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	<title>The Populi</title>
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	<description>Giornalismo Partecipativo</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 May 2012 11:05:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
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		<title>Le startup europee fioriscono a Berlino</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliavia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino a qualche ano fa centinaia di giovani di belle speranze stanchi della situazione di stallo italiana si armavano di tanta buona volontà, una forte dose di coraggio e partenza per la città del lavoro per antonomasia: Londra. Ma tutto questo è ancora così? E&#8217; ancora Londra la terra mitica, l&#8217;eldorado per i giovani avventurosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><img class="alignleft" src="http://www.themissingsynch.nl/_img/31/1174544586Startup.jpg" alt="" width="448" height="336" /></strong></p>
<p style="text-align: justify">Fino a qualche ano fa centinaia di giovani di belle speranze stanchi della situazione di stallo italiana si armavano di tanta buona volontà, una forte dose di coraggio e partenza per la città del lavoro per antonomasia: Londra.</p>
<p style="text-align: justify">Ma tutto questo è ancora così? E&#8217; ancora Londra la terra mitica, l&#8217;eldorado per i giovani avventurosi italiani? A quanto pare non è più così perchè il posto di Londra è stato preso dalla capitale tedesca Berlino.</p>
<p style="text-align: justify">Sede delle più importanti Start-up europee Berlino è da considerare a tutti gli effetti la vera Sillycon Valley europea, dunque cambia anche il tipo di immigrazione, se prima si partiva per cercare un lavoretto nella ristorazione nel ristorante italiano di turno, adesso sono i cervelli a scappare verso Berlino e cercare un lavoro nell&#8217;economia del Web. 2.0.</p>
<p style="text-align: justify">Tra le aziende che ricercano personale italiano e il famoso <span style="color: #000080"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.groupon.it/offerte/">sito di offerte Groupon</a></span></span>, il sito dedicato alla moda Zalando, Twago il marketplace online europeo per trovare freelance,,  Anche il famoso servizio di upload e condivisione di file di musica SoundCloud, inizialmente fondato in Svezia, ha spostato i propri uffici a Berlino. Tra l&#8217;altro grazie all&#8217;iniziativa di un angel investor locale, la capitale tedesca ospiterà presto il primo campus per raccogliere idee e trasformarle in impresa.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Dunque stai cercando un lavoro all&#8217;estero? Ti attira Berlino? visita <span style="color: #000080"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.groupon.it/">www.groupon.it</a></span></span> per trovare l&#8217;offerta lavorativa più adatta alle tue caratteristiche. Tra l&#8217;altro Groupon è la prima start up ad essere  quotata in borsa.</p>
<p style="text-align: justify">Tra l&#8217;altro grazie all&#8217;iniziativa di un angel investor locale, la capitale tedesca ospiterà presto il primo campus per raccogliere idee e trasformarle in impresa.</p>
<p style="text-align: justify">Groupon ha debuttato in Borsa con un balzo di oltre il 50%. Alla vigilia ha aumentato il prezzo a 20 dollari, da una forchetta tra 16-18 dollari. È una decisione presa dopo la pioggia di sottoscrizioni che ha superato di dieci volte l&#8217;offerta disponibile. Raggiunge una valutazione di 12,6 miliardi dollari: diventa, quindi, il secondo sbarco più grande di una internet company dopo la quotazione di Google dieci anni fa.</p>
<p style="text-align: justify">Avete ancora dei dubbi&#8230;.</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Inchiesta sulla riviera Romagnola</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliavia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;estate ormai è ad un passo e tutti gli hotel di Riccione, Rimini e Cattolica dovranno probabilmente fare i conti con l&#8217;uragano della  crisi economica mondiale che ormai ha messo in ginocchio un po tutti. Infatti la nostra inchiesta cercherà di capire quali effetti e soprattutto come si compereranno tutte le strutture ricettive della riviera. &#8220;Sembra infatti che Il 41% dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/movida_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="221" /></p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;estate ormai è ad un passo e tutti gli <a href="http://www.hotel.info/it/riccione/hotels-59304/">hotel di Riccione</a>, Rimini e Cattolica dovranno probabilmente fare i conti con l&#8217;uragano della  crisi economica mondiale che ormai ha messo in ginocchio un po tutti.</p>
<p style="text-align: justify">Infatti la nostra inchiesta cercherà di capire quali effetti e soprattutto come si compereranno tutte le strutture ricettive della riviera. &#8220;Sembra infatti che Il 41% dei commercianti e degli operatori turistici emiliano-romagnoli è insoddisfatto della attuale situazione economica della propria azienda, un dato in leggero aumento rispetto al 2011. Inoltre a parere del 50% degli intervistati la crisi lascerà un’impronta indelebile sia sul modo di fare impresa sia sui comportamenti d’acquisto dei consumatori; un intervistato su due è quindi convinto della portata strutturale dei cambiamenti intervenuti. Questi sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca commissionata dalla Confesercenti Emilia Romagna alla Swg, dal titolo: “Commercianti ed operatori turistici emiliano-romagnoli di fronte alla crisi economica”, presentata in occasione dell’Assemblea annuale Regionale 2011&#8243;.</p>
<p style="text-align: justify">Questo il irgolettato che potrete trovare direttamente sul sito della confesercenti di Parma. Dunque si parla con i numeri e con le parole, circa il 41% degli intervistati prevedere grosse perdite, ma il dato più preoccupante a nostro avviso è quello che gli operatori del settore prevedono che il modo di fare turismo è cambiato per sempre.</p>
<p style="text-align: justify">Una situazione del tutto delicata quella chi sta delineando per il nostro paese e soprattutto per l&#8217;amatissima riviera romagnola, luogo e terra mitica dove nessuno mai si sarebbe aspettato fino a soli 10 anni fa che queste zone avrebbero conosciuto una crisi così nera e profonda.</p>
<p style="text-align: justify">E noi italiani? Cosa dobbiamo fare? Se vogliamo aiutare la nostra economia un&#8217;idea potrebbe essere quella di trascorrere per un anno o due le nostre vacanze in Italia e non all&#8217;estero. Così facendo eviteremo di portare capitale nostrano verso l&#8217;estero.</p>
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		<title>La raccolta differenziata</title>
		<link>http://www.thepopuli.it/2012/05/la-raccolta-differenziata/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 06:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliavia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inchieste]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Ci siamo presi la briga di seguire un caso a noi molto caro, ovvero la differenza tra il nostro paese e quelli del nord Europa in materia &#8220;rifiuti da riciclare&#8221;. Per chi, come il sottoscritto, ha la fortuna di recarsi spesso in paese quali Germania, Austria, Belgio e Olanda si renderà subito conto dell&#8217;enorme differenza che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a7/NEA_recycling_bins,_Orchard_Road.JPG/280px-NEA_recycling_bins,_Orchard_Road.JPG" alt="" width="280" height="210" /></p>
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<p style="text-align: justify">Ci siamo presi la briga di seguire un caso a noi molto caro, ovvero la differenza tra il nostro paese e quelli del nord Europa in materia &#8220;rifiuti da riciclare&#8221;. Per chi, come il sottoscritto, ha la fortuna di recarsi spesso in paese quali Germania, Austria, Belgio e Olanda si renderà subito conto dell&#8217;enorme differenza che passa nel come vengono smaltiti i rifiuti in questi paesi.</p>
