i pendolari? Una delle tante categorie eterogenee di cui fa parte la stragrande maggioranza di noi. Come gli automobilisti, i consumatori, i teleutenti, i pazienti della sanità pubblica e così via.
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Come pagare le pensioni di domani
La riapertura del dibattito sull'innalzamento dell'età pensionabile lascia aperti non pochi interrogativi. Se per contrastare derive alla greca, l'urgenza di una manovra correttiva come quella del DL 78 del 31 maggio 2010 si presenta come un'ipotesi largamente condivisibile, l'argomentazione con cui alcuni presentano un trend di sostenibilità della futura spesa pensionistica, adducendo a prova i consistenti tagli previsti fino al 2040, appare invece piuttosto discutibile.
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Vendo isole greche a prezzi da saldo
E’ passato poco più di un mese dalla pesante e contestata serie d’interventi destinati a pesare come un macigno sulla qualità di vita della popolazione greca e già il governo di Atene si dimostra pronto a nuovi “sacrifici” volti a raccogliere denaro da devolvere alle banche internazionali.
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Tengo Famiglia
La sensazione è che alla fine dei giochi Marchionne avrà dunque partita vinta, la maggioranza dei lavoratori interessati aderirà all’accordo e chi, come la FIOM, aveva scelto la “linea dura” rivestirà il ruolo di capro espiatorio, qualificandosi come nemico tanto dell’azienda quanto degli operai.
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