<p style="text-align: justify">I <a href="http://www.lusby.it/shop/ecobox-verniciato?vmcchk=1">contenitori per la raccolta differenziata</a> rappresentano l&#8217;enorme differenza perchè se in Italia nel 90% dei casi ci si limita a separare i rifiuti in 3 grosse macro aeree ovvero <strong>umido, plastica </strong>e <strong>vetro</strong>, in paese come la Germania esistono bidoni che a sua volta tendono a sotto classificare i rifiuti.</p>
<p style="text-align: justify">Quello che colpisce di più in realtà è la pratica divisione che viene fatta del vetro, infatti esistono contenitori per la raccolta differenziata per vetro bianco, per vetro verde e per vetro marrone qualcosa di veramente impensabile nel nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify">Un primo passo per educare i nostri connazionali verso la pratica sistematica di tale raccolta sarebbe quella di far capire che la <strong>raccolta differenziata</strong> non è un capriccio, ma un metodo migliore per riciclare materiale inutile e trasformarlo in nuovi prodotti.</p>
<p style="text-align: justify">Sempre più nuove aziende si specializzano in tale attività creando nuovi posti di lavoro. Quindi sensibilizzare gli italiani sarebbe un compito importante, un esempio di eccellenza in Italia da questo punto di vista è rappresentato dalla solita ed efficientissima Milano, mentre siamo un po indietro come al solito, purtroppo, nei grandi centri del sud quali Napoli, Palermo e Bari. Ma a dir la verità anche il sud può vantare una città virtuosa; Salerno.</p>
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		<title>L&#8217;ultima tendenza antistress: Massaggi con i serpenti</title>
		<link>http://www.thepopuli.it/2012/04/lultima-tendenza-antistress-massaggi-con-i-serpenti/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 11:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliavia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente&Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è uno scherzo e nemmeno un&#8217;invenzione cinematografica l&#8217;ultima tendenza in ambito massaggi è quello di farselo fare dai serpenti. Un massaggio rilassante è proprio quello che ci vuole per iniziare bene la settimana! Dimenticatevi però creme e oli profumati. L’ultima tendenza in fatto di benessere è farsi cospargere di serpenti di piccole e medie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.focus.it/Allegati/2011/4/get_83369172_web_348963.jpg" alt="" width="540" height="360" /></p>
<p>Non è uno scherzo e nemmeno un&#8217;invenzione cinematografica l&#8217;ultima tendenza in ambito massaggi è quello di farselo fare dai <a href="http://www.focus.it/ambiente/animali/08122008_1403_966_Ssssstress_addio_C38.aspx">serpenti.</a></p>
<p>Un massaggio rilassante è proprio quello che ci vuole per iniziare bene la settimana! Dimenticatevi però creme e oli profumati. L’ultima tendenza in fatto di benessere è farsi cospargere di serpenti di piccole e medie dimensioni.<br />
Certo, non tutti saranno felici di sentire una biscia &#8211; anche se non velenosa &#8211; strisciare sulla propria pelle. Ma chi l’ha provato giura che è un rimedio infallibile contro lo stress e in più la leggera pressione delle serpi scioglie i muscoli, rigenerando il corpo e la mente. L&#8217;inventrice è Ada Barak, proprietaria di una beauty farm israeliana e il trattamento costa circa 50 euro.</p>
<p>UN&#8217;invenzione veramente bizzarra che forse non convincerà tutti!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando il benessere trasloca in città</title>
		<link>http://www.thepopuli.it/2012/03/quando-il-benessere-trasloca-in-citta/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 18:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliavia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente&Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco la moda del momento che consacra il 2012 l’anno del boom nelle grandi metropoli: aprire una spa o un resort nel cuore della città, tra palazzi storici ed uffici, tra le vie più importanti e frequentate dal turista, il quale può così unire l’utile al dilettevole, scegliendo per il suo soggiorno non un semplice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lamiaumbria.it/immagini/spa_centro_benessere.jpg" alt="" /></p>
<p>Ecco la moda del momento che consacra il 2012 l’anno del boom nelle grandi metropoli: aprire una spa o un resort nel cuore della città, tra palazzi storici ed uffici, tra le vie più importanti e frequentate dal turista, il quale può così unire l’utile al dilettevole, scegliendo per il suo soggiorno non un semplice hotel ma una vera e propria spa dotata di tutti i servizi legati al benessere e al relax. È di certo questa una novità molto gradita anche da chi non ha tempo e modo di fare il turista perché soggiogato dal lavoro ma che può, nel frenetico tram tram della vita quotidiana, trovare queste vere e proprie oasi di relax in cui dedicare del tempo per sé stessi anche solo per un weekend. La spa in città si erigono come dune nel deserto e sono le “mete” preferite di un numero sempre più crescente di persone che le scelgono invece del classico hotel per i propri soggiorni. Queste city spa o resort metropolitane già riscuotono un enorme successo e sono, per struttura ed organizzazione, alla pari dal punto di vista qualitativo dei tradizionali <a href="http://www.icentribenessere.it/">centri benessere</a> fuori città posti in luoghi verdeggianti e tranquilli. A queste resort “da città” non manca proprio nulla per essere annoverate tra i luoghi del relax più eccelsi del nostro paese, grazie alla competenza tecnica  e alla professionalità del personale che garantisce servizi di ottima qualità e tutte le più innovative novità in materia di benessere e tecniche estetiche. Nelle città mete di un turismo prettamente culturale, vedi Roma e Firenze, ad esempio, trovare tra un monumento e l’altro questi luoghi del benessere caldi ed accoglienti rappresenta un plus valore. Il 1°Aprile Roma vivrà l’inaugurazione del suo primo resort chiamato Gran Melià Roma Villa Agrippina, una struttura circondata da un parco stile antica Roma con ben 116 camere disposte su otto piani, tutto lussuosamente arredato e curato in ogni dettaglio, avvolto da atmosfere rilassanti. Soffitti affrescati, luci soffuse, profumi delicati e musiche rilassanti di sottofondo danno l’impressione di essere immersi certamente in un’atmosfera “di altri tempi”  ma accolti dal comfort di tutti i servizi dedicati al relax, dalle piscine, ai percorsi di idroterapia, alle sale dove sottoporsi alle tecniche di massaggio più tradizionali e a quelle di ultima generazione, fino ad arrivare ai centri wellness dove ritrovare la forma perfetta seguiti da qualificati personal trainer. Il tutto è arricchito dalla presenza  di  ristoranti di alto livello dove poter gustare i piatti tipici della cucina mediterranea.</p>
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<p><a href="http://www.icentribenessere.it/">Centri Benessere</a><strong> </strong></p>
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		<title>Cosa dovete sapere prima di scegliere uno Smartphone</title>
		<link>http://www.thepopuli.it/2012/02/cosa-dovete-sapere-prima-di-scegliere-uno-smartphone/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 17:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia&Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[cellulari android]]></category>
		<category><![CDATA[cellulari nuovi]]></category>
		<category><![CDATA[offerte cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi cellulari]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mercato di cellulari è diventato così ampio e prima di decidere quale modello comprare, dobbiamo valutare bene tutti gli aspetti e tutte le funzioni che offre un telefono. Però, la nostra scelta è influenzata spesso dalle recensioni lette o dalle pubblicità, che a volte creano solo una confusione: iPhone da un lato, tanti modelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato di cellulari è diventato così ampio e prima di decidere quale modello comprare, dobbiamo valutare bene tutti gli aspetti e tutte le funzioni che offre un telefono. Però, la nostra scelta è influenzata spesso dalle recensioni lette o dalle pubblicità, che a volte creano solo una confusione: iPhone da un lato, tanti modelli Samsung, Nokia, HTC dall’altro. Oggi, invece di scegliere un marchio, è più importante scegliere un sistema operativo. Ci sono iOS, Android, Windows Phone 7, WebOS, i nomi diversi nella stessa lotta per il trono del sistema operativo mobile più venduto.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.toptenreviews.com/i/rev/misc/articles/3690/app-monitors-ap-1.png" alt="" width="505" height="278" /></p>
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<p>Prima di tutto, dovete sapere quali sono i vostri criteri per scegliere un telefono. Comprerete un iPhone perché vi piacciono le sue prestazioni o solo perché è di moda? Sceglierete tra i <a href="http://it.mobileshop.eu/">cellulari Android</a> perché preferite un sistema aperto o perché vi piace il logo con quell’animaletto verde? Opterete Windows 7 perché avete al computer lo stesso sistema? Avete sentito parlare di un WebOS?</p>
<p>Conosco molte persone che usano iPhone solo perché li hanno avuti in regalo e non vanno mai su Twitter o Facebook. E vi chiedete, perché dobbiamo spendere tanti soldi per l’acquisto di uno smartphone se non usiamo nemmeno Internet? Se siete un po’ indecisi, cerchiamo di darvi qualche consiglio per facilitarvi la scelta.</p>
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<p><strong>iPhone- smartphone per i principianti e trend-setter</strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://allfreeiphones.net/upload/ip5%281%29.jpg" alt="" width="500" height="319" /></p>
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<p>Con l’uscita del primo iPhone, Apple ha fatto una vera rivoluzione nel mercato di cosiddetti smartphone, perché ha offerto una delle migliori interfacce: la sua facilità d’uso, la levigatezza, facile installazione e utilizzo delle applicazioni sono le migliori raccomandazioni per quelli che usano smartphone per la prima volta. Tutto tranne il prezzo di circa 600 euro, che non sono tutti disposti a pagare. Così, prima di comprare un iPhone, informatevi per bene sulle funzioni che offre, se non ne avete bisogno e se non vi piace sperimentare è meglio cercare delle alternative.</p>
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<p><strong>Android- ricca offerta di modelli e applicazioni</strong></p>
<p>Google, con il suo sistema Android, è diventato il maggior rivale di Apple. Offre maggiore libertà per gli sviluppatori e un ambiente più libero per lo sviluppo. I cellulari Android sono ideali per coloro che amano sperimentare ed installare <img class="alignright" src="http://hosting.ber-art.nl/wp-content/uploads/google-android.jpg" alt="" width="320" height="400" />applicazioni e non è difficile trovare un modello che corrisponde alle vostre esigenze. Se siete principianti, forse non riuscirete ad ottenere il massimo di un Samsung Galaxy SII, è meglio iniziare con un HTC Desire S, per esempio. Se entrate nel mondo degli smartphone per sfruttare i social networking HTC ChaCha diventerà presto un vostro fedele amico. Per giocare, fare le foto e scrivere su Tweeter, il modello ideale che vi conviene comprare è Sony Ericsson Xperia Play.</p>
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<p><strong>Windows 7 e WebOS: smartphone per il futuro</strong></p>
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<p>Quelli che stanno usando Windows Phone 7 affermano questo che può diventare un rivale molto serio per Android. Visto che hanno raggiunto recentemente un accordo con Nokia e che Microsoft ha promesso che quest’anno i prezzi saranno più accessibili (anche inferiori a 100 dollari), è già in vista una squadra vincente. WebOS, il sistema esclusivo di Palm (recentemente acquisita da HP),  il cui utilizzo è meno diffuso, è un sistema molto serio e molto affidabile e dalle esperienze degli utenti si può dire che per molti aspetti è superiore ad Android. Se non siete uno che cambia spesso i cellulari e se volete investire al futuro, fate una prova per sapere se questi sono i sistemi che soddisfano i vostri bisogni tecnologici.</p>
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<p><strong>Articolo scritto da: Marta De Angelis</strong>, una giornalista- blogger appasionata di smartphone e android, redattrice del sito <a href="http://it.mobileshop.eu/" target="_blank">Mobile Shop</a> in lingua italiana.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>NON SEMPRE CIÒ CHE LUCCICA È D&#8217;ORO. I GIAPPONESI L&#8217;HANNO IMPARATO A LORO SPESE.</title>
		<link>http://www.thepopuli.it/2012/02/non-sempre-cio-che-luccica-e-doro-i-giapponesi-lhanno-imparato-a-loro-spese/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 12:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Satta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente&Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[centrali nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Fukushima]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Satta]]></category>

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		<description><![CDATA[Smitizzare un mito: il Governo giapponese non sempre è migliore degli altri. Le omissioni delle autorità sul disastro di Fukushima ne sono la prova.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2012/01/Giappone.jpg" alt="" width="363" height="300" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno stereotipo positivo avvolge il Giappone. È luogo comune, infatti, che si tratti di uno Stato i cui abitanti siano persone rispettose delle leggi, di una solida morale e di un forte senso di rispetto. Non si tratta, però, di verità assolute. Che i modelli convenzionali siano pregiudizi mitici è noto, anche il Giappone deve pagare dazio. </p>
<p>«Dopo il disastro nucleare di Fukushima, non tutte le informazioni che giungevano dal Governo giapponese erano corrette. &#8211; ha ammesso Giorgia Monti, attivista italiana che lavora per Greepeace, durante l&#8217;incontro del 30 settembre 2011 al festival di “Internazionale” &#8211; Intorno alla centrale nucleare, ad esempio, la zona altamente contaminata era di ben 30 km. Il Governo l&#8217;ha invece annunciata di 20 km». Un comportamento stranamente ambiguo per un Paese di dichiarata trasparenza.</p>
<p> «I dati disponibili sulla contaminazione non erano sufficienti. &#8211; ha rincarato la dose Monti – Nel mare sono state versate tonnellate di acqua utilizzata per il raffreddamento dei nuclei. Il Governo giapponese ha molto limitato la ricerca degli attivisti di Greenpeace su pesci ed alghe. Tuttavia grazie ai pescatori, siamo riusciti a campionare materiale marittimo, risultato ampiamente contaminato. </p>
<p>Quello che ha fatto il Governo è molto grave: ha sminuito il problema, effettuato controlli a random senza tutelare neppure il cibo per le scuole. Purtroppo però, minimizzare i problemi non significa farli scomparire». Il danno ambientale è ulteriormente aggravato dal fatto che i giapponesi, famosi per il sushi, si nutrono ampiamente dei frutti derivanti dal mare. Nei rilevamenti effettuati da  Greenpeace, è risultata la presenza nel mare di cesio, materiale altamente tossico.</p>
<p> Sono necessari trecento (300) anni per smaltirlo. Il cesio ha intaccato i fondali marini. La quantità di questo materiale presente nel mare giapponese è molto alta, a detta degli attivisti di Greenpeace, eppure le autorità giapponesi hanno sottovalutato i problemi legati ad un simile inquinamento. Il Governo ha sostenuto che le acque versate in mare non erano un problema perché si sarebbero diluite.</p>
<p> «Per quanto riguarda le radiazioni, le informazioni per la salvaguardia della popolazione sono state sbagliate. &#8211; ha denunciato un&#8217;altra attivista, Ike Teuling, presente al festival – È stato sostenuto che non fossero un problema per la salute. I principali rischi legati alle radiazioni – ha continuato – comportano il cancro. Con un&#8217;alta esposizione alle radiazioni c&#8217;è una forte probabilità di contrarre tumori. Ma il cancro dovuto alle contaminazioni potrebbe sopraggiungere anche dopo vent&#8217;anni. </p>
<p>Dimostrare che la causa è stato il disastro nucleare, risulterebbe in questo caso molto difficile e ciò va tutto a favore dei difensori, degli “avvocati”, del nucleare». Gli interessi economici delle compagnie del nucleare, come di quelle petrolifere, che hanno il monopolio dell&#8217;energia, sono molto forti. Come molto forti sono le stesse lobby dell&#8217;energia. Tuttavia i giapponesi, che prima di Fukushima pensavano al nucleare come un&#8217;energia pulita e sicura, oggi rivalutano un politica rivolta alle rinnovabili. </p>
<p>«È importante ridurre innanzitutto lo spreco energetico – ha sostenuto Teuling – Oltre alla necessità che i Governi smettano di investire in politiche energetiche pericolose, per concentrare i finanziamenti su quelle pulite e veramente sicure. </p>
<p>Tornando al disastro di Fukushima, io sostengo sia necessaria un&#8217;azione mirata del Governo, che dovrebbe aiutare la popolazione sottolineando i gravi rischi che corre. Ad esempio monitorando le colture possibile, impedendo di coltivare gli ortaggi maggiormente esposti alle radiazioni. Questo all&#8217;inizio della tragedia non è stato fatto».</p>
<p>Se pensavate che i governanti giapponesi fossero tra i migliori, ricordatevi il detto che recita: “Non è tutto oro ciò che luccica”.</p>
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		<title>Silvio Berlusconi: l’“ultimo comunista”…</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 13:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaspare Serra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunisti]]></category>

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		<description><![CDATA[STORIA D’UN PAESE IMPROVVISAMENTE SVEGLIATOSI “CONTRO NANO”… &#160; Il dato è tratto: Silvio Berlusconi è morto! (politicamente, s’intende…) Il 12 novembre, rassegnando le dimissioni, il Cavaliere ha irrimediabilmente inciso la parola “fine” su di una stagione politica protrattasi quasi un ventennio, inaugurata e conclusasi praticamente allo stesso modo: con un videomessaggio agli Italiani, coerente fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.openjournalist.com/upload/77/546_0.jpg" title="Berlusconi" class="alignnone" width="484" height="474" /></p>
<p><strong>STORIA D’UN PAESE IMPROVVISAMENTE SVEGLIATOSI “CONTRO NANO”…</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il dato è tratto: <strong>Silvio Berlusconi è morto! (politicamente, s’intende…)</strong></p>
<p>Il 12 novembre, <strong>rassegnando le dimissioni, il Cavaliere ha irrimediabilmente inciso la parola “fine” su di una stagione politica protrattasi quasi un ventennio</strong>, inaugurata e conclusasi praticamente allo stesso modo: con un videomessaggio agli Italiani, coerente fino all’ultimo con il suo inimitabile stile da “tele imbonitore”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Era il ‘94 quando il magnate italiano delle tv commerciali “scendeva in campo” annunciando una “rivoluzione liberale”, riuscendo in un’impresa dai più giudicata temeraria: smontare pezzo per pezzo l’impetuosa “macchina da guerra” dell’allora Pds, segnando di fatto l’avvento della seconda Repubblica.</p>
<p>Un’era geologica nel frattempo è trascorsa, segnata dal trapasso dall’età delle “monetine” (di Craxi) a quella delle “papine” (di Silvio), ultime comparse di quel “teatrino” (si direbbe ormai “festino”) della politica di cui il Cavaliere si era presentato come acerrimo avversario (almeno prima di assumere anch’egli in esso una parte da protagonista!).</p>
<p>Eppure <strong>l’ex Premier può vantare oggi di aver già raggiunto</strong> almeno <strong>un traguardo: essersi ritagliato un ruolo da protagonista nei libri di storia</strong> che leggeranno i nostri figli (<strong>anche se, sul contenuto della “narrazione berlusconiana”, è probabile che in molti storici non mancherà la tentazione di calare u</strong><strong>n “velo pietoso”</strong>, desiderando archiviarla in fretta!).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mister B è (politicamente) morto</strong>.</p>
<p><strong>Eppur Lui sembra non accorgersene… come se nessuno dei suoi “consiglieri di corte” abbia ancora avuto l’ardore di premonirlo!</strong></p>
<p><strong>Contro l’impietoso responso dell’anagrafe, a dispetto delle separazioni (politico-familiari) subite e bufere (giudiziar-sessuali) patite, il Cavaliere par </strong>ancor <strong>convinto di poter “resistere, resistere, resistere”…</strong> come se nessun cataclisma si fosse nel frattempo abbattuto sulla politica italiana!</p>
<p><strong>Come un don Giovanni tradito dal tempo </strong>(ma che non perde tempo, tra una defaillance e l’altra, a guardarsi allo specchio…), <strong>come un indomito “don Chisciotte de Arcore”</strong> incitante gli ultimi suoi servitori a seguirlo, <strong>l’Unto d’Arcore par sicuro di riuscire a domare </strong>ancora una volta <strong>gli Italiani dando prova dell’ennesima resurrezione (politica, s‘intende)</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il tempo</strong>, però, <strong>è un giudice più supremo di ogni corte, più impietoso di ogni toga, “implacabile” nelle sue sentenze.</strong></p>
<p><strong>E così colui che 17 anni fa si presentava </strong>al Paese <strong>come l’“homo novus”</strong> (geniale imprenditore di successo, modernizzatore e fuori dagli schemi), <strong>oggi -se non altro per sopraggiunti “limiti d’età”- appare soltanto l’ombra di se stesso… il reduce di una seconda Repubblica ancor minorenne… (eppur già scomparsa!).</strong></p>
<p><strong>Per questo Mister B</strong> (<strong>che si ricorderà nei libri di storia come il più grande “estetista” degli ultimi 150 anni</strong>!) <strong>appare oggi come l’“ultimo giapponese”:</strong> come quei reduci dagli occhi a mandorla della Grande Guerra dimenticati dal loro Paese in una miriade di isolotti oceanici ai confini del mondo (dove per anni son sopravvissuti continuando a resistere contro un nemico immaginario, con la sola compagnia di armi arrugginite), allo stesso modo il Cavaliere, già da tempo abbandonato dai suoi stessi alleati, <strong>continua a combattere come un “protagonista solitario” della storia, un patriota disposto a immolarsi per una causa </strong>(l’anticomunismo) <strong>nella quale nessuno più crede!</strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong>Sinceramente convinto di esser sceso da cavallo (piuttosto che esser stato “disarcionato” dalle cancellerie europee e dai mercati!), il Cavaliere non ha perso occasione </strong></em><em>nel corso della sua prima uscita pubblica da dimissionario <strong>per blandire l’arma più logora del suo repertorio: l’anticomunismo!</strong></em></p>
<p><em><strong>Il clima, però, è irrimediabilmente mutato: non sono in pochi, anche tra i suoi stessi sostenitori, a interrogarsi se valga la pena rispolverare antichi slogan ideologici e populisti</strong></em><em> in una fase in cui il Paese tutto, sotto attacco della speculazione internazionale, corre seri rischi di “default”.</em></p>
<p><em><strong>L’impressione che emerge</strong></em><em> <strong>è che l’incorreggibile Silvio, </strong></em><strong>a corto d’argomenti, speri di “riesumarsi” tirando fuori dal cilindro sbiadito il solito “asso della manica”, il “cavallo di troia” più esibito della retorica berlusconiana, emblema di una destra (quella italiana) confusa e sguaiata.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>“La sinistra non è cambiata, sono ancora gli stessi”</em></strong><strong>, ha sentenziato</strong> lo scorso 25 novembre <strong>Berlusconi</strong> dal palco di un convegno dei Popolari liberali, aggiungendo che sarebbe <em>“l’uomo più felice se dalla sinistra arrivasse quella maturazione verso la libertà, verso un rapporto libero tra cittadini e Stato, mentre loro vogliono che lo Stato sia superiore al cittadino, con il cittadino messo al servizio dello Stato”</em>.</p>
<p>Mr. Bunga Bunga ha ricordato per l’ennesima volta i motivi del suo impegno politico: <em>“siamo scesi in campo nel ’94 per non lasciare il Paese in mano a quelli che nel loro profondo sono rimasti comunisti. Per questo stesso motivo siamo ancora in campo! I comunisti non hanno mai fatto i conti con il loro passato e con gli orrori di una ideologia spaventosa, la più disumana e criminale della storia dell’uomo che ha prodotto solo miseria, disperazione e più di 100 milioni di morti!”</em>.</p>
<p>Infine, l’Uomo d’Arcore ha così rassicurato i suoi sostenitori: <em>“siamo e resteremo in campo per garantire a tutti di poter vivere in un Paese democratico e libero… continuiamo a combattere uniti!”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Non molto tempo prima il Cavaliere -ancora nelle vesti di Premier- aveva sentito l’urgenza di interloquire direttamente con i telespettatori della trasmissione Kalispera per ribadire il seguente concetto: </em><em>“I</em><em> comunisti italiani si sono imborghesiti, hanno imparato a vestirsi con capi firmati e scarpe fatte su misura, pasteggiano a caviale e champagne. Hanno cambiato il nome più volte ma il trucco non ha funzionato perché sono rimasti gli stessi di prima con gli stessi pregiudizi, lo stesso modo di fare politica… l’abitudine di mistificare la realtà, demonizzare l’avversario e calunniarlo cercando di farlo fuori!”</em>.</p>
<p>Poco conta poi se gli stessi metodi non sono affatto stati disprezzati dall’entourage del Cavaliere, servitosi delle stesse armi (la “demonizzazione” dell’avversario, a tutti i costi e con tutti i mezzi) per far sistematicamente fuori:</p>
<p>1- giornalisti scomodi (si ricordino le calunnie all’ex direttore de l’Avvenire, Dino Boffo);</p>
<p>2- magistrati protagonisti (si vedano i casi del giudice Mesiano -accusato da giornalisti compiacenti di indossare in pubblico indecenti calzini turchesi!- e del pm Boccassini -accusata d’aver simpatizzato sentimentalmente “negli anni ’70” con un giornalista militante dell’estrema sinistra-);</p>
<p>3- e alleati ribelli (si ricordi l’attacco a Fini sulla vicenda della casa di Montecarlo, orchestrato dall’ormai noto affarista Lavitola!).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Niente di nuovo</strong></em><em>, dunque<strong>: Berlusconi </strong></em><strong>persevera nel suo “sproloquio” preferito (secondo solo alle sue ormai celebri “barzellette”!).</strong></p>
<p><strong>Anzi, di nuovo qualcosa c’è: questa</strong> <strong>volta</strong> -forse per la prima volta- <strong>il ritornello più caro al Presidente suona davvero “stridulo” agli Italiani, come una litania ormai trita e ritrita quasi più di quelle note gag di Totò e Peppino mandate in replica innumerevoli volte sugli schermi televisivi!</strong></p>
<p>Non è difficile controbattere, ad esempio, che in Italia non è facile intravedere più nemmeno un’“ombra rossa”: dei sostenitori di quella contestata ideologia non ne è rimasta più nemmeno traccia nelle Istituzioni!</p>
<p>“Al lupo, al lupo!”, sembra imperterrito ammonire il Cavaliere…<em> </em></p>
<p>Ma chi sarebbe lo “spauracchio” del Presidente? <strong>Chi gli “eversori rossi” che attenterebbero alle nostre libertà?!</strong></p>
<p>Il freddo e tecnocrate <strong>Mario Monti </strong>(di fatto nominato dalla “culona tedesca” -come ribattezzata da “il Giornale”- per realizzare quelle riforme liberali che la destra italiana non è stata in grado in un ventennio nemmeno di cantierare)<strong>?</strong></p>
<p>Il fuori dagli schemi <strong>Nichi Vendola</strong> (che persino Bertinotti accusa di star spingendo Sinistra e Libertà verso una socialdemocrazia di stampo europeo)<strong>?</strong></p>
<p>Gli ormai consunti <strong>D’Alema e Veltroni</strong> (tra gli ultimi post-comunisti che siedono in Parlamento e tra i primi promotori di un governo di tecnici e banchieri e di un’alleanza politica coi post-democristiani)<strong>?</strong></p>
<p><strong>Oppure Giorgio</strong> <strong>Napolitano</strong> (ex comunista che oggi siede al vertice dello Stato con il non secondario merito di risultare l’unica autorità pubblica che vanta ancora della fiducia della stragrande maggioranza degli Italiani)<strong>?</strong></p>
<p>Gira e rigira, rischiamo di finire con lo scoprire come <strong>l’ultimo comunista nei dintorni risiede a Mosca… (ed ha la non pratica consuetudine di regalare “lettoni” agli amici di vecchia data!)</strong>.</p>
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		<title>Generazione precaria</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 15:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Satta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro economia giovani precariato flexicurity cassa integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[susanna camusso]]></category>

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		<description><![CDATA[Cronaca dell'incontro/intervista con Susanna Camusso al festival di "Internazionale".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thepopuli.it/wp-content/uploads/2012/01/precari.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3207" title="precari" src="http://www.thepopuli.it/wp-content/uploads/2012/01/precari.jpg" alt="" width="400" height="307" /></a></p>
<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --><span style="font-family: Times New Roman,serif">Poco più che ventenne, neolaureato in lettere, S. si ritiene soddisfatto perché passato da un stage gratuito in un ufficio pubblico, ad un lavoro precario (18 mesi) in un centro commerciale. Alla domanda: «Credi possa essere il tuo futuro?», la risposta è stata affermativa. Passati i 18 mesi è praticamente certo che ti tengano a lavorare, sostiene S., e intanto in quel periodo puoi anche avanzare di livello. Felice di essere precario. Un precariato di lusso quello di S. se fosse vero ciò che ha dichiarato, ma pur sempre precariato. Una condizione tristemente diffusa in Italia che costringe una generazione intera a saltare letteralmente “da palo in frasca” lavorativamente parlando. Non vi è forse logica, non più almeno. Certamente manca solidità, quella solidità che permetterebbe di fabbricarsi un futuro. Opporsi al fenomeno del precariato è un sentimento esteso, chi ha dai 18 ai 35 anni lo sa bene, una guerra da combattere contro istituzioni accecate da tutt&#8217;altro. Fare una stima precisa dei lavoratori precari è difficile ma la certezza è riscontrabile nella quantità non numerica: elevata. Ciò è stato possibile constatarlo (come se fosse necessario) durante l&#8217;incontro organizzato nell&#8217;ambito del Festival della rivista <em>Internazionale</em>, tenutosi dal 30 settembre al 2 ottobre, con il/la segretario/a della CGIL Susanna Camusso. Prima di iniziare ufficialmente l&#8217;incontro uno dei tre intervistatori, Michael Braun di <em>Tageszeitung</em>, si è rivolto al numeroso pubblico presente, tra cui molti under 30, avanzando una semplice quanto provocatoria domanda: «Chi, oggi qui presente, è lavoratore precario?». Inutile riportare che, in risposta, l&#8217;ampia maggioranza delle mani si è alzata. «Nel nostro Paese i precari sono davvero tanti. Si può parlare di generazione, certo. &#8211; ha esordito Camusso – Non è tra l&#8217;altro una condizione peculiare del settore privato ma si è diffusa anche a quello pubblico. Tratto comune di questa condizione è una bassa retribuzione, oltre all&#8217;idea di una competizione al ribasso che blocca la creatività non dandole spazio». Quel che conta insomma è poter lavorare, non lavorare bene. Un&#8217;indeterminata situazione di tempo determinato comporta una diminuzione della qualità? Probabilmente rispondere non è complicato. Durante l&#8217;intervista al segretario/a della CGIL si è cercato di capire come secondo lei si sia arrivati a questa situazione: «Uno dei problemi è demografico. I giovani italiani sono pochi e questo ha fatto si che la loro voce non venga ascoltata. Non si può poi certo nascondere che il liberismo, fuso all&#8217;individualismo berlusconiano abbia generato una maggior attenzione per il consumatore piuttosto che per il lavoratore. Quando è stata costruita una modalità d&#8217;ingresso al lavoro per i più giovani, che sposasse la logica del precariato, si è fatto l&#8217;errore di credere che fosse un fenomeno facilmente riassorbibile ma purtroppo è diventata la condizione prevalente di una generazione che ora non ha più diritti lavorativi». Susanna Camusso riconosce anche i limiti del sindacato, il quale ha preso sotto gamba il problema all&#8217;epoca della sua origine. Ora invece per la CGIL la difficoltà sta  nel rintracciare le singole persone, le unità precarie, per poterle organizzare e dargli un posto serio sul palco della protesta. «Ostacolo principale per il sindacato è passare sul posto di lavoro del precario. &#8211; ha ammesso Susanna Camusso – penso agli stage ad esempio. Certo il nostro errore è stato quello non esserci al momento opportuno». Naturalmente ora come ora una netta separazione dalla situazione di precariato così diffusa non sarebbe possibile. Probabilmente dovrebbe comunque rimanere un limbo simile ma: «Se si valuta che una parte di lavoro periodico debba persistere è necessario che esso sia collegato alla possibilità di trovare, ad avvenuta scadenza,  un altro lavoro subito. Chiamiamola un&#8217;indennità d&#8217;accompagnamento. Le risorse per risollevarsi da questa situazione vanno recuperate da un&#8217;equità economica e dall&#8217;abbattimento dell&#8217;evasione fiscale, la cui stima equivale a tre anni di manovre economiche». </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif">Un altro delicato tema che riguarda il mondo del lavoro è sicuramente legato al ruolo delle donne: «Uno dei principali problemi delle donne nel lavoro – ha tuonato Camusso – è il pregiudizio. È diffuso il credo che la donna non sia attaccata al suo mestiere perché suo ruolo principale sarebbe quello di badare alla famiglia. Ecco perciò nascere la discriminazione, per superare la quale sarebbe necessaria la paternità obbligatoria, una maggiore presenza delle donne nei posti di potere ed un modo diverso nell&#8217;uso del linguaggio». Stoccata all&#8217;ex presidente del Consiglio ed ai suoi “bunga-bunga”. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif">Probabilmente per riuscire a districarsi dalla melma lavorativa sarebbe utile poter godere di una classe dirigente che pensi al bene comune piuttosto che agli affari suoi. Utopia? Forse. Intantto precari di tutta Italia unitevi!</p>
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		<title>IL &#8220;PARADOSSO&#8221; DELLA FELICITA&#8217;&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 14:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaspare Serra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>

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		<description><![CDATA[ELUCUBRAZIONI ALIEATORIE E SPARSE SUL SENSO COMUNE DELLA FELICITA&#8217;&#8230; &#160; &#160; COS&#8217;E&#8217; LA FELICITA&#8217;? &#160; Bernard Shaw (scrittore e drammaturgo irlandese) sosteneva che &#8220;il segreto per essere infelici è di avere il tempo di chiedersi continuamente se si è felici o no&#8230;&#8221;. Sarà vero? Ad ogni modo, chi di noi non si è mai posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #c5000b"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><strong>ELUCUBRAZIONI ALIEATORIE E SPARSE SUL SENSO COMUNE DELLA FELICITA&#8217;&#8230;</strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #c5000b"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><strong>COS&#8217;E&#8217; LA FELICITA&#8217;?</strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Bernard Shaw (scrittore e drammaturgo irlandese) sosteneva che &#8220;<strong>il segreto per essere infelici è di avere il tempo di chiedersi continuamente se si è felici o no</strong>&#8230;&#8221;.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Sarà vero?</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Ad ogni modo, <strong>chi</strong> di noi <strong>non si è mai posto almeno una volta nella vita l&#8217;interrogativo &#8220;ma io sono felice?&#8221;</strong>.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Se ponessimo a chiunque ci sta vicino questa semplice domanda -&#8221;sei felice?&#8221;-, <strong>stiate certi che riceveremmo pressoché sempre la stessa risposta: &#8220;forse, o meglio qualche volta&#8230;&#8221;</strong>.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Ma se a questo interrogativo aggiungessimo anche la domanda &#8220;<strong>ma cos&#8217;è per te la felicità?</strong>&#8221; ci accorgeremmo presto di ricevere non una ma tante diverse risposte quante le persone a cui ci saremmo rivolte.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Per quale ragione?</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Perché la felicità è u</span></span></span><span style="font-size: x-small">n sentimento universalmente conosciuto e perseguito ma non facile da descrivere.</span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Forse </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>non c&#8217;è nulla </strong></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">nelle nostre vite </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>di più soggettivo ed opinabile, vago e relativo, discutibile e surreale come il concetto stesso di &#8220;felicità&#8221;</strong></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">, </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">indeterminato a tal punto che -sosteneva Immanuel Kant, che non ha certo bisogno di presentazioni&#8230;- “nonostante il desiderio di ogni uomo di raggiungerla, nessuno è in grado di determinare e dire coerentemente che cosa davvero desideri e voglia&#8221;!</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Tra mille relativismi, un piccolo punto fermo è possibile apporlo alla descrizione della <strong>felicità</strong>: con tale parola non intendiamo di certo una condizione materiale, uno stato oggettivo, bensì <strong>una condizione sentimentale, uno stato d&#8217;animo positivo, di pieno benessere psico-fisico</strong>.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Se volessimo, poi, ricorrere ad altre parole per descrivere ancor meglio questo concetto, suggerirei le seguenti: <strong>la felicità è</strong> <strong>una straripante sensazione di soddisfazione totale, di &#8220;pienezza&#8221; che ci pervade l&#8217;animo e ci pone per un attimo sulla cima più elevato di un Olimpo!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">La felicità -ove sperimentata- è un pò come <strong>un Kharma, forse l&#8217;unica forma di Illuminazione </strong>per davvero<strong> alla portata di tutti: uno stato</strong> -evidentemente <strong>temporaneo</strong>- <strong>nel quale l&#8217;uomo diviene imperturabile di fronte ad ogni avversità, non chiendeno più nulla alla vita nella vana convinzione di non aver bisogno più di nulla per appagare i propri desideri!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Chi è felice</strong> <strong>è una persona fieramente libera, pienamente autonoma, compiutamente realizzata!</strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #c5000b"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><strong>QUANTO PUO&#8217; DURARE LA FELICITA&#8217;?</strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">&#8220;<strong>Davanti ad una prospettiva di felicità permanente e invariata non indietreggerebbero forse tutti, per il terrore di morire di noia?</strong>&#8220;, si chiedeva lo scrittore britannico Aldous Huxley.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Di certo nessuno potrà mai scoprirlo, poiché </strong><strong><strong>non esiste in alcuna forma una felicità “stabile e perpetua”</strong></strong><strong>.</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Anzi -sosteneva Pier Paolo Pasolini- &#8220;<strong>la felicità ha sempre vita breve</strong>&#8220;: &#8220;<strong>la felicità della vita è fatta di frazioni infinitesimali: di piccole elemosine, presto dimenticate, di un bacio, di un sorriso, di uno sguardo gentile, di un complimento fatto col cuore</strong>&#8221; (Samuel Taylor Coleridge).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Se la felicità esiste per davvero -e se agli uomini è data la possibilità di viverla-, stiate certi che <strong>poc&#8217;altro nelle nostre vite appare più sfuggente di quest&#8217;effimero stato febbrile chiamato &#8220;felicità&#8221;!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Arde più di tutti esser felice soprattutto chi ha provato almeno una volta cosa voglia dire esserlo&#8230; Ma è proprio chi è stato felice ad esser consapevole </strong>più di ogni altro <strong>di come la felicità non lo accompagnerà mai abbastanza nella propria vita per appagarlo pienamente!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Se esser felici è impresa alquanto ardua</strong>, dunque, <strong>praticamente impossibile è restarci a lungo!</strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #c5000b"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><strong>PERCHE&#8217; E&#8217; COSI&#8217; ARDUO RAGGIUNGERE LA FELICITA&#8217;?</strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">La ragione di tutto forse è più semplice di quanto appaia: <strong>la felicità non fa per l&#8217;uomo!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>E la causa di ciò potrebbe risiedere nell&#8217;innata &#8220;contraddizione esistenziale&#8221; umana</strong>, ben descritta da Socrate nella notoria definizione <strong>di</strong> <strong>&#8220;animale sociale&#8221;</strong>.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Secondo una mia personalissima interpretazione del pensiero socratico, difatti, <strong>la natura umana è contraddistinta da due forze &#8220;uguali e contrapposte&#8221;</strong>:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>1- l&#8217;&#8221;animalità&#8221;</strong>, qualità che si ricollega alla natura istintiva, primordiale, emotiva, irrazionale dell&#8217;uomo (alla tendenza innata a seguire ciecamente i propri istinti e desideri&#8230;);</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>2- e la &#8220;socialità&#8221;</strong>, qualità che si ricollega alla sua natura razionale, ragionevole, &#8220;cogitante&#8221; (alla spinta ad uniformarsi ai propri doveri sociali, dettati dalle ragioni di una necessaria convivenza con i propri simili&#8230;).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Proprio <strong>nella perenne contrapposizione tra queste due &#8220;spinte interiori&#8221; dell&#8217;uomo si può rintracciare il principale ostacolo incontrato nella via verso la felicità!</strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Cosa concretamente ci impedisce</strong>, quindi,<strong> d&#8217;esser felici?</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>A farlo sono i &#8220;condizionamenti esterni&#8221;</strong> (legati al mondo delle persone &#8220;giudicanti&#8221; che ci circonda), <strong>i quali ci rendono impossibile essere pienamente &#8220;noi stessi&#8221;, realizzare compiutamente i nostri più naturali istinti</strong> (così finendo col mortificare o spegnere sul nascere i nostri più primordiali desideri).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Ciò spinge gli uomini, piuttosto che a realizzare se stessi, a realizzare i desideri che &#8220;gli altri&#8221; esprimono su di loro</strong>, regolando le proprie scelte sulla base delle aspettative altrui.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong><strong>Tutti ricerchiamo la felicità, ma il più delle volte finiamo con l&#8217;inseguire &#8220;target di felicità&#8221; a noi inculcati, </strong></strong><strong>a cui siamo stati ben allenati, educati, esortati con sapiente maestria fin dai primi anni dell&#8217;infanzia.</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong><strong>L&#8217;ideale di felicità</strong></strong><strong>, così,</strong><strong><strong> finisce con l&#8217;assomigliare più ad un &#8220;pacchetto pubblicitario&#8221; preconfezionati dalla società a perfetto uso e consumo di ogni consumatore!</strong></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>L&#8217;affermazione universale di una cultura &#8220;consumista ed iper-capitalista&#8221;</strong></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">, poi, </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>ha finito col creare una &#8220;religione laica interclassista&#8221; fondata su un unico dogma: quello per cui </strong></span></span></span><span style="font-size: x-small"><strong>l&#8217;aumento della ricchezza sia sufficiente a garantire un proporzionale aumento della felicità</strong></span><span style="font-size: x-small"> (o quantomeno a non provocarne la diminuzione</span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Una religione il cui straordinario successo è pari solo alla propria assiomatica &#8220;velleità&#8221;: quella di credere l&#8217;uomo un perfetto consumatore e non anche un essere dotato di sentimenti e capace di emozionarsi!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Fondare la felicità sulla ricchezza equivale a costruire un enorme castello di sabbia: come credere che la misura della felicità di un uomo possa dipendere dalla capienza del suo portafoglio? </strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Come immaginare che la felicità possa essere un bene misurabile con unità di misura economiche quali il Pil, il reddito pro-capite o le rendite di capitale?!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>La vera natura umana </strong>-diversamente da un comune bancomat!-<strong> si nutre non solo di bisogni materiali ma anche di bisogni squisitamente emozionali!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>La ricchezza</strong>, dunque,<strong> può apportare </strong>certamente <strong>benessere </strong>all&#8217;uomo modermo <strong>ma non offre alcuna &#8220;garanzia di felicità&#8221;.</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><em>&#8220;</em></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><strong>La felicità interna lorda è molto più importante del prodotto interno lordo</strong></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif">”, ha recentemente sostenuto sul Financial Times il re del piccolo stato del Bhutan, </span></span>Jigme Singye Wangchuck.</span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Come dargli torto?&#8230;</strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Non solo non esiste alcuna equazione matematica del tipo &#8220;+ricchezza </strong><span style="font-family: Times New Roman,serif"><strong>= +</strong></span><strong>felicità&#8221; ma, almeno stando a </strong><strong><strong>Richard Easterlin</strong></strong><strong> (professore di economia all&#8217;Università della California e membro dell&#8217;Accademia Nazionale delle Scienze), </strong><strong><strong>vi sarebbe tra tali due termini una relazione inversa.</strong></strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Secondo il cd. &#8220;</strong></span></span></span><span style="font-size: x-small"><strong>Paradosso della felicità</strong></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>&#8221; </strong></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">(elaborato proprio da Easterlin nel 1974) </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>la felicità delle persone dipende molto poco dalle variazioni di reddito e ricchezza che si riscontrano nel corso delle loro esistenze</strong></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Anzi alcune ricerche avrebbero dimostrato come, </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>quando aumenta il reddito (e quindi il benessere economico), la felicità umana aumenta fino ad un certo punto, per poi cominciare a diminuire, seguendo una curva ad U rovesciata!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Può la scienza matematica porsi come oggetto di studio quanto di meno oggettivo e concreto vi sia, quale uno stato d&#8217;animo?</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>A parte ogni legittima perplessità in merito, un dato empirico è comunque facilmente verificabile: </strong><strong><strong>inseguire i soldi, il benessere, la fama, il successo o il potere ritenendo che &#8220;solo&#8221; il loro raggiungimento sbarri le porte della felicità vuol dire condannarsi ad essere infelici: le ansie, le paure di fallire e il senso di inadeguatezza che inevitabilmente seguiranno non faranno che allontanarci sempre di più dal nostro desiderato traguardo!</strong></strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>&#8220;</strong><strong><strong>Non è quanto si possiede, ma quanto si assapora a fare la felicità</strong></strong><strong>&#8221; (Chareles Spurgeon, predicatore battista britannico).</strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Se la &#8220;socialità&#8221;, quindi, è il primo ostacolo alla nostra felicità, allo stesso tempo non è dato all&#8217;uomo altra via che ricercare la felicità in comunione con i propri simili: <strong>la felicità</strong>, infatti,<strong> è l&#8217;unico bene che si moltiplica </strong>-piuttosto che ridursi-<strong> condividendolo con gli altri!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Il paradosso conclusivo cui giungiamo, allora, è che:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">- se, da un lato, l&#8217;unico uomo in grado di raggiungere una piena e perpetua felicità sarebbe l&#8217;uomo &#8220;unico&#8221; (nel senso di solo sulla faccia della Terra);</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">- dall&#8217;altro lato, <strong>un uomo solo, anche se felice, sarebbe condannato all&#8217;infelicità!</strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Per questo non possiamo che riporporre il nostro interrogativo iniziale: <strong>ma la felicità è davvero alla portata degli uomini?</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">La risposta la lascio ad ognuno di voi, ricordando qui chi una risposta se l&#8217;è di certo data: &#8220;<strong>c&#8217;è un unico errore innato, ed è quello di credere che noi esistiamo per esser felici&#8230;</strong>&#8221; (Arthur Schopenhauer).</span></span></span></p>
<p lang="it-IT">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #c5000b"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: medium"><strong>COME TENTARE DI ESSER FELICI?</strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">&#8220;<strong>Non esiste una strada verso la felicità. La felicità è la strada!</strong>&#8221; (Buddha)</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Certamente non esiste &#8220;una&#8221; via per la felicità -o, quantomeno, se estiste la sconosco!-.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Piuttosto credo che di vie ne esistano almeno 7 miliardi, una per ogni abitanti di questo nostro Pianeta!</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Dipende da ognuno di noi trovare la propria strada verso la felicità</strong> -e, una volta individuata, percorrerla fino in fondo!-.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Quale consiglio offrire, allora, ai lettori?</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>1- Siate il più possibile voi stessi!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">&#8220;<strong>La felicità non è sempre e tutta opera del caso</strong>&#8220;, scriveva Baltasar Graci<span style="font-family: Times New Roman,serif">á</span>n (filosofo spagnolo).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Allora <strong>ingegnatevi per esser felici!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Rompete le &#8220;</strong></span></span></span><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>dighe sociali&#8221;</strong></span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"> costruiteci intorno fin da bambini per frenare i nostri impulsi!</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Smettetela di recitare come burattini</strong></span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"> su di un palco su cui ci è ritrovati senza aver nemmeno partecipato ad alcun provino!</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Divenite protagonisti </strong></span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">-non più figuranti&#8230;-</span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong> della vostra esistenza!</strong></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Riappropriatevi di voi stessi e della vostra autostima!</strong></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>Cominciate a costruire la vita con le vostre mani!</strong></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Fate vostro l&#8217;appello di Friedrich Nietzsche (altro grande pensatore che non abbisogna di presentazioni&#8230;): &#8220;</span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>diventa ciò che sei!</strong></span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">&#8220;.</span></span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>2- Circondatevi di persone meritevoli del vostro affetto!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>La felicità</strong> <strong>si gusta meglio se condivisa e dipende, più che da ciò che ci sta attorno, da ciò che abbiamo dentro!</strong></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Del resto -diceva il filosofo americano Elbert Hubbard- &#8220;si può sopportare il dolore da soli, ma ci vogliono due persone per provare gioia&#8221;&#8230;</span></span></span></p>
<p lang="it-IT">&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>3- Prima ancora di essere felici, sentitevi felici!</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>&#8220;Ad alcuni per essere felici manca soltanto la felicità&#8221; (Stanislaw Jerzy Lec, scrittore polacco).</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong><strong>La felicità è un modo di vedere</strong></strong><strong>, dunque per cominciare ad esser felice occorre anzitutto guardare nella giusta prospettiva!</strong></span></span></span></p>
<p><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Felicità non è inseguire sogni ed aspettative ma, al contrario, godere pienamente dell&#8217;oggi!</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><strong>La felicità non è uno stato a cui arrivare ma un modo di viaggiare: non un traguardo ma un cammino, la cui ricerca è il miglior modo di onorare la nostra esistenza&#8230;</strong></span></span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><strong><span style="color: #800000">◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇</span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><em><strong>Gaspare Serra</strong></em></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Blog &#8220;PANTA REI&#8221;:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small"><a href="http://gaspareserra.blogspot.com/">http://gaspareserra.blogspot.com</a> </span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">Pagine facebook &#8220;ARMONIA E LIBERTA&#8217;&#8221;:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: x-small">- gruppo facebook: </span></span></span><a href="http://www.facebook.com/groups/76458342581"><span style="font-size: x-small">http://www.facebook.com/groups/76458342581</span></a></p>
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<p><span style="color: #800000">◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇ ◆ ◇</span></p>
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